Sibille (poesie di amori tristi) – Giuseppe Iannozzi + promo ”Angeli caduti” e ”D’Amore 4”

Sibille

Giuseppe Iannozzi

Dall’archivio privatissimo perché non ce l’ha solo lui…
e chi ha orecchi per intendere intenda. – g.i.

Erythraean

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Angeli Caduti - Giuseppe IannozziAngeli caduti
Beppe Iannozzi
Cicorivolta edizioni
ISBN 978-88- 97424-56-7
pagine: 230
© 2012
prezzo: € 13,00

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D'Amore 4 - Romantica Vany e Giuseppe IannozziD’amore 4
Romantica Vany e Giuseppe Iannozzi
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ISBN 9781291228212
pagine: 122
© 2012
prezzo: € 10,00

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con preghiera di diffusione


Perdente
(inedita, 1 gennaio 2013)

Ed ora lasciatemi
Il vino nella gola l’ho scolato
e i bicchieri di vetro fuori poi
uno a uno
in un camino di fantasie
da negre fiamme avvolte,
e l’affanno mio non è ancora finito
E non si è ancora spento il camino

Le carte in mano
una a una le ho interrogate
la poca posta in gioco perdendo;
al tavolo verde le lacrime
le ho regalate

Se sotto la stella nera vieni segnato
non sognare di poter esser diverso
Hanno tutti un motivo per ammazzare,
e tutti la faccia te la possono in faccia sputare
se in una notte di assoluto buio nasci
come a me è accaduto,
a me e agli amici miei

Ora lasciatemi,
i dostoevskijani demoni
che davanti a me vedo scivolare
li devo a uno a uno slegare
Senza fallire devo farmi fuori
e nel loro cerchio ballare e ballare,
e il meglio di me dare
perché tutto è finito, tutto;
e son stato davvero io a volerlo
credendo all’amore,
cedendo all’amore

Fianco a fianco

Fianco a fianco ci muoviamo
verso solitudine fra infinito e eternità,
per una verità
al di là delle possibilità
del cuore e della mente
Sulla cenere delle ère lasciamo
le nostre orme ora leggere, ora pesanti
Per plaghe ricche di frutti
Per deserti edaci dove il sole fa male
e la luna un freddo occhio
trapiantato fra il trono di Dio e la speranza
Per mari – profondi più dei nostri cuori –
di fondali abitati da Leviathan e da più negre creature
Attraverso sogni e incubi disperati
Così tanto, così, sempre fianco a fianco
reggendo la spada e lo scudo in mano,
dimenticando le risate dei bambini
e i rantoli dei vecchi alla loro ultima notte,
e non ancora è finito il cammino
né ci preoccupiamo di quanto rotte le ginocchia

Centinaia di anni insabbiati
e di culture sgretolate, come niente;
e noi non poi troppo diversi da ieri:
soltanto qualche ammaccatura qua e là
Verso solitudine ci muoviamo
Seppelliamo mostri e Crociati allo stesso modo
in una terra che appartiene al limbo estremo
del nostro pensiero
Fianco a fianco camminiamo,
più morti di tutti quei morti
che seppelliti e marcescenti
da un remoto recesso
dentro al nostro pensiero tentano indarno
di lanciarci eco d’avvertimento…

Io lo sapevo

Io lo sapevo sin dall’inizio
che alla fine ti saresti dimenticata
di chi ti ha amata, di chi ancora non osa
accettar la verità, che tu oramai andata
per un altro amore, lontano lontano

Io lo sapevo sin dall’inizio
che la fine inizia dall’inizio
con la promessa in un “per sempre!”

Così crudele
e logica la realtà
Eppur ha da rimanere
incastrata là dove da un’eternità
riposa il pomo d’Adamo,
costretto da poca o tanta saliva,
per tutta la vita,
a un utile quanto noioso su e giù

Un giorno capirai

Non ti preoccupare, un giorno capirai
che gli uomini han tasche fonde
piene di sale, più spesso di sporchi avanzi
rubati a chi lungo disteso morente
senza manco più un fiato nei polmoni,
ma soltanto un’immensa paura
nello sguardo dilatato sull’incognito

Non ti preoccupare, domani saprai
che fanno in fretta i volti amati
a diventare grigi teschi tutti uguali
e tutti sconosciuti a chi li incontra
sulla sua via in cerca di nessuno
in particolare

Soldati

Siamo poi soltanto soldati
fra giarrettiere e brindisi
pronti a andare incontro
alla vita per morire da fessi

Mercato delle Pulci

Non credete
al quel poco che vedete,
l’occhio enfio di tristezza
e d’aliena pazzia; piuttosto
guardatevi attorno e ditemi
se trovate sexy un cadavere
o una mano morta che possa
dar via al Mercato delle Pulci
in cambio d’un bel cesso
dove poter finalmente scaricare
l’intestino e l’anima che da una vita
mi sopporta provocandomi però
irrefrenabili scoregge di vanità

Milioni di baci

Bella Suzanne,
quanti milioni di baci
ti devo dare oggi?
Tanti, troppi; e di più
Riuscirai a raccoglierli tutti?
Riuscirai a soffocarli
con altrettanti baci?
O mi dirai
che non sono il tuo tipo,
che hai già un altro appuntamento
appostato tra il tramonto
e là dove il vento soffia
e soffia impetuoso
più d’ogni amante sognato
creduto per un momento,
per uno soltanto reale…

In questo Capodanno
che mette alle corde gl’anni miei
In questo primo giorno
che ti confesso quanto vecchio
e quanto infiammato l’ardore,
tu da me fuggirai, lo so bene:
fuggirai oltre la linea
dove l’umano sguardo arriva
E delle tue delicate linee
mi rimarrà il ricordo,
un fantasma leggero
da disegnare nell’aria
con l’indice,
cercando invano di amarti
per il poco
che ho saputo essere per te

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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3 risposte a Sibille (poesie di amori tristi) – Giuseppe Iannozzi + promo ”Angeli caduti” e ”D’Amore 4”

  1. cinzia stregaccia ha detto:

    come tu sai questo è il beppaccio che più amo e sempre un piacere è rileggerti…devo dire che qualche bicchiere in più male non ti han fatto per quanto concerne scrivere l’inedita è stupenda…,credo molto in vino veritas infatti l’unica occasione in cui io piango è “un bicchiere” di troppo…
    buongiorno
    cinzia

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  2. romanticavany ha detto:

    Vi è una frase di Baricco che in questi giorni ho spesso nella mente e vorrei dedicarti augurandoti tutto il bene e la salute che desideri: “Perché è così che ti frega la vita. Ti piglia quando hai ancora l’anima addormentata e ti semina dentro un’immagine, o un odore, o un suono che poi non te li togli più. E quella lì era la felicità. Insomma tu ci propini sempre scritti…la tua mamma ti avrà dato il biberon avvolto nel giornale e tu ti sei immedesimato nelle scritture.
    Ed è felicità leggerti…tu sei sempre vivace,strano, stravagante, vitale, bislacco,bizzarro, originale ,vivace, radiante, lussureggiante.e picchiatello in poche parole paSSopaSSo ed è così che esalti il nostro senso di benessere, e armonia”;)

    (Divertiti )
    dolce notte!!!
    Bacettini ♥ vany

    "Mi piace"

  3. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Io picchiatello e paSSopaSSo?
    Mi sa che hai proprio ragione. Non posso proprio smentirti. Se non fossi paSSopaSSo, con tutta probabilità sarei meno di niente, un vuoto utile solo a riempire altro vuoto. Ma per fortuna o purtroppo ho tanta fantasia e non soffro del blocco dello scrittore. Soffro invece di logorrea scrittoria. 😀

    Vedi di fare la brava. L’hai promesso, non puoi tirarti indietro: i tuoi propositi per il 2013 io me li sono segnati e voglio proprio vedere se gli terrai fede.

    Nell’intanto che ne pensi di spremere un po’ della tua sana e genuina tenerezza per una 4mani? 😉

    I bacettini mi piacciono, tanto anche, ma mi manca la lekkatina. Uffa. 😉 ♥ ♥ ♥

    orsetto di Vany che ti leKKa di leKKatine e bacettini

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