La Littizzetto delle banalità – Giuseppe Iannozzi

La Littizzetto delle banalità

Giuseppe Iannozzi

LittizzettoDevo capire chi ne spara di più.
Devo capire.
Ma è forse più giusto e vero dire che c’è poco o niente da capire.
Chi ne spara di più?
Il solito signor Berlusconi o la solita Littizzetto?
Par che entrambi non possano fare davvero a meno di stare in televisione di fronte agli italiani… o agli italioti, quelli che per stare bene basta che abbiano spaghetti chitarra e mandolino.

La Littizzetto riesce a far ridere gli italioti, e per sua fortuna sono milioni gli italioti a trovarsi nella triste condizione di lobotomizzati. Ma se è una fortuna per lei che l’Italia sia perlopiù fatta di e da italioti, per chi invece pensa con la sua propria testa, per chi è uomo libero e non parteggia per la destra, per la sinistra, per gli anarchici, per i leghisti e i centristi e i populisti, riconoscere che si ride a crepapalle per le battute da bar di quart’ordine della Littizzetto è drammatico, perché non può fare a meno di pensare che ancora sono in circolazione, a piede libero, il Gatto e la Volpe.

berlusconi-pistolaIl signor Berlusconi dice tante tante cose. E il giorno dopo, quasi sempre, le cose che ha detto dice che sono state mal interpretate dai giornalisti etc. etc. Niente di nuovo. Ma il signor Berlusconi non è il problema, non più, non oggi che è oramai ben avviato verso la strada del tramonto. Il problema è semmai un altro, è quella gente – politici compresi – che a ogni sbadiglio del Signore subito gli sparano contro concedendogli visibilità, una visibilità mostruosa che non meriterebbe davvero.

La Littizzetto ha detto delle cose volgari?
No. Ha sparato un semplice ‘hai rotto il cazzo’ in tv e gli italioti si sono sganasciati, senza purtroppo rendersi conto che, probabilmente, sono milioni le persone che ogni giorno lo pensano e lo dicono centellinando un caffè o strafogandosi con una brioche, giù al baretto proprio sotto casa loro.
La Littizzetto ha sparato una banalità. Una banalità talmente ovvia che è uguale a un innocuo sparare a salve, ottenendo però un audience mostruosa per sé. E la Littizzetto pubblica per Mondadori, che è del signor Berlusconi, di quel signore che la Littizzetto accusa, con risaputa banalità, d’aver ‘rotto il cazzo’. Però i soldi del signor Berlusconi per i suoi libri li prende e non ci sputa su. Col cavolo che la Littizzetto si sogna di sputare sui soldi che la Mondadori di Berlusconi le passa. E difatti, dopo aver sparato la sua banalità, la signora Littizzetto era in una libreria Mondadori a presentare il suo libro pubblicato dalla casa editrice di proprietà del signor Berlusconi: ma si sa che in casa del Padrone non si parla male del Padrone, ragion per cui la signora ha glissato, non ha sparato una battuta che fosse una, nemmeno una trita e ritrita banalità, sul Padrone che pubblica i suoi libri. Le banalità, probabilmente, le spara grazie al canone Rai, che gli italioti pagano anche per lei, a Che tempo che fa su RaiTre, con il nulla osta di Fabio Fazio.

A questo punto resta sol più da capire chi è il Gatto e chi la Volpe, se il signor Berlusconi o la signora Littizzetto. Ma rimane vivo il sospetto che i ruoli d’esser un giorno Gatto e quello appresso Volpe siano interscambiabili.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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13 risposte a La Littizzetto delle banalità – Giuseppe Iannozzi

  1. Egle1967 ha detto:

    Grande , sei sempre oltre tu!

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  2. Felice Muolo ha detto:

    Lo schifo di questa gente sta proprio come l’hai dipinta. Questo è il nuovo attuale e che avanza! Bisogna buttarlo nella spazzatura quanto prima, cambiare canale. E’ sempre e solo una presa per il c…., da ogni parte che ti giri. E gli sprovveduti ridono beati.

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  3. RosaOscura ha detto:

    Personalmente ho sempre ritenuto la comicità della Signora Litizzetto decisamente volgare ed insulsa. Non mi è mai piaciuta (de gustibus!). E poi se proprio dobbiamo dirla tutta, in questo triste periodo della situazione italiana… c’è poco da ridere…

    Bacioni Beppe!

    Giò

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  4. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Guarda, caro Felice, se la Signora Littizzetto avesse sparato una battuta, anche banale, su Berlusconi nel corso della presentazione del suo libro pubblicato per Mondadori, forse non avrei detto niente. Anzi, forse avrei detto: “Questa ha le palle quadrate”. Invece niente. In casa del Padrone più santa di tutte le madonne. Allora io pago il canone Rai anche per la Signora, che mi spara a salve una banalità che, probabilmente, mezza Italia ha detto e pensato nel corso degli ultimi 20 anni. E c’è chi pensa che la Littizzetto abbia avuto un coraggio della madonna: è colpa degli italioti che stanno dietro a ogni sparata di comici e politici se l’Italia è l’Italia, di certo non un paese dove le cose cambiano. Come ben disse Giuseppe Tomasi di Lampedusa nel “Gattopardo”, “Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi”. Una verità valida ieri e oggi ancor di più.

    beppe

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  5. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Cara Egle, spero ben di sì.
    E’ la mia opinione su un fatterello accaduto in tv e che però ha fatto gridare tanti, sempre in tv. Volevo semplicemente dire la mia, evidenziare purtroppo, ancora una volta, che l’Italia non è cambiata, è ancora quella di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, per cui “Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi”. Non è con le banalità e le sparate a salve che si cambia o si può pensare di indurre a far pensare gli italiani: sarà forse questo il motivo per cui si dicono tante banalità e luoghi comuni? Il sospetto è lecito.

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  6. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Io trovo che la Signora spari a salve delle banalità e con le banalità non si induce a far riflettere la gente. Tuttalpiù si riesce a far ridere quelle persone che riescono a ridere solo se gli presenti sul piatto battute che non toccano veramente il cuore dei problemi.

    Bacioni a te, Giò

    beppe

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  7. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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  8. romanticavany ha detto:

    Io penso che la Signora Littizzetto dovrebbe cominciare ad usare un linguaggio più educato e meno volgare. Non è giusto è troppo facile credere di fare comicità sparando a ruota libera cavolate inascoltabili che non stanno nè in cielo nè in terra. Una Signora della sua età dovrebbe comportarsi come tale,usando più rispetto per il pubblico.
    Bounjour ♥ vany

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  9. Ninni Raimondi ha detto:

    Certo che parlare di Luciana Littizzetto, con le sue battute un po’ scontate, demodé, volgarotte (dopo un barolo magari), mi sembra eccessivo. Il primo imperatore italiano dei francesi, dopo aver spodestato e rivoluzionato quasi tutte le monarchie d’europa (per poi cadere “nel tranello” anche lui) Napoleone Bonaparte, con tanti nemici soleva incitare a parlarne: “parlatene male, ma parlatene!”.
    La chirurgia, di servizio, che ci porge la “piccola” Signorotta è ormai scontato.
    Battutine riscaldate che facciano effetto immediato e colpiscano l’immaginazione; il sorrisino studiatamente disincantato; l’ovviare la sua cronica e sottolineata “poca gradevolezza”, sbattendo le sue gambette sempre all’aria (le venne suggerito da un P.R. della treza rete Rai), credo facciano comprendere quanto, ormai, siamo preda “dei comici”! Un grande teatro, un teatrino di “Pupi” (giusto per associarmi al tuo rilievo Gattopardesco) che sembra non finire.

    Presunti “potentati” patentati che fanno ridere, con il voltastomaco, o presunti comici che, ridendo e comportandosi da poveri e massacrati figli del popolo, si permettono di rendere la “spazzatura”, profumata all’ Eau de Spazzatur!
    La nostra “Lucianina” nazionale, forse, dovrebbe prima pensare al cachet che prende per rifilarci quelle battutine idiote per ragazzini scemi e dopo, magari, cercare di guardarsi allo specchio (molto difficile).
    Come può pretendere di “ridicolizzare” tutto, quando essa stessa è ridicola?
    Le sue banalità, ricorrenti, portano allo “sfracellamento” della pazienza. Almeno per chi ancora l’ascolta.
    Ovviamente fermi tutti quando si parla d’incassare.

    Giustamente hai rilevato che la presentazione del suo libro per MONDADORI, ha la priorità.
    Come quando, credo questa estate, offese Maria de Filippi (che avrebbe molto da insegnarle ma, essendo una “Signora”, non ci prova assolutamente a suggerirle qualche argomento) sostenendo che “la moglie di Maurizio Costanzo” è una donna colta e intelligente, peccato che realizzi programmi da schifo! Beh, caro Beppe, la Signorotta sarà anche libera nella critica, ma dovrebbe riflettere – anche in questo caso – il cachet ricevuto da Maria de Filippi per rendela ospite e partecipe in un suo programma.

    Littizzotta potrà sempre opporre il fatto che ha “obblighi di copione e di contratto”, ovviamente.
    Peccato che la frase da lei “creata” potrebbe calzarLe a pennello.
    I primi tempi della Sua “comica” carriera sono molto lontani: colpiva il visetto spaurito e pieno di paure.
    Molto differente, estremamente differente direi, dalla “Signora Littizzetto” che, in un pomeriggio, ha svuotato il negozio De Wan in Via Roma, a Torino.

    Continui, pure, con la pubblicità della COOP!
    Noi continueremo a tirare la cinghia.
    Lei a tirare sciocchezze, ovvietà e a parlar male – ma parlarne – di chi vuole.

    Buona serata

    Ninni

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  10. Ninni Raimondi ha detto:

    PS: Ovviamente chiedo perdono per due o tre (quattro magari) refusi.
    Scrivere di getto fa male alla salute.
    Grazie.
    Saluto i lettori che conosco e ti ringrazio.

    Ninni

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  11. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    La Signora dovrebbe evitare di dire cose ovvie, banali. Penso solo questo. A me non fa ridere né fa riflettere. Non è una tivù auspicabile la sua, è semmai la televisione che non vorremmo vedere.

    ♥ Bacetti e leKKatine

    orsetto di VaNY

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  12. orofiorentino ha detto:

    Caro Beppe, scusa la lunga assenza ma non sto bene. Se capiti sul mio blog noterai che metto dei post a base di foto. Sai la mia verde età mi crea problemi molto noiosi da cui cerco di scappare come una lepre ma prima o poi mi acchiappano e mi infilano in sala operatoria.
    Non è che non ti seguo, credimi. Sai: quando mi affeziono se sparisco è solo perchè non vanno le cose.
    Mi perdoni.?
    Concordo con quanto asserito dal dott. Raimondi, assolutamente.
    Ti lascio un abbraccio e pian piano mi rimetterò in pari giuro!
    Giovanna

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  13. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Caro Lord Ninni,

    ineccepibile il tuo intervento.
    Credo anch’io che valga la vecchia regola, “parlatene male, ma parlatene!”. Alla Signora, che cosa rimproverare? Fa il suo mestiere, prestandosi un po’ a sinistra e un po’ a destra (quando è in casa di Berlusconi per presentare i suoi libri targati Mondadori). Poi, quando fa la pubblicità alla coop o altre cose, fa l’attrice: ma i vagoni di milioni, su quelli non ci sputa mai, vengano essi dalla destra o dalla sinistra. L’immagine che si è costruita è quella di essere ‘una contro’: ma coi milioni di Euro in tasca tutti sono buoni a recitare la parte della passionaria e di gridare “hasta siempre comandandante Che Guevara”.

    Va detto che nel mondo dello spettacolo, e non solo, non è l’unica a recitare una parte: personalmente le accordo poca o nulla importanza. Né mi interessa quello che scrive, o che scriverebbe. E nemmeno mi fanno ridere i suoi filmetti, ben peggiori di certi cinepanettoni degli anni Novanta.

    In realtà ci troviamo di fronte a una parvenu. Problema è che che i ‘parvenu’ a tanti paiono (o appaiono) come dei rivoluzionari, mentre loro sostanza è ben altra.

    Se dicesse meno cazzate, perché non si pretende di certo che non ne dica più nemmeno una, forse risulterebbe anche un pochettino divertente, anche se sempre e comunque non credibile per chi come noi usa la testa.

    Un forte abbraccio di stima e amicizia,

    beppe

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