Titti Cerquetti. Intervista all’autrice per “Ad occhi chiusi” (LIANT editore) – a cura di Giuseppe Iannozzi

Titti Cerquetti
Ad occhi chiusi

Intervista all’Autrice

a cura di Giuseppe Iannozzi

Titti Cerquetti

Titti Cerquetti

1ma edizione 19/11/2012 – codice prodotto: 201256 – prezzo € 1,90

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1. Tutti conoscono Titti Cerquetti. Come ti spieghi il motivo di così tanta popolarità? In rete, e non solo, sei una leggenda, una leggenda ma anche una preda molto ambita, inutile negarlo.

Titti Cerquetti - Ad occhi chiusi

Titti Cerquetti – Ad occhi chiusi

Con il termine leggenda ti riferisci al mio carattere schivo e riservato, al mio poco presenzialismo, o al tuo affetto per me? Parlando seriamente il fatto di essere discretamente conosciuta dipende dai molti anni di presenza in rete, dalle tante iniziative a cui ho partecipato, dai progetti a cui ho dato vita, dalla fortuna di incrociare il cammino di  persone di talento e di valore, dalla capacità di saperle riconoscere. Ma per il termine “leggenda” serve una morte prematura che al momento non ho in programma, sebbene in passato ci sia andata discretamente vicina.

Sull’ambita preda dico che la fantasia popolare spesso fa miracoli, nel bene e nel male. Ho cominciato con il blog, nel 2004, scrivendo come sottotitolo “una ragazza come tante” e lo sono ancora, lo sarò sempre, anche quando sarò un po’ meno ragazza.

2. E’ da poco sul mercato, per LIANT editore, la tua ultima fatica, “Ad occhi chiusi”, prima parte di quello che mi par aver intuito trattasi di una serie di racconti dalle caratteristiche ben precise. Manila e Sonia sono le due protagoniste principali, giornaliste ma anche investigatrici che mettono a tacere tanta boria maschilista. Chi sono Manila e Sonia? E: ti sei forse ispirata a qualche personaggio realmente esistente (o esistito) per dar loro corpo e anima?

Titti Cerquetti

Titti Cerquetti

Il tema del protagonismo femminile, in letteratura, cinema e teatro mi sta particolarmente a cuore. Sebbene negli ultimi anni la tendenza stia lentamente cambiando, trovo necessario che anche la narrativa riprenda un discorso che adesso più che mai trova riscontro nell’attualità e nella quotidianità. I personaggi femminili centrali sono così pochi che possiamo ricordali con estrema facilità, penso per esempio a Madame Bovary di Flaubert, o alle sorelle Dashwood di Austen, o a Stella di McGrath. Nella società attuale le donne sono spesso protagoniste nonostante o a prescindere dagli uomini. Volevo che Manila e Sonia rappresentassero le donne di oggi, con la loro forza e la loro debolezza, con le capacità umane e tecniche di cui dispongono, senza che il fattore “genere” facesse in alcun modo la differenza. Penso che ci siano migliaia di donne realmente esistenti che possono considerarsi involontarie ispiratrici di Manila e Sonia.

3. In “Ad occhi chiusi” incontriamo Elisabetta Persi, che sarà una gran brutta gatta da pelare per Manila. Elisabetta ha preso in ostaggio quattro impiegati minacciando di farli volare, uno ad uno, dalla finestra se non verrà esaudita la sua richiesta: Elisabetta libererà gli ostaggi in cambio del padre, che uno stinco di santo non lo è affatto. Elisabetta nasce da una relazione, per così dire, pericolosa, e la sua mente è non poco disturbata. E’ la Persi una vittima, una carnefice, o entrambe le cose?

“Ad occhi chiusi” racconta una vicenda privata che diventa pubblica, evento usuale in questa epoca. Ma lo fa in una maniera completamente diversa da quella televisiva cui siamo abituati. Il conflitto esplode in maniera violenta, eclatante, imprevedibile così come la storia familiare che lo causa ma da vicenda pubblica torna ben presto ad essere di nuovo una faccenda privata. Elisabetta è vittima fino al momento in cui decide di uscire fuori da sola dalle macerie della sua esistenza, fino a quando decide che non vuole più essere una vittima. E’ una vittima che tenta disperatamente di salvarsi diventando carnefice ma la sua fragilità è talmente evidente, in tutte le sue azioni, da rendere il suo tentativo quasi surreale. Cerca ad ogni costo di evitare la sofferenza altrui, per concentrarsi sulla propria, e sull’unica via di uscita: risolvere una volta per tutte il rapporto con suo padre. Prima è vittima, poi carnefice, poi l’epilogo del romanzo a chiarire il suo destino.

Titti Cerquetti - Ad occhi chiusi - Liant editore

Titti Cerquetti – Ad occhi chiusi – Liant editore

4. In questo primo episodio di “SoulMates” il lettore si trova di fronte a delle donne che par non temano nulla, eccetto l’amore. Sonia è molto dolce, forse sin troppo, Manila è determinata, Elisabetta è invece del tutto persa. In “Ad occhi chiusi” la miscela è esplosiva: due donne, Manila e Sonia che portano avanti una liaison moderna, e una terza giovane donna, Elisabetta, che potrebbe forse rivelarsi ben più crudele e feroce di tanti stupratori a piede libero. C’è (anche) una sorta di messaggio sociale nascosto fra le righe di “Ad occhi chiusi”?

Ogni personaggio racconta qualcosa di sé e, di conseguenza, dei valori umani e sociali che rappresenta. La figlia naturale, la figlia extraconiugale, la madre presente, la madre opportunista, il padre materialista fino alla follia. Racconta i fragili equilibri di questi rapporti, la facilità con cui, improvvisamente, può crollare tutto. Racconta, in special modo, il fallimento del progetto “famiglia” così come lo si è largamente praticato per anni, basandolo sul potere economico, sull’ipocrisia, sul rapporto dominatore/dominato. Non c’è un messaggio, ma la constatazione che serve qualcosa di nuovo, un nuovo concetto e dei nuovi valori che tengano unite le persone, specialmente oggi, che l’amore è diventato un prodotto di breve durata.

5. Di quanti episodi si compone il progetto “SoulMates”? Puoi, e vuoi, fornire qualche piccante anticipazione per i tuoi tanti lettori che, trepidanti, ti attendono al varco? Non fare la modesta, cara Titti: so bene che “Ad occhi chiusi” è uno degli ebook più acquistati in rete, su LIANT editore.

Siamo soddisfatti della partenza del libro, e di questo ringrazio i lettori che mi hanno concesso la loro fiducia e il loro tempo, e non mi fanno mancare il loro appoggio. Per quanto mi riguarda il rapporto con i lettori deve essere diretto, costante, sincero. E’ una cosa che ritengo imprescindibile. Percepire il loro desiderio di leggere i sequel mi riempie di orgoglio. Dentro “Ad occhi chiusi” c’è la vicenda di Elisabetta Persi, ma anche la nascita  del rapporto futuro tra Sonia e Manila, il seme della creazione dell’agenzia SoulMates e di quello che verrà. Non mancheranno la suspence, il giallo, l’amore e perché no, anche un po’ di sesso.Ad oggi non posso dire quanti episodi seguiranno. Posso dire che spero possano essere molti.


6.
Con questa domanda rischio di ritrovarmi, dall’oggi al domani, ‘pene-mozzo’ anch’io, ma il dovere è più forte di qualsiasi eventuale pericolo in gioco, indi per cui, cara Titti, la domanda la formulo a muso duro: il femminicidio è qualcosa che esiste sul serio nella nostra società attuale – che par essersi messa addosso non poche vecchie gramaglie di chiaro stampo vittoriano -, od è forse una barbarie che, ahinoi, si ripete secolo dopo secolo?

Un argomento complesso, che si presta ad essere strumentalizzato, equivocato, sottovalutato. Se ci guardiamo indietro, o intorno, ci accorgiamo che la condizione femminile ha vissuto e vive situazioni drammatiche e difficili. Osservare la condizione femminile nei paesi islamici, dove è considerato “normale” lapidare un’adultera nella pubblica piazza tra gli applausi della folla, ci riporta alla cruda realtà di una questione ancora lontana dall’essere risolta. Non molti anni fa era legittimo farlo anche nel civile occidente, dove il delitto passionale costituiva fattore attenuante in campo giuridico, quando anche non restava totalmente impunito. Oggi quello che spaventa è l’incapacità sempre più generalizzata di gestire la propria affettività, da parte degli uomini, tanto da sfociare in atti violenti e criminali. Credo sia necessario occuparsi del problema, vedo con favore il nascere di luoghi di dialogo e di ascolto per le donne, mi auguro ci sia più attenzione da parte delle istituzioni e soprattutto che si faccia sempre più attenzione a tutti quei segnali pre-tragedia che spesso vengono sottovalutati e non dovrebbero. Aggiungo che alcuni articoli apparsi anche su quotidiani nazionali e che tentano di dimostrare che il problema semplicemente non esiste non solo negano la realtà sociale, ma fanno un danno notevole al valore umano di chi li scrive.

7. Come e quanto è cambiata Titti Cerquetti dai tempi della pubblicazione di “La notte di Lisa” (racconto incluso nell’antologia “Tua, con tutto il corpo”) e di “La storia di Norah” (racconto incluso nell’antologia “Eroticamente”)?

Molto. Sono successe tante cose, nella mia vita privata, in questi anni. Ho dovuto prendere decisioni difficili, rischiare, arrivare a mettere tutta la mia vita ed i miei sogni dentro una valigia e partire. Oggi sono sicuramente una persona più equilibrata, più completa, probabilmente un po’ disillusa, ma felice di aver preso molte decisioni giuste. Faccio il lavoro che amo, ho accanto a me persone che stimo e ammiro, e non ho perso la curiosità nei confronti della vita, la capacità di stupirmi e la voglia di imparare. Se per arrivare a questo ho dovuto lottare diversi mesi contro la morte a seguito di un incidente, o emigrare in un paese che tende a premiare più il merito che l’appartenenza a questo o quel salotto, posso affermare che è vero, non tutto il male viene per nuocere.

9. Tornando a parlare di “Ad occhi chiusi”, e più in particolare del progetto “SoulMates”, hai già pensato alla possibilità di riunire i vari episodi in un unico volume, magari destinandolo al mercato editoriale più tradizionale?

Sicuramente è una possibilità, e di certo mi piacerebbe. Dipende dalla risposta dei lettori, dal gradimento che questo progetto otterrà, dall’interesse che sarà in grado di suscitare. Per quanto mi riguarda spero che l’editoria italiana, in particolare quella medio-piccola, decida di provare ogni tanto qualche rischio, con un’autrice che lavora da anni senza far parte di nessuna “parrocchia”.

10. Sotto, o sopra, quale genere letterario inseriresti “Ad occhi chiusi – SoulMates”? Perché?

Io vorrei che i miei lavori fossero etichettati, se proprio necessario (ed in Italia lo è) semplicemente come “narrativa”. Penso che il mio stile, i miei personaggi, le vicende che racconto, siano sufficientemente originali da non dover essere categorizzate. Sono una scrittrice di narrativa, con un occhio attento alle vicende umane, a ciò che accade dentro di noi, prima di ciò che accade fuori.

11. Possiamo dire che il progetto “SoulMates” è anche un excursus nel mondo del sesso estremo?

Assolutamente no. Scrivevo di sesso quando farlo era ancora un tabù, o per lo meno lo era abbastanza da costringerti in un angolo, ghettizzata come scrittrice di serie B o peggio, quando noi autrici di  blog e racconti erotici venivamo salutate con un sorriso sarcastico e un’alzata di spalle. A quei tempi la signora Erika Leonard, probabilmente, si occupava di  preparare il thè al noioso marito sceneggiatore immaginando che il giardiniere la portasse con la forza nel capanno degli attrezzi.

Mi accorgo che scandagliare l’animo umano attraverso le pratiche sessuali estreme mi attrae molto meno che in passato, anche perché vedo che si tende a raccontare sempre più le pratiche, e sempre meno le persone.

Il sesso estremo oggi, per me, è fare l’amore.

12. Chi sono (stati) gli autori, classici e non, che ti hanno maggiormente influenzata nel dar corpo al tuo inconfondibile stile di scrittrice nonché alle tematiche da te trattate? Per quali ragioni?

Chiunque abbia letto un mio lavoro non può fare a  meno di percepire, con le dovute e ovvie proporzioni di grandezza letteraria, la presenza di Luigi Pirandello, che per me è stato determinante, nella mia formazione umana e professionale. Detto ciò considerando la mole di libri letti sarebbe difficile elencare tutti quelli che hanno, in qualche modo, contribuito ad influenzarmi. Sintetizzando posso dire che sono stata appassionata lettrice e studiosa della letteratura russa nelle figure di Tolstoj, Dostoevskij, Bulgakov, di quella inglese (Kipling, Dickens, le sorelle Bronte, Jane Austen, Virginia Woolf), di quella americana la cui lista di nomi sarebbe davvero troppo lunga. Ho piacere di citare i miei preferiti:  D.F.Wallace, Raymond Carver, Bukowski, Roth, Yates. E poi ancora Saramago, Amélie Nothomb, Hesse, Oates, Murakami, Auster, Faber. Mi piace pensare, a proposito di tutti questi amati autori, che ci siamo trovati piacevoli a vicenda nei rispettivi ruoli di scrittore e lettrice.
Tra gli italiani contemporanei vorrei citare Luca Ricci, Barbara Garlaschelli, Flavia Piccinni, Remo Bassini.

13. Sono certo che hai già qualcosa di importante in preparazione, un libro di racconti, un libro che molti aspettano con ansia orgasmica. E, dunque…?

Si è vero, sto lavorando ad una raccolta di racconti sul tema femminile. Dodici brani per dodici donne, colte nel momento esatto in cui il loro mondo è sul punto di esplodere. Come fossero riparate dietro una grande infrangibile lastra di vetro che il destino colpisce nell’unico punto debole, quello che manderà tutto in frantumi. Sono una scrittrice che vuole le donne protagoniste anche nelle storie che si raccontano, esattamente come lo sono nella vita di tutti i giorni. Donne che anche nel momento in cui stanno per crollare trovano la forza per combattere ancora, o per cedere si, ma con dignità.

14. Promuovi “Ad occhi chiusi”. Chi dovrebbe leggerlo, e, perché?

“Ad occhi chiusi”, e più in generale il progetto SoulMates, si rivolge certamente a tutti, con un’attenzione particolare verso chi non ha molto tempo per leggere ma che desidera comunque una lettura che non sia semplice intrattenimento. Azione, giallo, thriller, ma anche i percorsi umani dei protagonisti, le loro storie, i loro motivi e sentimenti, il mondo che li circonda, con la sua bellezza e la sua meschinità. Sono romanzi brevi che un buon lettore può consumare in un’unica sessione, con il piacere di seguire la vicenda fino alla sua conclusione. A questo proposito abbiamo creato una pagina facebook denominata appunto SoulMates dove i lettori, oltre a richiedere con insistenza i nuovi episodi, offrono citazioni dal libro per indicare passaggi particolarmente graditi ed offrire spunti di discussione. La trovo una cosa molto bella, che spero possa proseguire e crescere, insieme ai miei lettori.

Grazie, cara Titti. E’ stato un autentico piacere, un piacere tutto mio intervistarti così a lungo. Adesso non mi resta che accedermi una sigaretta!

Titti Cerquetti

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Il blog di Titti Cerquetti

Titty Cerquetti

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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5 risposte a Titti Cerquetti. Intervista all’autrice per “Ad occhi chiusi” (LIANT editore) – a cura di Giuseppe Iannozzi

  1. orofiorentino ha detto:

    Una gran bella intervista e un libro certamente da leggere.
    Ciao Beppe un abbraccio Giovanna

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  3. cinzia stregaccia ha detto:

    ciò che rende particolare questa intervista son le risposte di Titti,persona interessante e anche vera ,con una strana pacatezza.. che solo un certo tipo di vita vissuta può dare, mi è molto piaciuta facendo nascere in me curiosità sul libro.
    cinzia

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  4. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Vero, Titti ha dato delle risposte che, per certi versi, mi hanno scombussolato. 🙂 C’è difatti una pacatezza insolita per Titti, segno questo, a mio avviso, che è molto maturata rispetto a ieri.

    Il libro costa quanto un cappuccino, 1 e 90. Che vuoi di più?

    Bacione

    beppe

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  5. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Vuol questo dire che Titti è riuscita bene a slegarsi dalle miei infide domande. So essere terribile, ma Titti se l’è cavata molto bene costringendo l’inquisitore di turno alle corde.

    E’ un libro che ti costa quanto un cappuccino: 1,90 €. Che vuoi di più? L’anima? Su, scaricalo e leggilo.

    Un caro abbraccio

    beppe

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