Il viaggio nella notte di Massimiliano Santarossa (Hacca edizioni) – recensione di Giuseppe Iannozzi

Il viaggio nella notte di Massimiliano Santarossa

L’impossibile redenzione di chi è operaio

Hacca edizioni

Giuseppe Iannozzi

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Massimiliano Santarossa

Massimiliano Santarossa

Solido, come quel “Vogliamo tutto” di Nanni Balestrini, l’ultimo lavoro di Massimiliano Santarossa, “Viaggio nella notte” (Hacca edizioni). Un lungo lucido rabbioso disperato viaggio quello che Santarossa consegna all’attuale società: perfetta fotografia di un semplice lavoratore, il cui destino par sembra esser stato segnato da ben prima che lui nascesse.
In “Viaggio nella notte” possiamo ritrovare un esistenzialismo à la Boris Vian, che si permuta in reiterazioni sincopate e jazzate, nonché in neologismi avantpop che definiscono il ciclo lavorativo dell’individuo in un perpetuarsi di metastasi. C’è uno stretto legame di confidenza fra la scrittura di Santarossa e quella degli esistenzialisti francesi del primo dopoguerra, che è, in questo nostro tempo storico, più che mai attuale.

Hacca edizioniAmbientato nella periferia italiana, “Viaggio nella notte” racconta le ultime ore di un uomo, di un giovane uomo che dalla vita ha ricevuto poco o nulla, che sempre ha dovuto combattere per ottenere il minimo e che mai ha ricevuto una mano dal prossimo. Santarossa non cede al pietismo, ma non si concede neanche al nichilismo; è invece più giusto dire che la sua scrittura tende a ritrarre la condizione dell’essere umano intrappolato in una società tutta votata a fare degli individui nulla di più che dei numeri sacrificabili alla illogica logica del fascio-stalinista meccanismo della fabbrica: ‘produci vivi crepa’.
Un monologo che racconta la storia di chi la vita l’ha vista sempre o quasi dopo l’alba, perché il lavoro prima d’ogni altra cosa; e se il lavoro, massacrante e offensivo, è tutto, allora la diretta conseguenze è che il lavoro divora fino all’ultimo brano il lavoratore, senza lasciargli tempo per le relazioni sociali né per tentare di migliorare la sua propria condizione. Nell’attuale nostra società c’è chi il lavoro ce l’ha e c’è chi invece no. Ma gli operai che ce l’hanno un lavoro sono costretti a turni massacranti, rischiando più volte di morire in fabbrica per non perderlo quel maledetto lavoro; e sempre il salario è da fame. Massimiliano Santarossa, con disincanto, affronta un viaggio simil céliniano nella notte, in una notte che è tanto astronomica quanto interiore; il peccato è dunque di essere uomo fra gli uomini, uomini che fanno di tutto per costringere i propri simili a una eterna schiavitù senza possibilità alcuna di redenzione.

Massimiliano Santarossa - Viaggio nella notte

Massimiliano Santarossa – Viaggio nella notte

Gian Paolo Serino, nell’introduzione critica a “Viaggio nella notte”, sottolinea: “Un viaggio esistenziale nei luoghi dell’estrema periferia italiana, deturpata e divorata da capannoni industriali, grattaceli fatiscenti e semi abbandonati, campi colmi di schiuma oleosa e alberi che sembrano lanciare un urlo muto verso un cielo metallico, strade divelte dove nemmeno l’asfalto pare avere più consistenza.”

“Viaggio nella notte” (Hacca edizioni) di Massimiliano Santarossa è romanzo fondamentale, Letteratura a pieno regime, che scardina le tante ipocrisie dilaganti e che, purtroppo, vanno per la maggiore, non solo tra una prezzolata opinione pubblica (da talk-show) ma anche e soprattutto tra politici, politicanti e falsi guru ex cathedra.

Massimiliano Santarossa è nato nel 1974 a Villanova (Pordenone). Ha pubblicato i libri Storie dal fondo e Gioventù d’asfalto per Biblioteca dell’Immagine; nel 2010 Hai mai fatto parte della nostra gioventù? e nel 2011 Cosa succede in città, entrambi per Dalai editore. Prima di dedicarsi alla scrittura è stato falegname e operaio in una fabbrica di materie plastiche, e ha trascorso buona parte della propria vita a diretto contatto con i personaggi delle sue storie. I suoi libri sono stati oggetto di diverse rappresentazioni teatrali. Scrive per il «Messaggero Veneto».

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Viaggio nella notteMassimiliano SantarossaHacca edizioni – con una nota critica di Gian Paolo Serino – 1ma edizione, settembre 2012 – Pagine: 144 – ISBN: 978-88-89920-82-4 – Prezzo: € 14,00

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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4 risposte a Il viaggio nella notte di Massimiliano Santarossa (Hacca edizioni) – recensione di Giuseppe Iannozzi

  1. annamaria49 ha detto:

    Molto interessante l’excursus dell’autore, questo dimostra che la vera passione trova la sua strada. La storia rispecchia un tema di grande attualità: il lavoro da tenere stretto anche ai limiti della sopportazione; il lavoro sempre, quel lavoro che, anziché donare dignità all’uomo, la annienta.
    Complimenti per la bella recensione.
    un bacione
    annamaria

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Cara Annamaria, il romanzo di Massimiliano Santarossa è uno dei pochi, davvero uno dei pochissimi, che mi hanno realmente coinvolto, per i temi trattati, per lo stile, per la sua indiscutibile attualità; e credo che bene si capisca dalla critica entusiasta.

    “Viaggio nella notte” descrive la vita massacrante di un operaio costretto a tagliare plastica, a inalare gas che a lungo andare si riveleranno fatali. Il lavor, morire di lavoro oggi è un tema, purtroppo, attualissimo: toglie dignità, toglie la vita. Pensa anche solo al caso dell’ILVA. Ecco perché “Viaggio nella notte” è un romanzo tanto tanto importante, perché fotografa questo preciso momento storico, la realtà delle fabbriche italiane.

    Un bacione a te, e leggi Santarossa. Ne trarrai di certo un grande insegnamento.

    Beppe

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  3. Felice Muolo ha detto:

    Ottimo stile. Ma sparare sul lavoro oggi proprio non paga.

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  4. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Con Santarossa ho riscoperto quello spirito di Nanni Balestrini, di quando noi “vogliamo tutto”. Io credo che bisogna pur affrontare questo argomento, per quanto possa forse non pagare, perché l’alternativa è la morte. Non ci vedo niente di buono in un uomo che si ammazza, che si lascia ammazzare, che viene ammazzato per il lavoro.

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