Barack Obama. Il discorso per il secondo insediamento alla Casa Bianca – a cura di Giuseppe Iannozzi

Barack Obama

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“Grazie a tutti, siamo una famiglia americana. Stanotte, in queste elezioni, voi, il popolo americano ci avete ricordato che il nostro viaggio è stato lungo. Abbiamo combattuto per arrivare qui e sappiamo che per gli Stati Uniti il meglio deve ancora venire.
Vorrei ringraziare ogni americano che ha partecipato a queste elezioni, o che abbia votato per la prima volta o abbia fatto lunghissime file per riuscire a votare. In tutti questi casi, voi avete fatto la differenza.
Nelle primissime settimane cercherò di incontrare Romney per vedere cosa possiamo fare insieme per questo paese.
Io non sarei qui senza la donna che vent’anni fa ha accettato di sposarmi. Michelle, io non ti ho mai amato di più, sono orgoglioso di quanto l’America ti ami. Sasha e Malia sono quattro dei tanti occhi che ci osservano: state diventando delle donne bellissime, come vostra madre e sono molto orgoglioso di voi.
Ringrazio la miglior squadra della storia delle campagne elettorali, la migliore di sempre. Molti di voi sono stati al mio fianco sin dall’inizio della mia scesa in campo nella politica. Grazie per avermi portato fin qui, vi sarò sempre riconoscente per il vostro incredibile lavoro.
So che le campagne politiche possono apparire stupide e che lasciano molto spazio al cinismo e ai commenti, ma so anche che il meglio deve ancora venire. In una democrazia, in un Paese come l’America, può essere complicata, ma noi, come Paese, prenderemo importanti decisioni. Le questioni e il confronto sono il marchio distintivo della nostra libertà. Mentre noi siamo qui, ci sono persone in terre lontane che combattono affinché noi possiamo avere la possibilità di discutere le nostre diverse idee. Noi vogliamo un paese dove tutti possano avere la possibilità di avere accesso alle migliori scuole; vogliamo che i nostri figli possano vivere in un’America non segnata dalla diseguaglianza e non sopraffatta dal debito; vogliamo dare ai nostri figli un paese rispettato nel mondo con le migliori truppe militari che il mondo abbia mai conosciuto.
Noi crediamo in un’America fiduciosa, compassionevole, aperta ai sogni dei figli e delle figlie degli emigranti e al ragazzo delle scuole di Chicago. Noi non possiamo negare loro delle possibilità, perché tutti devono avere delle opportunità. Questi sono i valori in cui crediamo, il traguardo che dobbiamo raggiungere.
L’economia sta recuperando. Sta terminando un periodo di conflitti. La campagna militare volge al termine. Siete stati voi a rendermi un presidente migliore.
Torno alla Casa Bianca più forte e più ispirato di prima.
Stanotte avete votato non per la politica tradizionale, ma per l’azione.
Vorrei cercare di lavorare coi leader di tutti i partiti per arrivare a una riduzione del deficit, e risollevare così il paese dalla disoccupazione ma anche informatizzare il sistema sanitario.
Il compito dei cittadini non finisce con il voto, perché dovete continuare a dirci cosa possiamo fare per voi.
Questo Paese è uno dei più ricchi: abbiamo una capacità militare forte, però questo non ci rende più forti. Le nostre università sono le migliori, ma quello che rende eccezionale l’America è la capacità di tenere unite insieme tutte le nazioni che sono rappresentate. Il senso del dovere, il patriottismo sono quello che fa grande l’America. Ho visto soldati che hanno preferito farsi diminuire lo stipendio piuttosto che perdere il lavoro, e l’ho visto anche l’altro giorno.
Stanotte, nonostante tutte le difficoltà che abbiamo vissuto, nonostante tutte le frustrazioni che si vivono a Washington, non sono mai stato più fiducioso. Sono orgoglioso di essere ancora il vostro presidente.
Non importa chi tu sia, bianco o nero, ricco o povero, sano o malato, puoi comunque venire a vivere in America. Non siamo cinici e opportunisti. Siamo più della somma delle nostre parti. Non siamo un insieme di Stati, e, con l’aiuto di Dio, continueremo il nostro viaggio. Viviamo nella più grande nazione che il mondo abbia mai visto”.

Obama and Michelle

Obama and Michelle

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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2 risposte a Barack Obama. Il discorso per il secondo insediamento alla Casa Bianca – a cura di Giuseppe Iannozzi

  1. vanessa ha detto:

    Complimenti a Lui!!
    Io lo sapevo che avrebbe vinto.
    Stamani ho sentito un pò del suo discorso di ringraziamento, mi sembra che da noi non esistono persone come negli Stati Uniti, governanti politici seri che pensino al popolo, che siano altruisti e vocati dall’amore di patria.
    L’ennesima lezione di democrazia ed è un messaggio che i nostri politici,non conoscono che dovrebbero tenere presente per il bene dell’Italia! In una notte si sono stabiliti equilibri di una importante e grande nazione del mondo, mentre da noi poveri si parla solo di intrighi di malaffare, di gossip, di scandali, teatrini di cattiverie , ora i tecnici-politici ci governano senza sentimenti hanno stipendi da capogiro da sfamare intere famiglie …che dire sono tutti da noi gli esseri amorfi, usciti dalla santa inquisizione, i partiti godono di finanziamenti faraonici, e pensare che sono partiti che nascono e muoiono con percentuali ridicole di consenso dopo averci rubato e derubato di tutto.
    CACCIAMOLI SONO TROPPI E SONO INCAPACI!!
    Pensionati sul lastrico, poveri tanti poveri, i negozi chiudono , le fabbriche non riescono a lavorare,il paese è strozzato dalle tasse e dalla recessione.
    Poveri noi quando tutto questo cambierà? E cambierà?
    Bounjour
    ♥ vany

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    La scelta era fra Obama o Romney. Se avesse vinto Romney avrebbero vinto le multinazionali a tutto danno dei più poveri; ma non solo, si sarebbe tornati a una guerra fredda con la Russia, non a caso Romney, nella sua campagna elettorale, ha detto che il nemico dell’America è la Russia. Si sarebbe fatto un salto indietro nel tempo di 50 anni. Fortuna che gli americani hanno saputo scegliere, altrimenti io ero già pronto a fuggire in un bunker antiatomico.

    In Italia la politica non c’è più: esistono i politici che sono perlopiù dei busisnessmen quando non dei ladroni. Sono loro la causa precipua del collasso dell’economia italiana. E con questo non intendo dire affatto che faccio il tifo per Grillo, che onestamente mi fa paura; né faccio più il tifo per Di Pietro, anche il suo partito si è rivelato pieno di ladri. Non c’è un solo politico o politicante che si salvi in Italia. E’ questo il nostro grande problema. Tutta l’attuale classe politica dovrebbe andare a casa, senza vitalizi. E chi ha rubato dovrebbe restituire fino all’ultimo centesimo. Se non si farà questo, allora il nostro paese collasserà come la Grecia e la Spagna: i dati parlano chiaro purtroppo per noi.

    Non abbiamo uomini validi che possano dar lustro all’Italia. Non ce n’è uno solo che si salvi fra i vecchi e nemmeno fra i nuovi o sedicenti nuovi.

    Non so come andrà a finire per noi, ma temo male. Però prego di sbagliarmi.

    ♥ ♥ ♥

    orsetto di VaNY

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