Jazz 4 Jazz – Giuseppe Iannozzi + Promo ”Angeli caduti” di Beppe Iannozzi edito da Cicorivolta edizioni

Jazz 4 Jazz

Giuseppe Iannozzi

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Angeli caduti
Beppe Iannozzi
Cicorivolta edizioni
ISBN 978-88- 97424-56-7
pagine: 230
© 2012
prezzo: € 13,00

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LA LEBBRA di GIUSEPPE IANNOZZI

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con preghiera di diffusione


PROLOGO

Le vittime si fanno da sé
I carnefici si danno da fare da sé
E i santi e i testimoni muti pure
E’ la solita sporca solfa
La redenzione che non c’è
è per nessuno,
per nessuna amputazione

TRE NOTE

Sono geloso
come un ghiacciolo al limone
Sono al tuo fianco
come polvere di stelle
Sono o non sono il tuo amore?
Ed allora
se i rami si fanno grida,
dita al cielo puntate,
tu non me lo puoi rimproverare
Sono sulla strada
per incontrarti
in un bistrot francese,
per un ghiacciolo al limone
e una bottiglia intera di Lacrima Christi

Babilonia è rossa di lingue
Mi manca la tua voce
e l’eco della mia tagliata
dal puzzo della benzina
Sono a secco, la lingua gonfia
arida, le mie parole d’amore
Le mie sono di gelosia

Sono diavoli in bocca
le mie e le tue, sì che è così

Ah Ah Ah – tre note, note di jazz
Ah Ah Ah – tre notti di jazz
Tre risate, tre risate su te te te

Sono diavoli in bocca
le mie e le tue, sì che è così

Ah Ah Ah – tre note, note di jazz
Ah Ah Ah – tre notti di jazz
Tre risate, tre risate su te te te

ASSENZIO E VALIUM

Non siamo soltanto
carne e sentimenti
nel tritacarne della vita
Non siamo assenzio e valium
al mattino, storie d’asfalto,
di campanelli
che non suonano mai
Non siamo soltanto
rompicapo di campane
che suonano a morte
due volte su due
senza sbagliare mai
un colpo

Non siamo un fiore del male,
una bottiglia di rhum,
un cadavere in obitorio
O tutta la vita che se ne va
in una botta, e via per la città

Non siamo un volo
per un vuoto a rendere

Non siamo soltanto un gridare
“non siamo!”
Non siamo una bottarella di cipria
Non siamo Cenerentola e Pinocchio
per raccontarci c’era una volta!

Santi e ladroni, ma siamo lo stesso
Non siamo soltanto carne e sentimenti

Non siamo soltanto un buonasera
Non siamo Signore e Signori,
e si dia inizio allo spettacolo
in un colpo o due, tanto non fa…

…non fa differenza!

JINGLE RECLAME

Perdo tempo a contare le ore
C’è la reclame
Mio padre a letto muore
Mia madre in chiesa, non si sa

Perdo tempo a ingrassare il traffico
di uomini sulle strisce pedonali
Occhi di semaforo rosso
Occhiolino verde, tasche bucate
Si dicono sempre le stesse cose
Oggi siamo più buoni e domani chissà

Stormi di nuvole da millenni
Uguali le pacche sulle spalle
Pesanti sempre i pacchi sulle spalle
Che palle, sentire ‘ste balle
Un jingle o una sonata di Bach

Valigia di cartone, vuoto di testa,
stomaco vuoto e braccio di ferro
Perdo le ore a cantare il tempo
che va tracciando ululati alla luna
Perdo le ore a considerare il lampo
che si tira di cielo in cielo

Reclame, reclame, conto in Svizzera
Domani, domani che tempo farà!

PRIMO INTERMEZZO

Guardagli gl’occhi
Ce li hanno belli
Guardali negl’occhi
Ce li hanno i denti
– affilate lame di luce

IL SORRISO

Sorriso,
ne so qualcosa
L’attuale situazione
disgrega
tartaro e smalti
Il diavolo
c’ha messo lo zampino
E l’uomo il suo
Stesso passo portato
Stesso sasso scagliato

Sorriso,
ne ho visto qualcuno
e più d’uno sincero
come l’acqua in un miraggio
Colpisce
il poeta e l’uomo
allo stesso modo
L’illuso più forte
dell’illusione
Ma tutto muore in natura
tranne la disgrazia

Sorriso,
l’ho visto a tanti
Sorriso,
ne ho visti tanti
Sorriso
e flatulenza
in abbondanza

SECONDO INTERMEZZO

Tutti scrivono versi
per sentirsi meno perdenti
Tutti masticano pane e fame
per arrotondare i denti

Tutti, proprio tutti
meritano uguale destino

MACHIAVELLI

Amore, l’amore
se lo gioca a scacchi Machiavelli
muovendo la torre contro la regina
Ridono gli avvinazzati
e stanno in campana due tagliaborse
nascondendosi nel fumo
del primo caffè al mattino

Banchiere di dio,
strade lastricate di nere azioni
ad un giorno dal crack:
in endecasillabi
la disumana commedia tra il dire e il fare

Amore, che ne sai,
che ne sai quanto dura la morte
per l’uomo e per dio
No, tu non la sai
la differenza fra inferno e paradiso
Né conosci le cabale
che sfodera l’erotismo al soldo
delle genti al di là del Bosforo

Amore, amore
pane olio e cipolle
e rosso peperoncino, diavolo a letto

Amore, amore
mani piedi e gambe
e rosse labbra, diavolo a letto

Se la sciupa Machiavelli la Verginità
– che non c’è, che non è

Se la fotte il Diavolo la Verità
– che non c’è, che non è

IMPORTANTE

Se ora
abbracci un altro
con quegl’occhi
che furono miei,
e mi serbi disprezzo
come a un ratto,
io ti raccolgo
lo stesso
tra le mie braccia
impotenti
sussurrando appena
che eri per me
importante
nonostante il cattivo
e il bel tempo
della mia pazzia

COCCOLE

Dove sei?
Se ci sei
dimmelo dove
Mi dici
che per me esisti,
che per me resisti
in questo antro
così poco accogliente
che è di piume e paglia

Mi inviti a coccolarti,
ed allora ti vizio
col vizio della pazzia
E ti stringo in un abbraccio
che si apre all’alba
per non finire nemmeno
quando il tramonto
si sporge rosso su noi

E’ che oramai
ti voglio bene
anche se non dovrei
espormi al solitario
gioco dell’amore
Ma le notti sono lunghe
e i giorni non finiscono mai
di tagliarsi le affilate unghie
Così metto su un disco,
uno che sappia la differenza
fra il poco e l’abbastanza,
e vengo su nervoso

Abbracciati a questa notte
Lascia che ti coccoli
Non all’amore l’amore,
o altri infidi eccitanti
Lascia soltanto che ti ami
innocentemente
Lascia che salti di palo
in frasca tenendoti
nel rimorso d’una lacrima
Nell’affetto d’un cuore
di fragili coccole

TERZO INTERMEZZO

Scrivo con una penna di nuvole
per non dimenticare il cielo
e la luce che è nei tuoi occhi
Scrivo per non dimenticare me:
un giorno son stato incosciente
pure io, come l’amore che gridavo

al vento

BAMBOLA

Ti bacio
perché ti voglio vedere
strapazzata
accaldata
innamorata
coinvolta nella mia pazzia

Ti bacio
perché ti voglio in mio potere
Perché ti voglio
senza speranza alcuna
di poter riprendere
la santità
che alberga in un soffio appena
nel tuo petto di femmina

Ti bacio
Ti faccio bambola di pezza
per il mio cuore di cartone

Ti bacio
Ti faccio bambola di pazzia
per la mia anima di Re

Ti bacio Regina
Ti bacio femmina
Ti impazzisco bambola donna

4 U

Dimmi una parola
semplice
d’amore, o una bugia
e ti crederò stella
E ti vedrò bella

4 U, my love dies slowly

Ingannami
con una cattiveria
e non smetterò
di amarti
anche se ti guarderò
in modo diverso

QUARTO INTERMEZZO

Tu, questo re dappoco
lo vuoi pazzo completamente
Tu, questa corona abortita
la vuoi dar via di peso all’aria
Tu, tu che dicesti parole d’amore
oggi le ingoi manco fossero fiati
senza speranza

Tu, tu donna sei d’un re
la più tremenda condanna

PIANGI BIMBA

Piangi forte, Bimba
Piangi forte forte
Le tue lacrime le devo vedere
I tuoi occhi li voglio bere

Piangi forte forte
Piangi fino a non avere
più cuore né dolore
Piangi tutte le lacrime
e lascia che mi disseti
perché oggi mi sento cattivo
E non mi basta la musica
e un po’ di simpatia del diavolo

Piangi forte forte
Metti un po’ di sale
sulla ferita che è la vita
Ho sete
Non mi puoi negare da bere

Piangi, piangi Bimba

Cascamorto, inciampo
ogni giorno in un amore
Non basta un whisky
né uno schiaffo di jazz
per farmi scappare
con la coda fra le gambe

Piangi, piangi più forte
Devo averle tutte le lacrime
Piangi, piangi e sii Bimba
fino in fondo alla vita

Perché ho bisogno di sentirla
la tua vita di sale nella mia

Ah Ah Ah – piangi sale
Ah Ah Ah – piangi da sola
Ah Ah Ah – piangi tra la folla

Bimba, Bimba, Bimba

Più forte, più forte
Le lacrime le devo vedere
sul tuo volto piccolo
di Bimba, di Bimba in pianto

Ah Ah Ah – piangi tra la folla
Ah Ah Ah – piangi da sola
Ah Ah Ah – piangi sale

SULLA STRADA

E’ una lunga lunga strada morta
Non ha fine né inizio
Ma la percorro per intero sempre
E’ una lunga giornata di nuvole,
di passi l’uno dopo l’altro
Ma ti darò tutto quello che mi chiedi
se mi darai almeno un pugno di sabbia
indietro

Mi puzza l’alito, i piedi pesanti di più
E tu tieni gli occhi bassi come allora
Mi pensi così diverso, così impegnato
a stirare la cravatta sul patibolo del Signore
Marilyn, America, Braccio della Morte
Mi pensi così diverso, non sei cambiata
L’occhiolino ti fa sempre gatta matta

Un bottone me l’hai cucito ieri,
oggi è il turno dell’altro
Mi torturo per sapere se il caffè lo fai
allo stesso modo, se le lenzuola le fai
asciugare all’aria aperta sotto il sole
Marilyn, America, Braccio della Morte
Ti penso uguale, ti penso la solita
che piange senza una ragione, per dio!

Marilyn, America, Braccio della Morte
Marilyn, America, Braccio della Morte
Marilyn, America, Braccio della Morte

E’ una lunga lunga strada grigia
Non racconta favole, soltanto incidenti
Ma la percorro nudo per intero sempre
E’ una lunga strada di polvere su polvere,
di passi infiniti l’uno accanto all’altro
Ma ti darò tutto quello che mi chiedi
se mi darai almeno un pugno di rabbia
indietro

AMANTI DIAVOLI SANTI

Strappami di bocca la sigaretta
Infilami la lingua dentro
e tirami in un bacio danzante
I miei piedi hanno il diavolo
I tuoi seguono la mia ombra
E gli occhi ti sorridono fatali

Sei tu, Tango, sei tu, Bimba
Hai smesso di piangere
Adesso vuoi che ti porti lontano
Adesso vuoi sentirmi vicino
Perché sei Tango
Sei il Tango nelle vene

Tango, Tango, niente scampo
Bimba, diamoci sotto di brutto
Non preoccupiamoci del domani
Viviamo l’oggi e ‘fanculo il futuro
Siamo noi che lo faremo duro
su le calpestate note dell’amore
ché sotto i piedi noi lo portiamo

Come amanti diavoli santi

L’ADDIO DI KAFKA

Amore,
piango lacrime
Piango sangue
E non sono santo
E non sono maledetto
Soltanto sono solo
come un cane
Prego Dio ogni giorno,
ma ogni raggio di luce
mi ferisce l’anima
a fondo
per dirottarmi
nel più atroce delitto
– la cravatta al cielo
legata
a una verità kafkiana,
e il mio cuore che smette
il battito suo
in un sospiro appena

Amore,
credevo
che le donne
fossero il paradiso
Oggi però scopro
che sono ancora con me
Così credo
che morirò
flirtando
e danzando
fra le fiamme
della Bibbia

FINE
(epilogo)

la fine impone la fine
sopra ogni cosa
sopra ogni uomo

la fine sopra ogni azione
presente passata futura

la fine è soltanto
simile a sé

la fine è tutto
è niente

la fine,
un attacco di panico un aborto
un cordone ombelicale

la fine,
un grido
una voce muta

la fine è la fine
e non conosce
lacrime o pene
per sé
né ne concede

la fine impone la fine
soltanto questo

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, giornalista, scrittore, critico letterario
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4 risposte a Jazz 4 Jazz – Giuseppe Iannozzi + Promo ”Angeli caduti” di Beppe Iannozzi edito da Cicorivolta edizioni

  1. Emma Saponaro ha detto:

    Accidenti, ma che hai messo un rosario intero di poesie? Senti Beppino caro, come faccio a ricevere Angeli caduti autografato, dedicato e compagnia bella?

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Come un rosario?
    AH AH AH, sei la prima a cui non piacciono le mie poesie e ne sono davvero contento. Ero stufo davvero di tante lodi sulle mie poesie.

    Orpo, in siffatta maniera il mio libro temo che non ci sia in libreria. 😉 L’unico modo per averlo autografato e dedicato è che te lo invii io.

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  3. Emma Saponaro ha detto:

    IH IH IH io io io
    non ho mai detto che non mi piacciono le tue poesie. Ho solo detto che hai sfoderato un rosario intero. Se le metti tutte, intimidisci, inibisci e le svaluti. Quindi, tiè, continua a stancarti delle lodi.
    Per quanto riguarda la tua opzione, non è male, a patto che tu mi dia le coordinate con email. Ci tengo, Beppe
    Un abbraccio,
    Emma

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  4. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Ho sfoderato un rosario intero perché le scrissi parecchio tempo fa, provengono infatti dal mio archivio personale, così come del resto quelle che sto postanto in questi giorni.

    Ti ho risposto via email. Attendo di sapere dove spedirti il libro. Lo so che ci tiene e di questa tua attenzione te ne sono davvero grato, molto. ♥

    Un caro abbraccio a te, Emma

    beppe

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