Fallen Angel. Racconto dark – Giuseppe Iannozzi + Promo ”Angeli caduti” di Beppe Iannozzi edito da Cicorivolta edizioni

Fallen Angel

Giuseppe Iannozzi

contenuti espliciti

Fallen Angel

Fallen Angel


Angeli caduti
Beppe Iannozzi
Cicorivolta edizioni
ISBN 978-88- 97424-56-7
pagine: 230
© 2012
prezzo: € 13,00

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LA LEBBRA di GIUSEPPE IANNOZZI

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con preghiera di diffusione


Sapevo che sarebbe morta il giorno che non mi avesse amato più.

Mi telefonò la polizia. La voce del mio collega mi disse: “L’hanno trovata. Morta. Nuda, al cimitero.”
Risposi che mi sarei fatto vivo, senza precisare altro.
Quando arrivai sul posto, jack, il mio collega, si avvicinò a me: “Nessuno ha toccato niente.”
Me l’ero presa comoda, tanto di lì non si sarebbe mossa. Nessuno mi mosse un rimprovero, neanche con uno sguardo.
“E’ morta”, constatai con voce atona. “Le cause?”
“A una prima occhiata il medico legale dice che è morta per cause naturali.”
“Segni di violenza sul corpo?”
“Nessuno. E’ lì, nuda, abbracciata a quella tomba”, e così dicendo Jack mi indicò il punto esatto.
Angel era bella, ancor più bella nella morte: diciotto anni appena compiuti nel giorno del suo addio.
“Bisognerà comunque aspettare l’esito dell’autopsia per essere certi…”, bofonchiò Jack grattandosi la pelata innevata di forfora grassa.

“Per cause naturali”, sentenziai.
Jack non replicò.
Il cielo era di pioggia, come in un brutto b-movie.
“Tu la conoscevi”, accennò Jack.
“Sì. Batteva dalle mie parti.”
“Ci sei stato… con lei?”
“Come tutti. La smollava per poco o niente. Le piaceva.”
“Lo dirai a…?”
“Sono io che conduco le indagini, caro Jack. E per quanto mi riguarda il caso è già morto e sepolto.”
“La famiglia vorrà sapere…”.
“Non aveva una famiglia.”
“Non importa. Qualcuno vorrà sapere i particolari di questa ‘morte per cause naturali’.”
“Dicono che quando si muore, per morte violenta, rimane impressa sulla retina l’ultima immagine che la vittima ha visto.”
“L’ho sentito dire anch’io.”
“Non ci servirà a niente. Non puoi strappare quella immagine dagli occhi d’un cadavere.”
Jack prese a grattarsi la pelata, con forte insistenza: “Non ne posso più, questa vita mi sta rovinando.”
“Hai scelto tu di entrare in polizia.”
“Ci entrai che ero giovane e bello e pieno di capelli. Due anni appena e sono pelato come una palla da bowling, e oltre al danno la beffa: questa forfora del diavolo…”.
“Sei stato dal dermatologo?”
“Dice che è per via del troppo stress a cui sono sottoposto.”
“E allora vedi di star calmo. I morti non resuscitano.”
“Sì, hai ragione. Ma non è così facile.”
Jack tossì, per finta. Non sapeva che cazzo dire, però aveva una voglia matta di parlare. Dopo due colpi di tosse, mi chiese a bruciapelo: “Angel era davvero così brava, come si dice in giro, a letto?”
“Lo era. Ti faceva toccare il paradiso”, confermai.
Jack fece un fischio.
Rimanemmo in silenzio davanti al corpo nudo e freddo di Angel. C’eravamo sol più io e Jack in quel diavolo di cimitero. Gli altri poliziotti si erano dissolti. Era strano, ma non dissi niente né provai a chiamare quelli al comando di polizia.
Jack sfiorò il cadavere con una mano, prima con timidezza, poi osando sempre di più. La palpò ben bene, anche di sotto, nelle parti intime. Alla fine sputò: “E’ un vero peccato, un vero peccato.”
“So a cosa stai pensando ed è meglio che te lo levi dalla testa.”
Jack non arrossì, neanche per un momento: “Non fosse per l’autopsia, per il Diavolo, me la farei qui in questo momento.”
“Jack, tu sei pazzo.”
“Dici così perché tu te la sei fatta quand’era viva. Una bellezza così… è un vero peccato.”
“Jack, sei pazzo e malato. E’ meglio che ti allontani da lei.”
Ad un certo punto avvertii un gran dolore alla testa e il buio calò su di me.

Quando rinvenni, con la coda dell’occhio potei scorgere Jack che si tirava su la zip dei pantaloni.
Aveva una faccia tutta goduta. Ma c’era anche dell’altro.
La testa mi faceva un male cane. Quel dannato mi aveva dato una bella botta con il calcio della pistola. Non c’era andato giù leggero, e adesso, per colpa sua, la testa mi scoppiava.
Provai a tirarmi in piedi: le tombe mi ballavano davanti agli occhi e nelle orecchie ululati terribili, come quelli d’un Cerbero.
Barcollai.
Inciampai nei miei stessi passi, e rotolai giù a mordere la polvere.
Avevo la vista annebbiata e mi sentivo più di là che di qua, ma tutto questo non bastò a farmi perdere la faccia di Jack che si contorceva in uno spasmo atroce. Sbavava dalla bocca. Forse singhiozzava pure.
Lo vidi cadere in ginocchio, proprio ai piedi di Angel.
Qualcosa gli cadde dalle mani.
Si contorse come un serpente, tra foglie morte e polvere.
Poi più niente.

Morto. Anche Jack. Per ‘cause naturali’!
Gli occhi di Angel giacevano nel cranio pelato del povero Jack. I suoi occhi, per Dio.
Per terra i suoi profilattici. Doveva averne usato più di uno, forse per essere sicuro. Di cosa, poi? Dell’esito che avrebbe stilato il medico legale, o forse di non prendersi una dannata malattia venerea? ‘Avrà il suo bel da fare il segaossa. Fortuna che non ho studiato medicina’, pensai.

Quella volta che Angel venne con me mi disse che sarebbe morta giovane.
Aveva appena finito di scoparmi di santa ragione. Mi aveva prosciugato i coglioni.
Le dissi di levarsi di torno. Glielo dissi duro. Se avesse potuto, Angel si sarebbe divorata anche la mia anima.
Quando si levò da sopra di me, non lo so perché, ma le dissi di amarla.
Lei non fece una piega. Disse soltanto che niente dura in eterno. In quel momento capii che sarebbe morta il giorno che non mi avesse amato più.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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5 risposte a Fallen Angel. Racconto dark – Giuseppe Iannozzi + Promo ”Angeli caduti” di Beppe Iannozzi edito da Cicorivolta edizioni

  1. RosaOscura ha detto:

    Racconto crudo e intenso… terribilmente dark…

    Buona giornata Beppe!

    Giò

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    E’ un racconto dark, indubbiamente. Ma con una morale non da poco, spero dunque che qualcuno la sappia cogliere.

    Grazie.

    Buona serata a te, cara Giò

    beppe

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  3. cinzia stregaccia ha detto:

    mi è venuto in mente un pensiero strano…noi crediamo di esser noi ad amare od odiare la vita mentre è lei che conduce il gioco della seduzione,quando lei smette di amarci “muore” pur continuando a tenere le redini del più crudele gioco e solo l’indifferenza può salvarci. Lo so Beppe ne son consapevole non credo prorpio tu abbia voluto dir questo ma lo sai sto periodo son strana e ho pensieri strani. Perdonami 🙂
    un bacio
    cinzia

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  4. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Non è un pensiero strano affatto, cara Cinzietta.
    MERITI UN GROSSO MA GROSSO PLAUSO: HAI FATTO PROPRIO CENTRO.

    Mi hai stupito alla grande. Brava, brava davvero. ^__^

    bacione

    beppe

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  5. cinzia stregaccia ha detto:

    l’ho sempre detto che sono un genio il più delle volte incompreso ahahaha 😉 Ne sono contenta 🙂
    cinzia

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