Ai miei detrattori Avanzi di Galera – Giuseppe Iannozzi + Promo ”Angeli caduti” di Beppe Iannozzi edito da Cicorivolta edizioni

Ai miei detrattori
Avanzi di Galera

Giuseppe Iannozzi

sexy e provocante

sexy e provocante


Angeli Caduti - Beppe Iannozzi - Cicorivolta edizioniAngeli caduti
Beppe Iannozzi
Cicorivolta edizioni
ISBN 978-88- 97424-56-7
pagine: 230
© 2012
prezzo: € 13,00

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Ai miei detrattori

Ebbene sì, lo so
che non mi mancano
i detrattori, buffi, un po’ comici
ma poi alla fine tutti gran coglioni
Forse criminali fuggiti di galera
Forse pazzi in libertà vigilata
Hanno ghigni di pirite
per chiostre e ponti artificiali
che non sfiorano mai i trentadue,
e una verità tutta da ridere
nemmeno buona per un pozzo nero
Così brutti e cenciosi usciti dal gabbio,
di coraggio mancano; sempre anonimi
non meritano una virgola o una puleggia
per quelle loro facce di maschere
prese per sempre in ostaggio dalla pula
e dalla merda che a palate
il pubblico plaudente gli getta addosso
– quasi simulando nel lancio il tracciato
d’un abbraccio

Ebbene sì, lo so
che voi sì, siete brutti ceffi, da schiaffi:
scendete giù dalle montagne,
da quelle olimpiche di dèi dimenticati
– epici solamente per un fatto d’onanismo -,
o da quelle che Maometto promise un dì
di raggiungere o di portare, non ricordo bene
a chi e come e perché

Ebbene sì, lo so
Sempre uguali e sempre diversi
Però la sostanza mai cambia
Di pulire le cavità degl’occhi del naso
e degl’orecchi brutti – da bestiario –
di merda colmi oltremisura
par proprio che non siano mai stanchi:
si credono stinchi di santo, i più coglioni poi
non disdegnano affatto di mettersi in croce
come ridicolo abbacchio

A questi somari qui
più che un calcione nei coglioni
– piccoli uguali a uva passa andata a male -,
molto meglio uno bello forte dritto in culo;
e che non ci si pensi più

Malelingue

Lingue attorcigliate
non hanno
del leone la dignità:
nel cavo orale
biforcute si legano,
si menano l’un l’altra
quasi a seppellirsi

Serpenti fra i denti
mettono in agitazione
il codardo e il temerario,
lo sfigato a tiro
Tosto lo baciano;
nel sangue non fatica il tosco
a inebriare fino sicura morte
il povero malcapitato
che pria di spirare
ha tempo di confessare torti
amori e panzane
– quasi in un sol fiato

Mercato delle Pulci

Non credete
al quel poco che vedete,
l’occhio enfio di tristezza
e d’aliena pazzia; piuttosto
guardatevi attorno e ditemi
se trovate un cadavere sexy
o una mano morta che possa
dar via al mercato delle pulci
in cambio d’un bel cesso
dove poter finalmente scaricare
l’intestino e l’anima che da una vita
mi sopporta provocandomi però
irrefrenabili scoregge di vanità

Un giorno capirai

Non ti preoccupare, un giorno capirai
che gli uomini hanno tasche fonde
piene di sale, più spesso di sporchi avanzi
rubati a chi lungo disteso morente
senza manco più un fiato nei polmoni,
ma soltanto un’immensa paura
nello sguardo dilatato sull’incognito

Non ti preoccupare, domani saprai
che fanno in fretta i volti amati
a diventare grigi teschi tutti uguali
e tutti sconosciuti a chi li incontra
sulla sua via in cerca di nessuno
in particolare

Fondamentalmente

Che strano questo dio
Ieri ero insieme a uno
che poteva essere mio figlio
E oggi non ho che sabbia fra le mani
e nella gola un nudo grido strozzato
che non ne vuol che sapere
di venir fuori o d’uccidermi

Se guardo al domani
non la vedo una via né una gioia
che possa dire tutta mia
Se guardo avanti
vorrei solo mandare a fare in culo:
sembra che tutti ce l’abbiano fatta
Che abbiano messo il culo a mollo
Che adesso non abbiano più problemi di cervello
Io invece sogno e mi rifaccio il trucco
E poi dico che ho un cuore grande
ma grande sul serio: può dar vita
a una setta di diavoli o di angeli
secondo il mio cinico capriccio

In fondo, in fondo se tutto butta male
io continuo comunque a sorridere
In fondo, sono una donna fortunata
Fondamentalmente

Fondamentalmente
sono forte e debole

Fondamentalmente
sono una bella donna
Ma non ti lasciare ingannare

Fondamentalmente
se il caso lo richiede
un bel calcio nei coglioni

Fondamentalmente
la via non l’ho ancora trovata
e l’urlo è ancora impiccato alla gola
Ma prima o poi lo vomiterò fuori,
lo metterò a sedere prima
che possa scendere nel cuore
per mandarmi a quel paese
senza tanti complimenti

Fondamentalmente

Fondamentalmente
ho una gran voglia di vivere
stando attenta sempre
a non deludere quel mio capriccio
che non mi dà al di là degl’anni mai

Fondamentalmente
io continuo a sorridere,
a mostrar bene il dito alto
perché devo andare, non lo so dove
ma devo andare, devo andare
Per il mio bene devo andare avanti

Di tutto l’amor

Di tutto l’amor sofferto
sol più rimane un’ombra appesa
al filo dei pensieri
come una cosa sconcia,
un burattino decapitato
che non ha né mani né piedi

Di tutto l’amor offerto
rimane poco nulla, un barbaglio:
le tue labbra sono già su altre
a respirare desiderio in scioltezza;
a me resta la confusione in testa,
la povertà meschina di saperti
lontana via, non più mia

Ti ho desiderata

Ti ho desiderata per un rossore,
per capire la bellezza tremenda
d’una donna in amore
che piano dischiude le gambe
e intorno ai fianchi dell’amante
poi le stringe

Ti ho desiderata per sentire
quanto affamata l’innocenza
e quanto invece sol immaginata

Soldati

Siamo poi soltanto soldati
fra giarrettiere e brindisi
pronti ad andare incontro
alla vita per morire da fessi

Fianco a fianco

Fianco a fianco ci muoviamo
verso solitudine fra infinito e eternità,
per una verità
al di là delle possibilità
del cuore e della mente
Sulla cenere delle ère lasciamo
le nostre orme ora leggere, ora pesanti
Per plaghe ricche di frutti
Per deserti edaci dove il sole fa male
e la luna un freddo occhio
trapiantato fra il trono di Dio e la speranza
Per mari – profondi più dei nostri cuori –
di fondali abitati da Leviathan e da più negre creature
Attraverso sogni e incubi disperati
Così tanto, così, sempre fianco a fianco
reggendo la spada e lo scudo in mano,
dimenticando le risate dei bambini
e i rantoli dei vecchi alla loro ultima notte,
e non ancora è finito il cammino
né ci preoccupiamo di quanto rotte le ginocchia

Centinaia di anni insabbiati
e di culture sgretolate, come niente;
e noi non poi troppo diversi da ieri:
soltanto qualche ammaccatura qua e là
Verso solitudine ci muoviamo
Seppelliamo mostri e Crociati allo stesso modo
in una terra che appartiene al limbo estremo
del nostro pensiero
Fianco a fianco camminiamo,
più morti di tutti quei morti
che seppelliti e marcescenti
da un remoto recesso
dentro al nostro pensiero tentano indarno
di lanciarci eco d’avvertimento…

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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2 risposte a Ai miei detrattori Avanzi di Galera – Giuseppe Iannozzi + Promo ”Angeli caduti” di Beppe Iannozzi edito da Cicorivolta edizioni

  1. cinzia stregaccia ha detto:

    non lasciano spazio a dolcezza…Fondamentalmente è quella che preferisco.
    cinzia

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Già, non lasciano spazio ad alcuna sorta di dolcezza. Sono poesie di rabbia d’altro canto, non poteva essere diversamente.

    Bacione a te, Cinzietta

    beppe

    "Mi piace"

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