Jack Kerouac – Aforismi scelti – a cura di Giuseppe Iannozzi

Jack Kerouac – Aforismi scelti

a cura di Giuseppe Iannozzi

Jack Kerouac

Jack Kerouac

  • A me piacciono troppe cose e io mi ritrovo sempre confuso e impegolato a correre da una stella cadente all’altra finché non precipito. Questa è la notte e quel che ti combina. Non avevo niente da offrire a nessuno eccetto la mia stessa confusione. (da On the road)
  • Alcune persone hanno delle vibrazioni che vengono dritte dal cuore vibrante del sole… (da Tristessa)
  • Devo essere felice o morire, perché la mia condizione terrena è piena di una tristezza insostenibile e io do la colpa a Dio anziché a me stesso. (dai Diari)
  • Due ragazzotti messicani si avvicinano attratti da Tristessa e rimangono in piedi lì vicino a bere e a parlare tutta la notte, hanno entrambi i baffi, uno è molto piccolo e ha la faccia tonda con le guance simili a pere… L’altro è più alto, con dei fogli di giornale infilati sotto la giacca per proteggersi dal freddo… Cruz si allunga in mezzo alla strada e si addormenta avvolta nel suo cappotto, la testa appoggiata al gradino del marciapiede… Un piedipiatti arresta qualcuno all’imbocco del vicolo, noi attorno alla candela e ai pentoloni fumanti guardiamo senza interesse… Improvvisamente Tristessa mi bacia sulle labbra, lievemente, il bacio più lieve, più toccante di questo mondo… Ne sono davvero sorpreso… Mi sono deciso di rimanere con lei e a dormire dove lei dorme, persino se dorme nel bidone dell’immondizia, in una cantina piena di topi… Ma continuo a tremare e non m’aiuta a niente stringermi addosso i vestiti…. per un anno ho dormito ogni notte nel mio sacco a pelo e non sono più abituato alla comune aria fredda della terra… A un certo momento cado netto giù dalla cassetta su cui ero seduto con Tristessa, finisco sul marciapiede, ci resto… In altri momenti intrattengo lunghe misteriose conversazioni con i due ragazzotti… Che cavolo stanno cercando di dire e di fare?… Cruz dorme per la strada… Ha i capelli sparsi neri nella pietra… la gente li calpesta… È la fine. L’alba giunge grigia. (da Tristessa)
  • Dunque, le seghe. Non ha senso per niente (che senso ha?) calarti giù i calzoni per cacare e poi, perché sei troppo pigro per rialzarti, o per fare altre mosse, metterti a mungere la mucca (con pensieri adeguati) e far schizzare il latte alla fine, col suo fremito dolce, all’acuto finale, farlo schizzare in giù, fra le cosce, quando la spinta in quell’attimo è invece all’insù, in avanti, in fuori, nello sforzo per far venire tutto quanto fuori, radunandolo lì da ogni canto dei lombi, e per spingerlo fuori pulsante fremente manichetto… No, con l’affare che starnazza lì sotto… No, a parte che il sedile del cesso impedisce all’uccello la cabrata naturale… al momento supremo ti prende un grande scoramento, perché non lo puoi ficcare dentro, spingerlo oltre, in dentro oltre lo spasimo… ma stai là stupidamente (in posa cacatoria) e lui come un cretino spande il suo succo verso il basso per scrupolo di igiene e di convenienza, miserabile, povero goffo uccello desolato, anzi castrato addirittura, e tu con le gambe imprigionate nei calzoni calati e la camicia fuori penzoloni, alla cacatora… e neanche ti gusti il guizzo finale, che ti svuota, e alla fine che hai fatto? non hai fatto altro che prosciugare i lombi, come ad averci infilato uno strofinaccio per tirarlo fuori intriso, dopo aver ripulito il serbatoio della brama di vivere. (da Visioni di Cody)
  • E non sapete che Dio è Winnie Pooh? (da On the road)
  • Gli esseri umani seminano il proprio terreno con guai e inciampano nei macigni della loro stessa falsa erronea immaginazione, e la vita è dura. (da Tristessa)
  • Gli uomini mortali non possono odiarsi, possono solo essere colpevoli di amare se stessi. (dai Diari)
  • Metodo – Non fate periodi che separino frasi-strutture già confuse arbitrariamente da falsi punti e da timide virgole per lo più inutili, ma servitevi di un energico spacco che separi il respiro retorico (come il musicista di jazz prende fiato tra le varie sonate). (dalla premessa al Libro dei sogni)
  • Perché per me l’unica gente possibile sono i pazzi, quelli che sono pazzi di vita, pazzi per parlare, pazzi per essere salvati, vogliosi di ogni cosa allo stesso tempo, quelli che mai sbadigliano o dicono un luogo comune, ma bruciano, bruciano, bruciano, come favolosi fuochi artificiali color giallo che esplodono come ragni attraverso le stelle e nel mezzo si vede la luce azzurra dello scoppio centrale e tutti fanno Ooohhh! (da On the road)
  • Sembra che io abbia una costituzione che non regge l’alcol e ancor di meno l’idiozia e l’incoerenza. (dai Diari)
  • Nella sua camera, nella febbricitante bianca luce artificiale, nella camera cosparsa di carta e libri, scrive alla sua scrivania, scrive a Peter e a Penn, e la pioggia picchietta sul vetro della finestra, la pioggia imperla il vetro della sua finestra e rotola via dolcemente come lacrime… (da La città e la metropoli)
  • Sono hip ma non se la tirano, intelligenti ma non pallosi, intellettuali marci che sanno tutto di Pound senza fare i saccenti o parlarsi addosso, tranquilli e pacifici come tanti gesucristi. (da I sotterranei)
  • Gesù che entra nel secchio della spazzatura, compare incarnato luminoso sui comignoli delle case popolari e attraversa a grandi passi la luce. (da I sotterranei)
  • Prova a meditare sul sentiero, devi solo camminare fissando la strada sotto i piedi senza guardarti intorno e così cadi in trance mentre la terra scorre sotto di te. (da I vagabondi del Dharma)
  • Saltare di roccia in roccia senza mai cadere, con un bel peso sulle spalle, è più facile di quanto non sembri; non si può cadere quando si è presi dal ritmo della danza.
  • Sentii un topo russare tra le erbacce del giardino. (da I vagabondi del Dharma)
  • Tra poco me ne andrò lontano, sul mare, e tu farai l’autostop sulla costa fino a Seattle e poi avanti allo Skagit. Chissà che ne sarà di tutti noi. (da I vagabondi del Dharma)
  • Meglio dormire libero in un letto scomodo che dormire prigioniero in un letto comodo. (da I vagabondi del Dharma)
  • Se cerco di girarmi l’universo si gira con me e dall’altra parte dell’universo non va affatto meglio. (da Big Sur)
  • “Se non mi do una mossa subito sono spacciato” mi dico, spacciato come negli ultimi tre anni di disperazione ubriaca, una disperazione fisica e spirituale e metafisica che non si può imparare a scuola per quanti libri si leggano sull’esistenzialismo o sul pessimismo, per quante tazze di ayahuasca visionaria si bevano, per quanta mascalina si prenda, per quanto peyote si ingurgiti – La sensazione di quando ti svegli con il delirium tremens la paura di una morte misteriosa che ti gronda giù dalle orecchie come le grevi ragnatele dei ragni nei paesi caldi, la sensazione di essere un mostro di fango piegato in due che geme sottoterra nella melma fumante trascinando chissà dove un lungo fardello ustionante, la sensazione di stare fino alle caviglie in una pozza di sangue di porco bollente, puah, di essere immerso fino alla vita in un gigantesco pentolone di lavatura di piatti marrone e unta senza più nemmeno una traccia di sapone – La faccia che ti vedi nello specchio è talmente stravolta e deformata dal dolore che non riesci nemmeno a piangere per una cosa così orrenda, così perduta, nessun rapporto con la perfezione di prima e perciò nessun rapporto con le lacrime o altro. (da Big Sur)
  • Se non scrivo quello che vedo effettivamente accadere su questo globo infelice racchiuso nei contorni del mio teschio penserò che il povero Dio mi abbia mandato sulla terra per niente. (da Big Sur)
  • Sulla faccia un’espressione di incalcolabile sofferenza, come un angelo stitico su una nuvola. (da Big Sur)
  • Un problema posto è un problema risolto. (da Big Sur)
  • Vedo ciò che le porte, aperte o chiuse, mi consentono di vedere. (da Big Sur)
  • Mi sveglio la mattina con la croce al collo, mi rendo conto di quali vicende dovrò affrontare portandola addosso, e mi chiedo “cosa direbbero di me i cattolici e i cristiani, visto che porto la croce fra casini e sbronze di questo genere? – ma cosa direbbe Gesù se andassi da lui e gli dicessi ‘Posso portare la Tua croce in questo mondo così com’è’?”. Qualunque cosa accada, posso portare la tua croce? – ci sono molti tipi di purgatori, no? «…non ciecamente influenzato…». (da Angeli di desolazione)
  • Poveri cuori umani che battono dappertutto. (da Angeli di desolazione)
  • Scoppieranno guerre per gli occhi delle donne. (da Angeli di desolazione)
  • Tutto andrà per il meglio, la desolazione è desolazione dappertutto e la desolazione è tutto ciò che abbiamo e la desolazione non è poi così male. (da Angeli di desolazione)
  • Nella vita non c’è altro che viverla, e basta. (da Angeli di desolazione)
  • Se non ci può essere amore tra gli uomini che ci sia almeno amore tra gli uomini e Dio. (da Angeli di desolazione)
  • Beat, è il beat da tenere, è il beat del cuore, è l’essere beat e malmessi al mondo e come l’essere a terra ai vecchi tempi e come nelle antiche civiltà gli schiavi ai remi che spingevano le galere a un beat e i servi che facevano vasi a un beat. (da Angeli di desolazione)

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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6 risposte a Jack Kerouac – Aforismi scelti – a cura di Giuseppe Iannozzi

  1. cinzia stregaccia ha detto:

    mi era sfuggito questo post ora mi dirai te ne stanno sfuggendo altri no no gli altri li ho letti anche quelli che già conoscevo 🙂 e allora perchè non li hai commentati? perchè ho il cervello un pò atrofizzato..comunque ora che me la suon suonata e cantata ritorno al post..ammetto che non li conoscevo e mi han colpito specialmente uno “Saltare di roccia in roccia senza mai cadere, con un bel peso sulle spalle, è più facile di quanto non sembri; non si può cadere quando si è presi dal ritmo della danza.”
    ciao Beppaccio bacio
    cinzia

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Sì, è sfuggito a tutti purtroppo. 😦
    L’ho postato in onore a Kerouac. Avevo postato anche delle poesie su Kerouac scritte da me…
    “La morte del poeta” lo conoscevi. “Was Jesus Gay?” no.
    Sì, ti stanno sfuggendo un po’ tanti post, ma non importa. Tu oramai sei solo su Fb. 😥

    Hai letto almeno un romanzo di Kerouac?
    Potrei consigliarti se solo lo volessi. Sono una vera autorità in quanto a Beat Generation. E non solo. 😉

    bacione

    beppe

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  3. cinzia stregaccia ha detto:

    io non sono solo su fb non è vero è raro che non passi qui da te e se accade poi recupero sempre. come non conoscevo was Jesus gay??????? lo avevi già postato non ricordo quando ma lo avevi già fatto a meno che non sia veggente…cosa che non credo 🙂
    cinzia

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  4. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Lo avevo postato? Sì, sul vecchio blog su splinder. Non ottenne alcun commento allora e la cosa mi deluse perché è un tema a cui tengo molto. No, non sei veggente, era stato postato su splinder. L’ho riproposto perché il tema è più che mai attuale e anche perché su splinder nessuno lo aveva notato, nessuno aveva lasciato un commento: e il mio desiderio era di poter parlare di due argomenti importanti, essere gay oggi e la castità imposta la clero.

    Bacione

    beppe

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  5. cinzia stregaccia ha detto:

    lo vedi? io sono un lettrice attenta mica mi freghi ahahaha come mi sembra strano io non abbia commentato molto strano..comunque su questo la mano sul fuoco non ce la metto puoi controllare? si dai consigliami un libro diKerouac cosa può piacermi ormai dovresti saperlo 🙂
    un bacione
    buongiorno
    cinzia

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  6. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Lo so che sei attenta, ma ci sono ancora tanti tanti post che ti aspettano. ^__*
    L’avevo postato su Splinder, con un altro titolo, ma non ottenne un solo commento. Il perché non lo so. Forse perché era quel tempo che se parlavi su quella piattaforma subito venivi censurato… ricordi il casino che ci fu? Può darsi che fu a fronte di questo. A me cancellarano post e commenti a iosa. 😦 Fortuna che è affondato Splinder. Mi riferisco al racconto “Was Jesus Gay?” ovviamente.

    Giacché ti ha colpito una frase ripresa da “I vagabondi del Dharma”, ti consiglio proprio questo suo romanzo, del 1958. E’ la storia di Jack che vive tra montagne e deserti, in solitudine, incontrando sporadicamente personaggi: sempre a stretto contatto con la natura, con il cielo, con la vita dei boschi. E’ un romanzo molto scorrevole, non una scrittura nervosa come in “On the road”, c’è difatti qui la ricerca d’una spiritualità fra cristianesimo e buddismo, e treni in corsa. Credo ti possa piacere, tanto par iniziare con Kerouac.

    Bacione, Mamma Orsa ♥

    beppaccio

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