L’Unabomber di Emiliano Grisostolo. Quando la finzione è forse più reale della realtà – recensione di Giuseppe Iannozzi

L’Unabomber di Emiliano Grisostolo

Quando la finzione è forse più reale della realtà

Giuseppe Iannozzi

Unabomber

Ciesse edizioniTra Friuli e Veneto orientale si muove un personaggio ben più che losco, in cerca d’un’insana visibilità: è l’Unabomber.
Emiliano Grisostolo (http://www.emilianogrisostolo.it/) consegna al lettore un romanzo che ripercorre le gesta nefande di un uomo malato di protagonismo, l’Unabomber per l’appunto.
La storia ha inizio nei lontani anni Settanta, fra i tafferugli creati dalle Brigate Rosse e la violenta pazzia anarchica che non risparmia niente e nessuno. L’Unabomber ha uno scopo e uno solo: finire tra le pagine della cronaca nera per i suoi attacchi esplosivi e mutilatori nei confronti di ignari passanti. Tuttavia sono gli anni Settanta un periodo di fuoco, di stragi di massa che si rincorrono l’una dietro l’altra, fino a un tragico epilogo, il tragico e insensato assassinio di Aldo Moro.

In un primo momento l’Unabomber non intende uccidere né fare del male ai bambini: le vittime da lui designate sono degli onesti quanto insignificanti borghesi. In una radiolina abbandonata in un prato, ad esempio, nasconde dell’esplosivo: un passante la raccoglie, prova ad accenderla e questa scoppia amputandogli le mani. Nessuno della stampa se ne accorge però e al fattaccio dedica soltanto una attenzione ridicola: l’attenzione dei media è difatti tutta concentrata su gli accadimenti di sangue promossi dalle Brigate Rosse, dagli anarchici e dai neofascisti, non c’è dunque spazio per dar rilievo ad altre notizie di nera. L’Unabomber s’indigna e non poco: perché nessuno presta attenzione ai suoi attacchi contro la società civile? Se in primo momento non era intenzionato a far del male a dei bambini, dopo il quasi totale silenzio della stampa su quello che lui ha fatto, decide che per farsi notare non c’è che una e sola soluzione: colpire i bambini, gli innocenti, perché solo così i media si accorgeranno che lui esiste ed è un pericolo pubblico.
La prima innocente vittima è un bambino della scuola elementare Edmondo De Amicis: il 7 giugno 1988, l’Unabomber piazza il suo ordigno esplosivo che, a prima vista, sembrerebbe nient’altro che una innocua pila: “Si inginocchia, allunga una mano e la raccoglie senza pensarci su. Se la porta davanti al volto, continua a guardarla. E’ una pila tutta sporca… cerca il pulsante che dovrebbe creare la magia. Lo trova. Sorride, felice. Spinge in avanti il tasto e lo scoppio lo getta a terra senza che se ne renda conto. Sente solo male al volto, alle mani e alle braccia. Tutto il corpo è attraversato da fitte di dolore pulsante… Un caos di urla, richieste disperate di aiuto, di un’ambulanza, di un dottore. Sangue, pianti, persone che si allontanano perché stanno male e altre che cercano di alleviare il dolore del piccolo…”. Questa volta l’Unabomber non viene più ignorato dai media: ha colpito la società nel suo punto più debole e delicato, e giornali e opinione pubblica danno grande risalto al fattaccio di cronaca. Ma l’Unabomber non è ancora contento: è questo solo l’inizio dei suoi attacchi. Oramai ha capito che per ottenere considerazione dalla stampa dovrà, per forza di cose, continuare a far del male agli innocenti, ai cuccioli d’uomo, agli agnelli di Dio.

Emiliano Grisostolo ricostruisce al meglio le esecrande gesta di questo folle, dell’Unabomber che a tutt’oggi, nonostante le indagini portate avanti da polizia e inquirenti, non ha ancora un volto. Chi è l’Unabomber nessuno lo sa con certezza. I suoi bersagli sono soprattutto bambini e donne. Il suo scopo non è quello di uccidere: lui mira a distruggere le vite altrui facendo esplodere fra le loro mani oggetti fintamente innocui. Gli ordigni esplosivi amputano mani, devastano volti, segnano per sempre l’esistenza delle vittime lasciandole in una triste condizione d’invalidità.
Grazie anche al sapiente lavoro di editing operato da Sonia Dal Cason, (http://www.soniadalcason.it/), il nuovo lavoro di Emiliano Grisostolo è una lettura agile, senza fronzoli né macchinose e non credibili congetture: Unabomber  è un romanzo che ricostruisce i tragici accadimenti che hanno percorso in lungo e in largo la regione friulana e quella del Veneto orientale: “[…] E lui lo sa, lo sa bene. Perché grazie a quel comportamento ha potuto colpire, e lo farà ancora”. E se c’è della finzione, come in ogni romanzo che si rispetti, questa è molto molto vicino alla realtà.

leggi le prime 20 pagine

Unabomber – Emiliano Grisostolo – CIESSE Edizioni – Genere: Narrativa – Collana: Green – Pagine: 160 – prima edizione: aprile 2012 – Progetto grafico copertina: Max Rambaldi – ISBN Libro: 978-88-6660-032-9 – ISBN eBook: 978-88-6660-033-6 – Libro euro 15,00 – eBook euro 5,00

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, giornalista, scrittore, critico letterario
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