Un’energia creativa travolgente. Angeli caduti di Beppe Iannozzi (Cicorivolta edizioni) recensito da Renzo Montagnoli

Un’energia creativa travolgente

recensione di Renzo Montagnoli

Renzo Montagnoli - L'armonia delle parole

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Angeli caduti ! Beppe Iannozzi ! Cicorivolta edizioni ! Rassegna stampaLa presente recensione di Renzo Montagnoli è stato inserita, come promesso anzitempo, nella pagina dedicata alla Rassegna stampa di Angeli caduti.


Angeli Caduti - Beppe Iannozzi - Cicorivolta edizioniAngeli caduti
Beppe Iannozzi
Cicorivolta edizioni
ISBN 978-88- 97424-56-7
pagine: 230
© 2012
prezzo: € 13,00

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Per i residenti in Torino e provincia: da venerdì 17 agosto potrete trovare Angeli Caduti di Beppe Iannozzi presso le librerie Feltrinelli (senza bisogno di ordinarlo):

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con preghiera di diffusione


Giuseppe Iannozzi non è di certo uno sconosciuto, almeno sul web, dove sono presenti alcuni suoi blog in cui pubblica un po’ di tutto, sia di suo che di altri, in un campo che spazia dalla poesia all’editoriale, ma soprattutto caratterizzato da numerose recensioni. Al riguardo di queste ultime, non sono infrequenti le stroncature, specialmente di lavori letterari di alcuni nomi nei confronti dei quali manifesta una spiccata avversione.
Ora ha deciso anche lui di fare un salto d’ambiente e di mettersi sul mercato editoriale con un volume di racconti intitolato Angeli caduti.
E’ certamente una prova del fuoco, e credo che lui ne sia ben edotto, perché un conto è fare il critico, magari non condiviso, e un altro è scrivere opere letterarie, inevitabilmente sottoposte a un giudizio non solo dei lettori, ma anche di recensori.
Bisogna dargli atto di un certo coraggio, anche se è mia opinione che gli stroncati non si faranno vivi con valutazioni negative, ma preferiranno ignorare, e non tanto per uno stile cavalleresco, quanto perché meno si parla di un libro, minore è la possibilità che possa destare interesse.

Renzo Montagnoli

Renzo Montagnoli

Ciò che stupisce in questi racconti – scritti senz’altro in epoche diverse, poiché è possibile notare una modifica, anche se non rilevante, dello stile – è l’energia esplosiva di questo autore, un’energia creativa che a volte lo porta a degli eccessi e che è mia convinzione che, qualora fosse ben controllata, porterebbe a dei risultati senz’altro più rilevanti. E così ci sono prose brevissime, quasi dei flash, che a mio parere meriterebbero una più ampia elaborazione, sulla base dell’argomento trattato, e altre che invece si dilungano eccessivamente, quando il tutto si potrebbe esaurire, con maggior convenienza e piacere, nel giro di tre-quattro pagine.
Quella che però è una costante è una visione pessimistica dell’umanità e quella consistente energia creativa appare più il risultato dello sfogo di un malessere che cova dentro, piuttosto che il frutto di una lunga meditazione di carattere filosofico, maturata negli anni e magari anche esacerbata da fatti contingenti.
Nonostante questo, ci sono racconti che non possono non destare interesse ed apparire appaganti, dopo l’inevitabile primo impatto con la scrittura di un autore che s’impone al lettore, quasi travolgendolo.
Il primo della raccolta, per esempio,  Amen, oltre a essere caratterizzato da uno stile che per alcuni aspetti e a tratti si ispira a quello di Saramago, di cui mi risulta che Iannozzi sia grande estimatore,  è un monologo che, pur essendo un urlo di dolore, assume le caratteristiche di una ineluttabile constatazione sul significato dell’esistenza, raggiungendo un vertice di misticismo non certo di maniera.
Bocca di rosa, invece, è una prosa breve che forse avrebbe meritato una più ampia elaborazione, ma che è intrisa di una violenza sconvolgente, quasi una rappresentazione della disumanità dell’attuale umanità.

La stessa forza incontrollabile si riscontra pure in Istantanea, mentre invece in Vincent il vecchio c’è un maggior controllo dell’energia creativa che sfocia in un racconto in cui la penna più che incidere pare sfiorare il foglio; ne risulta così una narrazione più fruibile, più portata a soffermarsi sul significato delle parole e cercare di comprendere quel gioco di “detto e non detto” che solitamente impreziosisce un lavoro letterario.

Come è possibile comprendere, quelle che ho appena nominato sono le prose che più mi hanno convinto e che anche mi sono risultate più gradite; poi, come succede in ogni raccolta di racconti, ce ne sono di buoni e meno buoni, ma direi che nel complesso il livello è soddisfacente.
Per concludere, pur rimarcando ancora una volta il marcato pessimismo che permea l’intero libro e quella forza che si sprigiona a volte incontrollata (e che se ben orientata porterebbe senz’altro a risultati migliori), mi sento di dire che Angeli caduti, per essere quasi un’opera prima (nel lontano 1994 Iannozzi ha pubblicato un romanzo), non è male e che quindi ci troviamo di fronte a un esordio sostanzialmente positivo, tale da rendere consigliabile la lettura.

Giuseppe Iannozzi, classe 1972, torinese di adozione, giornalista e critico letterario, nell’ormai lontano 2000 d.C. è stato il fondatore di uno dei primi lit-blog culturali su piattaforma Splinder, King Lear Officina Avanguardie, che nel 2007 è diventato Jujol Cultura e Spettacolo a cura di Iannozzi Giuseppe (jujoliannozzigiuseppe.wordpress.com).
Oggi tiene viva una pagina personale all’indirizzo iannozzigiuseppe.wordpress.com, oltre a un blog di sola critica letteraria iannozzigiuseppe.blogspot.com.
Dal 2010 scrive, insieme a RomanticaVany, poesie d’amore, tutte raccolte nel blog Biogiannozzi [& RomanticaVany] (https://iannozzigiuseppe.wordpress.com/biogiannozzi-romanticavany-il-loro-blog).
Nel 1994 ha pubblicato il romanzo “Amanti nel buio di una stanza” (Editrice Nuovi Autori). Inoltre, con il servizio di autopubblicazione Lulu.com, ha reso disponibili al pubblico alcuni dei suoi lavori: “Premio Strega”, “Morte all’alba”, “Racconti di Nani e Giganti”, le raccolte poetiche “Nere. Gli anni delle innocenze”, “d’Amore” e “d’Amore 2” (insieme a RomanticaVany), più due instant book, “Cesare Battisti. Il fascista rosso” e “Il caso Marrazzo. Molte ombre e poca luce”.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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17 risposte a Un’energia creativa travolgente. Angeli caduti di Beppe Iannozzi (Cicorivolta edizioni) recensito da Renzo Montagnoli

  1. RosaOscura ha detto:

    Ho letto questa recensione tramite mail, inserita nel promo della Cicorivolta e messa insieme alla mia recensione e a quella di Lupi.

    Montagnoli ha effettuato una buona analisi del testo, cogliendone gli aspetti più saglienti.
    Ciò che mi ha sorpresa e mi ha lasciata un pò perplessa è la scelta dei brani su cui si è soffermato Renzo. Su una rosa di 21 brani, ha posto in evidenza gli stessi 4 che ho analizzato io…

    Evidentemente siamo sulla stessa lunghezza d’onda!

    Bacioni, caro Beppe!

    Giò

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Boh! A dire il vero mi pare un po’ strano – non che ci sia niente di male -, ma entrambi vi siete soffermati sugli stessi racconti, più o meno, i più corti. Eppure ci sono ben 21 racconti, alcuni dei quali – lo ammetto – difficili, perché portano dentro il seme d’una conoscenza non da poco, come “Il messia nero”, che è una ucronia dove il mondo dipinto fa riferimento a fatti accaduti, possibili o che potrebbero accadere, come la fine della Chiesa secondo la profezia di Malachia; ma anche “Nato fascista”, che soprattutto in questo momento storico dovrebbe perlomeno indurre a riflettere sulle conseguenze d’un possibile ritorno al fascismo. O “Pollicino e l’amica trans”, che è un racconto sociale, su quella che ingiustamente viene indicata come diversità dell’altro.

    Mi spiace che alcuni racconti siano passati inosservati; o forse erano troppo difficili per poter esser criticati così come avrebbero invece meritato. In ogni caso mi auguro che chi recensirà prossimamente il libro non si soffermi sui soliti racconti. Ce ne sono tanti e tutti legati da un fil rouge, seppur scritti tutti con uno stile diverso, perché come ho già avuto modo di dire in altre occasioni, adatto lo stile alla tematica che tratto. Ecco dunque che “Amen” potrebbe sembrare una imitazione dello stile di Saramago, ma in realtà è scrittura beat, che si rifà ai canoni della beat generation, mentre “Bocca di Rosa” è una descrizione violenta della nostra società dove anche il linguaggio sottostà alla narrazione: niente fronzoli. Per “Vincent il Vecchio” ho invece adottato uno stile molto lineare, da pittore, per disegnare il travaglio interno dell’artista.

    Se ci hai fatto caso e io credo di sì, ogni racconto ha in sé il seme d’uno stile ben preciso che si adatta alla vicenda narrata. In “Kurt” lo stile è grunge, o cut-up, questo per meglio evidenziare la rabbia animale di Cobain. Sarebbe stato da fessi adottare uno stile ampolloso, come invece ho fatto per l’ucronica “Angeli meccanici (La nuova vita di Dorian)”.

    D’accordo, per il momento sono stati notati questi racconti, però io spero che chi recensirà il libro prossimamente non si soffermi su questi, o comunque che non si soffermi solamente su questi.

    Grazie infinite

    beppe

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  3. Angelica ha detto:

    Beppuccio,
    di solito ti arrabbi quando la critica tende a stroncare un talento, evidente, come il tuo.:-)) A me questa dettagliata e precisa recensione mi sembra piuttosto favorevole. Invita sicuramente alla lettura del tuo “Angeli caduti”, con la giusta curiosità. A me “Amen” ispira molto. E per restare in tema di “preghiere”, ti converrebbe non sentire la mia voce mentre mordi, potrebbe essere piu’ un gridolino disumano.. ah ah:-)))
    Un bacetto…innocente e piumato:-))
    Tua Angelica

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  4. RosaOscura ha detto:

    Caro Beppe,

    sul tuo libro si possono leggere, e di conseguenza analizzare, infinite sfacettature dell’animo umano. Ogni brano ha una sua particolare visione della vita, uno stile, nonchè un linguaggio adeguato alla vicenda narrata.
    Io, come sai, amo i racconti brevi, che vanno dritti al punto, senza eccessivi e inutili fronzoli. E’ così anche il mio modo di scrivere.
    Però non credo che la maggior parte dei tuoi lettori la pensi come me… altrimenti sarei una veggente!

    Bacioni

    Giò

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  5. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Karamellina,

    io mica mi lamento. Tutt’altro. Sono ben felice che qualcuno mi legga. E poi non sono uno che se la prende per quella che potrebbe essere una stroncatura. Non sono uno che si pone su di un piedistallo. Solo mi dispiace che siano passati inosservati alcuni racconti, che a mio avviso avrebbero meritato maggiore attenzione. Poi ogni recensore ha tutta la libertà che vuole: per quel che mi riguarda può recensire anche e solo la copertina, che peraltro io trovo molto bella.

    Non ho capito la storia della voce, ma vengo a vedere sul tuo blog così forse capirò. 😉

    Un bacetto da orsetto pelosetto a te 🙂

    beppuccio

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  6. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Mai pensato che un critico debba essere un veggente. 😉
    La mia non voleva essere una critica alla tua recensione. Solo ho evidenziato che è un po’ strano che Renzo abbia indicato gli steesi racconti che tu hai indicato: e qui c’è da specificare che tu mi hai letto e recensito ben prima di Renzo.

    Bacioni

    beppe

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  7. Angelica ha detto:

    Beppuccio,
    a quanto leggo sei sorpreso sulla scelta delle tue poesie. Non vorrei muovere nessuna critica a sfavore, perche’ non posso sapere cosa ha spinto il Sig. Recensore:-) ha scegliere una poesia piuttosto che un’altra. Non voglio credere che siano state scelte per facilità, visto che erano gia’ state “nominate” altrove. Io mi soffermerei piuttosto su quanto recensito e indicato, se ritieni giuste certe definizioni, se senti che ti appartengono come poeta, scrittore e maschio, perche’ maschio lo sei. Tu sei tremendo, mi fai quasi vergognare:-))) Ma non te la ricordi piu’ la mia voce. No, basta sono offesissima. Niente baci:-)))))))))
    Angelica

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  8. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Angelika mia bella,

    non sono delle poesie, e io dico per fortuna perché non mi osno mai ritenuto né mai mi sono detto un poeta. Un poeta è una persona IMMENSA e io non ho la sensibilità e le capacità del poeta ideale che vorrei essere. Scrivo poesia ma solo per riempire, per mettermi alla prova. Ma ti assicuro che non ho mai provato a proporla agli editori, perlomeno non a quelli italiani che tanto non capiscono o fingono di non capire: e in ogni caso in Italia la poesia la leggono quattro gatti, sia essa, la poesiea, buona o cattiva, vale a dire che non ha mercato.

    I miei sono racconti, alcuni molto brevi, altri invece piuttosto lunghi, così tanto che potrebbero essere dei romanzi brevi: ce ne sono almeno due che concorrono ad essere dei romanzi brevi, molto articolati essendo che sono delle ucronie.

    Ma non ce l’hai il mio libro?
    Questo è scandaloso. 😀

    Signorina Angelika, mi permetterebbe di farLe omaggio del mio libro con tanto di autografo e dedica? Non sarebbe l’editore a mandarglielo, bensì io in prima persona. A una bellezza qual Lei è la cortesia minima che posso usare è che sia io a darmi in pasto alle sue mani, e alla sua bocca. 😉 Deve solo scrivermi in pvt un recapito utile dove possa inviarLe il mio libro, così in queste notti d’autunno, vicino al caminetto, potrà leggermi e spaventarsi un po’ con le mie storie lovecraftiane.

    Certo che ricordo la tua voce, solo pensavo avessi messo un post audio con la tua voce. Ma non importa, perché ho comunque trovato le tue belle gambe di gazzella e non è poco. Vuoi forse che non mi commuova e non mi ecciti almeno un po’ di fronte alla bellezza, all’eleganza della femminilità? Ah poter esser un grande poeta come si conviene e poter così dire della bellezza che sei. ^__^”’

    beppuccio diavoletto ^__*

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  9. gian paolo ha detto:

    che recensione scialba…. sarebbe una critica questa? non ho ancora letto il suo libro signor iannozzi, ma se il libro è bello quanto i contenuti dei suoi blog questa critica non ha valore, la ignori.

    gian paolo

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  10. Angelica ha detto:

    Beppuccio,
    che figure barbine che faccio poi, vedi? Io non ho ancora acquistato il tuo libro di RACCONTI. Ma naturalmente è un acquisto che farò appena possibile. E invito tutti e dico tutti ad acquistarlo, perche’? Perche’ per me sei un poeta, volevo solo dire questo, perche’ in ogni tuo pensiero, sia esso in Prosa, in Poesia o in altra forma letteraria a me sconosciuta (non picchiarmi^_^) per me sei sempre un Poeta, nell’animo, dentro, profondamente. Un poeta non so chi sia in verita’, ma a me basta sapere che ci sei tu ad affondare la lama e la penna, nel tuo modo unico e raro.:-))
    Lama e penna, con qualche spruzzetto di sangue qua e la’:-))
    Io, che si sappia, sono una lettrice distratta, non fateci caso, nessuna prenda me come esempio. E dove le avresti viste le mie gambe da gazzella? Corro da te, per farmi perdonare tutto e per mangiarti di baci. Mi perdoni?:-)))
    Sei troppo gentile, mio Beppuccio. Che bel gesto quello di farmi recapitare il tuo libro. Non lo dimentichero’,pero’ voglio comprarlo io con i soldi della mia fatica. Grazie grazie grazie. Ti voglio bene:-)))
    Angelica

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  11. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Angelicuccia,

    ma dai, figure barbine. Hai solo pensato che fosse un libro di poesie. Mica hai detto una bestemmia. ^__^ Tranquilla tranquillissima.

    Io avrei voluto sul serio farti omaggio di una copia del mio lavoro Angeli caduti. Davvero non vuoi accettarlo dal tuo Beppuccio? Per altro nel mese di marzo 2013 uscirà il mio romanzo “L’ultimo segreto di Nietzche”, ma ci sono anche altre cose in ballo… tu seguimi e ne verrai a conoscenza. 😉

    Non posso di certo negarti di pensare a me come a un poeta, ma io non mi ritengo tale. Non credo d’averne la statura. Però non posso negare che le tue belle parole mi fanno un grande piacere, tanto più perché riconosco essere sincere. E’ tanto tempo che ci conosciamo e non è in sola questa occasione che hai espresso l’idea che per te io sono un poeta, per cui non v’è davvero ombra di ipocrisia nel tuo dire. Grazie infinite, cara Angelika.

    Mica è una cattiva cosa essere un po’ distratti: significa che si è dei sognatori, e tu, Angelica, una sognatrice lo sei. Bene è che si sogni, anche a occhi aperti, altrimenti il rischio e di scadere nella sterilità.

    Mi mangi di baci? Sono d’accordo. Vuoi che mi faccia sfuggire la dolce occasione d’esser da te divorato? Fossi matto. ^__^”’ Certo che ti perdono, tanto più che non c’è proprio niente per cui dovrei perdonarti. Però mi lascio volentieri divorare dai tuoi dolci baci.

    Io il libro te lo dono volentieri, sul serio. Siamo amici da così tanto tempo e così tante volte mi hai riempito di pensierini che non ho esitato a utilizzare per il mio blog. Lo so che è poca cosa un libro scritto da me per sdebitarmi nei tuoi confronti, ma è sempre meglio di niente, o no? 😉
    In ogni modo come tu preferisci, cara Angliika. Non posso di certo obbligarti a ricevere un dono. O s? ^__*

    Ti voglio tanto bene anch’io, cara Angelica. Sei una magnifica persona, una sognatrice.

    SMAAACKK

    beppuccio diavoletto ^_*

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  12. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Gian Paolo, prendiamo quel che viene. 😉 D’altro canto il critico ha il diritto di stroncare, di elogiare, di approfondire o di non approfondire il libro una volta che ce l’ha fra le mani sotto gli occhi.

    In ogni caso nella pagina dedicata alla rassegna stampa di questo libro ci sono forse recensioni più elaborate:

    https://iannozzigiuseppe.wordpress.com/angeli-caduti-beppe-iannozzi-cicorivolta-edizioni-rassegna-stampa-e-altri-materiali-utili/

    Grazie infinite per le sue parole sulla qualità dei contenuti di questo modesto blog. Mi auguro che il libro non la deluderà nel caso decidesse di leggerlo.

    Cari saluti,

    beppe iannozzi

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  13. romanticavany ha detto:

    Wowwwwwwwww. Che straordinaria recensione!!!!!!!
    Complimenti caro Renzo Montagnoli…sempre così straordinario….così bravo, buono, disponibile e sopratutto uno che sa fare veramente critica ed è per questo caro King tu devi esserGli sempre grato…e pure io 😉
    GRAZIE

    😉 vany

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  14. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Sono io il tuo uniKo e solo orsetto bastardiSSimo che ti LOVVA più d’ogni altra cosa al mondo. ♥ ♥ ♥

    Dormi sogni celestiali, anche se nessun sogno potrà mai esser bello come te e la tua anima, mia Adorata. ♥ ♥ ♥

    orsetto di VaNY

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  15. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Vero vero verisssimo!!! !!! !!!
    Renzo è uno dei pochi critici sulla piazza che crede fortemente in una critica ampiamente hegeliana ed è questo il tratto distintivo che si permuta nelle sue dosate parole, Grandeee!!!

    orsetto di VaNY.

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  16. cinzia stregaccia ha detto:

    la trovo un’ interessante critica anche se per esempio non concordo affatto sullo sfogo..penso sia molto di più come ,permettetemelo anche se non son nessuno,che nel libro pare colpiscano chi scrive critica i racconti “più facili” non è certo questa l’espressione giusta chiedo venia invece di quelli magari di meno effetto ma che ne racchiudono l’anima.Sarò più precisa devo andare a presto Beppe.
    cinzia

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  17. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Cinzietta, sai che ti voglio tanto tanto tantissimo bene, ma pur sforzando tutte le mie sinapsi non sono riuscito a capire coca intendi dire. 😦

    bacione

    beppe

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