Anila Hanxhari. Ho 38 anni – Nuove prose poetiche

Anila Hanxhari. Ho 38 anni

Nuove prose poetiche

Anila Hanxhari

Anila Hanxhari

Anila Hanxhari su Facebook

Questa è la tua Arte. L’ho qui raccolta, operando solo qualche piccolo accorgimento. Ho rubato un’altra volta da te, ma ho un buon motivo: amo tutto ciò che scrivi e nel mio piccolo spero che la mia attenzione possa in qualche modo portarti tutta la fortuna che meriti.

Giuseppe Iannozzi

Pensiero n. 1 – Ho 38 anni. Sono diventata maggiorenne all’età di 16 anni e sono in quell’età chiamata di mezzo, di stagno, età del disincanto o del “demone del mezzogiorno”. La mia non è un’età da marito, né un’età di “finanziamenti agevolati a fondo perduto”, età di “ci sei o non ci sei”, perché tu ci sei, ma gli altri che non ti vedono, lo Stato, la letteratura, i premi letterari…

Rispetto ai romanzieri i poeti muoiono più giovani. E’ la conclusione di una ricerca pubblicata sulla rivista Journal of Death Studies di James Kaufman. Ma io sono in ottima salute fisica e mentale e non ho nessuna intenzione di diventare “una maledetta, un mito, un genio”. Non sono una esordiente, ma per la letteratura l’età di 35-45 anni è l’età dei “giovanissimi”. Dovrò attendere a lungo per essere tra gli adulti, e nell’attesa scrivo…

Pensiero n. 2 – La poesia è l’unico oratore che nasconde la confidenza, che rifiuta l’uguaglianza della folla: non diluisce pensieri, né disputa verità, perde invece i piedi per non perdere i passi. Non ha contrattempi, e bussa senza la necessità degli avvenimenti perché accade e basta. Assedia senza rinserrare. Svela la roba che finisce sempre dietro i tiretti. Ma se la testa e il cuore sono più in basso della pagina e della penna, l’inchiostro tacerà di colpo. Ci vuole condizione di equilibrio e simmetria per entrambi. P.S.: Non ti fa dormire!

Pensiero n. 3 – “Se stai piangendo, non smettere di piangere, finché non ti sarà passato il rammarico e la tristezza. Se stai guardando non smettere di guardare con gli occhi della mente. Se stai piovendo non smettere di piovere, solo così puoi conoscere il sole dentro il tuo essere bagnato fradicio. Se stai vivendo scopri la vita a vai a tempo”. Mio nonno diceva: “La radice che sembra errata è pur sempre un atto d’amore. La terra è fatta anche per la radice sbagliata che non deve essere punita”.

Pensiero n. 4
– L’arte di dormire da soli che mi risuona da lungo tempo nella testa è accettare la realtà, che il “io sono” non deve essere mai sotto il controllo di un altro, foss’anche quello dell’amore. La notte è un’acuta osservatrice dell’animo predisposto a generare sogni e incubi. Nessuno deve capovolgere la notte dei sogni, autorizzati a rimanere nello scrigno individuale della mente.

Pensiero n. 5 – Farò arlecchini bianchi per carnevale con due bastoni del nonno che soffrì di reumatismi antichi per una pallottola presa sul mar Ionio, mentre nonna lavava i panni dei soldati occupanti e l’apparenza dei mormorii in soprabiti. Diceva: “Nessun uomo odora tanto di uomo quando lo straniero”.
Pestassi la neve come il passero fino al cibo, nella lotta ci sarebbe un sopracciglio innalzato di rimprovero.

Noi che siamo con la pancia piena come le formiche, in un cordoglio di luce che riscatta i passeri incasellati in canne fumarie, sputiamo neve per liberarci del portone, dei naufraghi, quando la signora dei gatti lasciava cicatrici d’acqua sulle ringhiere dell’adriatico.

L’amore misurato

l’amore misurato con l’attesa è guardiano delle ore
non degli occhi che sondano il grembo
che dissemina il raccolto

se dovessimo riunire i resti i gigli il cielo i figli
la carovana di Dio
e fare un castello di sabbia e una torre di controllo
per sparare a vista ai sognatori colpevoli di vivere
nonostante le pallottole e il crepuscolo

e se squarciate le acque con la forza del silenzio
come le rocce necessitano delle mani
che perdono il principio
non griderò come preda,
ma come voce rinserrata prima di cadere:
udite le voci che cadono
sono ferite risanate con l’eco

Informazioni su Giuseppe Iannozzi

Iannozzi Giuseppe, detto Beppe Iannozzi o anche King Lear. Chi è Giuseppe Iannozzi? Un giornalista, uno scrittore e un critico letterario Ma nessuno sconto a nessuno: la critica ha bisogno di severità e non di mafiosa elasticità.
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5 risposte a Anila Hanxhari. Ho 38 anni – Nuove prose poetiche

  1. orofiorentino ha detto:

    Caro beppe, spero che questa scrittrice abbia tutta l’attenzione che merita. Scrive meravigliosamente. Mille auguri quindi di tutto cuore.
    A te un bacio freddoooooooo
    Giovanna

  2. romanticavany ha detto:

    Wowwwwww che Brava!!!
    Anche se penso che i poeti non hanno età, 38 ,68 ,98, che importa l’importante è che ti facciano sognare.
    Bonjour
    ♥ vany

    • Iannozzi Giuseppe ha detto:

      Giusto, che brava che è Anila. E poi 38, che significa? Niente. A 38 anni si è delle bambine ancora. E bambina Anila lo è, altrimenti non avrebbe questa grande sensibilità poetica. Il vero Poeta è bamibno/a nell’animo ed è per questo che riesce a vedere cose che altri non riescono a vedere né a comprendere.

      ♥ ♥ ♥ LeKKatine

      orsetto di VaNY

  3. cinzia stregaccia ha detto:

    Anila arriva dove pochi hanno la sensibilità e la capacità di arrivare…se si legge con attenzione lasciando che le sue parole entrino e non soffermandosi superficialmente aiutano anche ad avere il coraggio di guardarsi dentro senza vigliaccheria.Concordo in pieno con la tua prefazione.
    cinzia

    • Iannozzi Giuseppe ha detto:

      Direi che non ho altro da aggiungere, hai detto molto ma molto bene, commento critico che mi riserverò d’utilizzare per altre raccolte di poesie di Anila:

      “Anila arriva dove pochi hanno la sensibilità e la capacità di arrivare… se si legge con attenzione lasciando che le sue parole entrino e non soffermandosi superficialmente aiutano anche ad avere il coraggio di guardarsi dentro senza vigliaccheria”.

      Le auguro tutto il meglio, ha una grande penna e una grande sensibilità: dote innate che non si possono acquistare per chi vuol essere Poeta.

      beppe

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