Ghassan Kanafani – L’innamorato (traduzione dall’arabo e nota introduttiva di Federica Pistono) – Cicorivolta edizioni

Ghassan Kanafani
L’innamorato

Cicorivolta edizioni

Ghassan Kanafani (traduzione dall'arabo e nota introduttiva di Federica Pistono)

Ghassan Kanafani (traduzione dall’arabo e nota introduttiva di Federica Pistono)

In copertina, illustrazione originale di Ilaria Grimaldi (www.ilariagrimaldi.it)

Cicorivolta edizioniL’opera, pubblicata per la prima volta dopo l’assassinio di Kanafani, sulla rivista Shu’un alastiniya (Affari palestinesi), è stata composta poco prima dell’omicidio dell’Autore e, pertanto, è incompiuta. Si compone di quelli che lo stesso Kanafani definisce tre romanzi brevi: L’Innamorato, Susine di aprile e Il cieco e il sordo.

Questa è la prima edizione in lingua italiana.

L’Innamorato, è la storia di un giovane in fuga con la sua puledra: nel passato del protagonista si nasconde un crimine misterioso, oscuro, che lo spinge a fuggire e a rifugiarsi in luoghi sempre diversi, incalzato dal suo irriducibile avversario e inseguitore, il capitano Balak.

Susine di aprile, è una storia di guerra e di resistenza, ambientata in Palestina all’inizio degli anni ’70. Dopo uno scontro a fuoco tra soldati israeliani e Fida’in, il padre di uno di questi ultimi viene convocato dalle Autorità israeliane per identificare la salma del figlio. L’uomo dichiara però che il giovane, sepolto nella fossa comune con gli altri Fida’in uccisi, non è suo figlio. Una pietosa bugia volta a garantire la salvezza dei compagni superstiti del ragazzo ucciso.

Ne Il cieco e il sordo, protagonisti della vicenda sono Amer, un cieco, e Abu Qays, un sordo, entrambi palestinesi, originari dello stesso villaggio. Per uno scherzo della sorte, i due si incontrano una notte, ai margini del deserto, sulla tomba di ‘Abd al-Ati, un santo di cui non solo le leggende popolari, ma anche i giornali, riportano i numerosi miracoli…

L’8 luglio del 1972, con un ordigno esplosivo, veniva assassinato, a Beirut, lo scrittore e intellettuale palestinese Ghassan Kanafani. Accompagnato dalla nipote sedicenne Lamis, in quel giorno di caldo umido e particolarmente insostenibile, salì sull’auto parcheggiata proprio davanti a casa. Girò la chiave, e non appena mise in moto saltarono in aria.
L’opinione più diffusa nel mondo arabo dice che si trattò di una vendetta del Mossad contro un attentato terroristico in Israele, attribuito al “Fronte Popolare di Liberazione della Palestina” di cui Ghassan Kanafani era portavoce.
Nato nel 1936 ad Acri (in arabo: ‘Akka), citta’ costiera della regione palestinese, da una famiglia della borghesia araba, (il padre era uno stimato avvocato), nel 1948, in seguito alla costituzione dello stato d’Israele, Kanafani subì le stesse vicissitudini di migliaia di connazionali: l’espulsione e l’esilio. Dapprima si rifugiò con la famiglia nel Libano del sud, dunque in Siria, dove nel 1955, pur coltivando incessantemente gli studi di letteratura e la passione per la pittura e il disegno, lavorò come insegnante nella scuola elementare di un campo profughi dell’UNRWA (United Nations Relief and Works Agency), l’ente dell’ONU per l’assistenza ai rifugiati palestinesi. Fu in questo periodo che seguendo i corsi all’Università di Damasco entrò in contatto con George Habash, leader del Movimento Nazionalista Arabo, fautore degli ideali socialisti e successivamente fondatore del Movimento Popolare di Liberazione palestinese.
Nel ’56, il ventenne Ghassan Kanafani si trasferì nel Kuwait per insegnare disegno. Nel 1960, già noto per il suo impegno di artista e intellettuale, convinto dallo stesso George Habash, rientrò a Beirut, dove cominciò una brillante carriera giornalistica e politica che culminò, nel 1969, con la direzione di al-Hadaf (L’Obiettivo), l’organo ufficiale del FPLP che diresse fino all’ultimo dei suoi giorni.

*La traduttrice, Federica Pistono (http://narrativaaraba.com/), è laureata in Lingua e Letteratura araba presso l’Università degli Studi L’Orientale di Napoli, ha conseguito un diploma di master in Traduzione letteraria ed editoriale dall’Arabo presso la Scuola Superiore per Mediatori Linguistici di Vicenza.
Ha inoltre conseguito il Diploma in Lingua araba presso l’Istituto di Lingua Araba dell’Università Statale di Damasco nonché il Diploma in Lingua araba presso lo Yemen Language Center di Sana’a. Di Ghassan Kanafani ha tradotto anche L’altra cosa (Chi ha ucciso Layla al-Hayk?) e Uomini e fucili pubblicati per la prima volta in Italia da Cicorivolta nel 2011.

Su questo blog di Ghassan Kanafani leggi anche:

Le tante primavere nella cenere di Zakaryya Tamer – recensione di Giuseppe Iannozzi aka King Lear

L’altra cosa (Chi ha ucciso Layla al-Hayk?). Un magistrale Ghassan Kanafani presentato in traduzione italiana per la prima volta in assoluto da Cicorivolta edizioni nella traduzione di Federica Pistono

L’InnamoratoGhassan Kanafani – Cicorivolta edizione – collana i quaderni di Cico – (traduzione dall’arabo e nota introduttiva di Federica Pistono) – ISBN 978-88-97424-59-8 – © 2011 – € 10,00 – pp. 140

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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