EP | Giuseppe Iannozzi

EP

Giuseppe Iannozzi

Aubrey Beardsley

Aubrey Beardsley – Salomè

Salomè

Era logico che portassi via l’amore,
che solo mi lasciassi il ricordo crudele
delle tue cosce lisce e dei tuoi seni duri
Non è stato facile, accettare
che saresti stata presto d’un altro
Tu non hai mai avuto problemi
ad allacciare nuove relazioni pericolose

Hai ancora quel ritratto
che ti vede coi capelli al vento
e la guerra alle spalle?
Hai ancora quel disco graffiato
che mettevamo su per fare all’amore?

Tutto s’è perso così facilmente
Sembra impossibile ma devo accettare
che sei d’un altro di me più perverso

Tutto s’è spento per colpa della bellezza,
della consapevolezza che gli amanti
non ti sarebbero mancati con scorte di ori
E avevo io da offrirti solo la mia testa:
e il cuore, poco in verità, Salomè

Ragazzina

Mai credesti
che fossi nel giusto,
così insinuarono
ch’ero troppo vecchio
per una ragazzina
Mai credesti in me,
neanche quando fecero
del mio occhio destro
un’orbita vuota

E venne il giorno
che venti e onde
contro i loro letti si scatenarono;
fu così che fui infine libero
di non tornare da te per giocare
la mia ultima carta

Almeno un perché

a Karin Lanzer

Capelli di Grano,
tra le onde sguazzi
giocando tra sorrisi e lazzi,
dimenticando la conchiglia
che in un giorno d’inverno
ti regalai perché mai lontana
ti fosse la mia pallida eco

Non credi che
almeno un perché
avresti potuto schiaffarmelo
in piena faccia?

Capelli di Grano,
questa triste canzone
che or ti canto così blu
te la canto ricordando
l’incanto dei tuoi occhi
nei miei occhi
dal mio buio quaggiù

Non credi che…
Non credo che…
Oddio, ma perché!

Inutile, lo so, tornare
fra la paglia e il fieno,
a com’eravamo ieri,
giovani e fieri

Di schiena

ad Angelika Karamella

Che bella nudità,
che bella schiena
Vien forte la voglia
di menar carezze,
di lasciar scivolar
sul collo le dita
fin su a lambir
dei capelli la seta

Negli occhi
non mi guardi mai
quando ti chiedo
di che segno sei;
immaginare,
solo immaginare
quali stelle
il volto tuo illuminano,
solo immaginare
la bocca tua carnosa
da mordere, da baciare

Vedrò mai
l’angelico tuo ovale?
Accosterò mai
le labbra mie di satiro
alle tue di Dea?

Sempre ti nascondi
Così nel tormento
mi consumo
danzando e cantando
sotto la luna piena,
menando la coda
insieme ai miei consimili
al par di me disperati

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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Una risposta a EP | Giuseppe Iannozzi

  1. cinzia stregaccia ha detto:

    son belle proprio tutte e tre!!!!! ma Salomè..
    cinzia
    è.s. leggi email per favore

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I commenti sono chiusi.