Il carcere di Rebibbia per Lusi

Il carcere di Rebibbia per Lusi

il carcere di Rebibbia per Lusi

il carcere di Rebibbia per Lusi

artwork by Giuseppe Iannozzi

Il senatore è indagato per aver sottratto i soldi dei rimborsi elettorali in virtù del suo incarico di tesoriere della Margherita, creando una contabilità parallela, che sarebbe sfuggita ai controlli dei revisori dei conti, perché prelevati in piccola quantità. Dopodiché i soldi sarebbero stati trasferiti in Canada, frazionati in novanta bonifici, sul conto della società TTT srl e Paradiso, della quale era unico proprietario. Infine, approfittando dello Scudo Fiscale, avrebbe fatto rientrare il capitale, investendo in immobili in Roma e in altre provincie, usando i parenti come prestanome e depositando il resto sul proprio conto corrente.

A suo tempo Arturo Parisi aveva già lanciato l’allarme sull’opacità dei bilanci della Margherita ma nessuno lo aveva voluto ascoltare. Il 31 gennaio 2012 su segnalazione (warning) della Banca d’Italia, Luigi Lusi è stato iscritto nel registro degli indagati della Procura della Repubblica di Roma: l’accusa è appropriazione indebita per aver sottratto la somma di circa 13 milioni di Euro dalle casse della Margherita Democrazia e Libertà, per scopi personali.

Critiche durissime al suo operato sono arrivate dall’ex leader della Margherita Francesco Rutelli e da diversi esponenti del ex partito, come Matteo Renzi che ha smentito di avere ricevuto per le sue campagne elettorali soldi dal ex tesoriere della Margherita Luigi Lusi e di essere per la massima trasparenza. Luigi Lusi si è difeso dicendo che eseguiva ciò che gli veniva detto. La capogruppo del PD al Senato Anna Finocchiaro ha chiesto esplicitamente a Lusi di lasciare il gruppo da lei presieduto e tutti gli incarichi ricoperti fin ora mentre il Segretario del PD Pier Luigi Bersani ha paventato l’espulsione del senatore Luigi Lusi dal partito qualora i fatti siano accertati.

Il giorno dopo l’Ufficio di presidenza del Pd al Senato ha espulso Lusi dal gruppo parlamentare. Il senatore Luigi Lusi, ex tesoriere, interrogato dal procuratore aggiunto Alberto Caperna e dal sostituto Stefano Pesci, si è dichiarato responsabile per il prelievo del danaro dalle casse del partito, ha voluto patteggiare, chiedendo un anno di reclusione e di restituire la metà della somma alla ex Margherita.

Il 6 febbraio 2012 la Commissione di Garanzia del Pd presieduta da Luigi Berlinguer ha espulso all’unanimità Lusi dal partito perché incompatibile con i principi ispiratori dello stesso Pd. Il 3 maggio 2012 il Giudice per le indagini preliminari di Roma ha inviato al Senato la richiesta d’arresto per il pericolo di inquinamento delle prove, con l’accusa di associazione a delinquere. Per la moglie di Lusi, Giovanna Petricone e due commercialisti, sono stati disposti invece gli arresti domiciliari.

Il 16 maggio 2012 di fronte alla Giunta per le Autorizzazioni del Senato chiamata a decidere sulla sua richiesta di arresto afferma di aver elargito diverse somme a esponenti di spicco della Margherita di cui era tesoriere. Lusi avrebbe dichiarato che l’allora Presidente della Margherita Francesco Rutelli gli avrebbe chiesto 120.000 euro da versare in favore di Matteo Renzi, attuale Sindaco di Firenze a cui pero Lusi avrebbe versato solo 70 mila come lui stesso racconta. All’ex Ministro degli Interni Enzo Bianco Lusi avrebbe fornito un mensile da 3.000 euro passato poi a 5.500 e ad una una societa’ di Catania legata al marito della segretaria dello stesso Bianco avrebbe dato una cifra di circa 150mila euro tra il 2009 e il 2011. La Procura ha chiesto al Senato il verbale della seduta della Giunta per approfondire le accuse di Lusi che durante gli interrogatori in Procura non aveva mai fatto nomi. I diretti interessati intanto hanno annunciato di ricorrere contro Lusi per via penale e civile per diffamazione.

Il 21 maggio 2012 viene ascoltata dai Pm la segretaria dell’allora tesoriere della Margheria Lusi Francesca Fiore che avrebbe confermato importanti elargizioni a diversi esponenti dell’allora partito che servivano in realtà per pagare multe e feste. La spartizione aveniva in proporzioni 60-40 alle correnti dei popolari e rutelliani che c’erano nel partito. La Fiore avrebbe affermato che l’ex Ministro dell’Istruzione Giuseppe Fioroni nel 2010 avrebbe percepito 180 mila euro tra “rimborsi vari” e “noleggio automezzo” per spese telefoniche, multe e carburante contro i 204 del 2012, una volta terminata la gestione Lusi; l’ex Segretario e attuale capogruppo del Pd alla Camera Dario Franceschini avrebbe ricevuto nel 2010 162.230 euro per collaboratori e avvocati contro i 583 euro del 2012; l’ex Ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni avrebbe ricevuto 72.283 euro per il 2010, 38 mila nel 2011 e solo 3.154 nel 2012 andati in fondazioni o persone a lui riconducibili come il capogruppo del Pd a Rieti Filippo Lucentini; il Vicesegretario del Pd Enrico Letta avrebbe percepito 132 mila euro nel 2010 e 1.680 nel 2012 di cui 125.000 andati al deputato campano del Pd Guglielmo Vaccaro, l’ex Presidente del Senato Franco Marini sarebbe andati 55 mila euro nel 2009 per alcuni addetti stampa mentre altre somme avrebbero finanziato l’attuale vicepresidente della Camera Rosy Bindi. Infine l’ex Presidente della Margherita Francesco Rutelli avrebbe ricevuto 926 mila di rimborsi andati in spese informatiche e per l’edicola oltre a spese telefoniche e di ufficio stampa andati in favore di parlamentari dell’API, il nuovo partito di Rutelli tra cui Gianni Vernetti e Cristina De Luca. La Procura sta vagliando le posizioni delle varie persone coinvolte direttamente o indirettamente nelle rivelazione della segretaria di Lusi intanto da parte degli ex esponenti della Margherita è arrivata una condanna fermissima alle sue parole e minacce di procedere per via giudiziaria.

Il 13 giugno 2012 la Giunta per le Autorizzazioni a procedere e le immunità del Senato boccia con 4 si 13 no 0 astenuti e 4 assenti (3 senatori del Pdl e il senatore di Coesione Nazionale) la relazione Saro (Pdl) contraria alla richiesta di arresto nei confronti del senatore Lusi. Hanno votato contro Pd (a cui si è aggiunto il voto del Presidente della Giunta Follini), Idv, Udc, Api-Fli e Lega Nord, mentre favorevoli alla relazione i senatori presenti del Pdl nonostante il gruppo in Giunta come in Aula abbia lasciato libertà di coscienza. Nuovo relatore Marco Follini (Pd) Presidente della Giunta per le Autorizzazioni del Senato.

Il 20 giugno 2012 il Senato vota la relazione Follini (Pd) favorevole a concedere le misure cautelari nei confronti del senatore Lusi. Il voto inizialmente previsto a scutinio segreto dopo la raccolta delle 20 firme necessarie è stato eseguito a scrutinio palese, prima volta nella storia repubblicana che una domanda di autorizzazione a procedere fosse votata con tale procedura, a causa della presa di posizione del Pdl che dopo forti tensioni interne aveva deciso di non prendere parte alla votazione chiedendo ai suoi senatori di togliere la loro firma dal documento di richiesta per il voto segreto. A favore delle misure cautelari si schierano Pd, Idv, Udc, Svp e Autonomie (Unione Valdôtaine, Movimento Associativo Italiani all’Estero, Verso Nord, Partito Liberale Italiano), Per il Terzo Polo (Api-FLI), Lega Nord, Mpa e Partecipazione Democratica contrari invece si schierano soltanto Coesione Nazionale (Grande Sud -Il Buongoverno), Partito Repubblicano Italiano e il Movimento dei Socialisti Autonomisti del senatore Alberto Tedesco, ex Pd come Lusi su cui pendeva una richiesta di arresto gia respinta dal Senato promotore della raccolta di firme per la richiesta di voto segreto. Non partecipano al voto oltre ai senatori Pdl i 6 senatori a vita ad eccezione di Emilio Colombo espressosi a favore.

Il voto registra 155 si 13 no un astenuto mentre 118 senatori risultano assenti o non votanti e 12 in missione. Votano in contrasto con il loro gruppo 6 senatori del Pdl che nonostante l’indicazione del gruppo a non prendere parte al voto si esprimono contro l’arresto tra cui l’ex Presidente del Senato Marcello Pera e l’avvocato dell’ex premier Berlusconi Piero Longo mentre si astiene (in Senato è voto contrario) il senatore ex Lega Nord Piergiorgio Stiffoni. Lo stesso giorno il senatore è stato sottoposto all’arresto (presentandosi al carcere Rebibbia di Roma). Lusi prima del voto aveva chiesto all’Aula di non essere considerato un capro espiatorio per i crescenti sentimenti di anti-politica tornando ad attaccare i vertici della Margherita consapevoli della sua gestione dei finanziamenti pubblici del partito chiedendo a coloro che fossero citati nell’inchiesta di non prendere parte al voto facendo i nomi dell’allora Presidente della Margherita Enzo Bianco oggi senatore Pd e dell’allora Segretario della Margherita Francesco Rutelli, oggi senatore Api asserendo che lui stesso non avrebbe preso parte al voto sul suo arresto.  Per la prima volta nella storia il Senato concede l’arresto di un suo membro.

Il 23 giugno 2012 interrogato davanti al Pm di Roma per la convalida dell’arresto Lusi ha chiarito di non voler dire tutto in merito alla vicenda che lo riguarda non volendo fare il capro espiatorio di qualcuno consegnando due lettere scritte di pugno dall’ex leader della Margherita Francesco Rutelli in cui secondo Lusi si faceva riferimento ad ripartizione di circa un milione e mezzo di euro tra le varie correnti della Margherita in vista delle europee del 2009 tramite un rapporto di 60-40 tra popolari vicini a Bianco e rutelliani vicini a Rutelli. Di questi soldi 100 mila dovevano andare a Matteo Renzi, Sindaco di Firenze, 200 mila alla fondazione Centocittà e il resto, 300 mila euro, al Cfs, Centro per un futuro sostenibile, la fondazione di Rutelli. In un secondo appunto sempre Rutelli si lamenterebbe esplicitamente della restituzione al mittente di una parte dei finanziamenti ricevuti dal Partito democratico europeo. Anche a questo corrisponderebbe una risposta di Lusi che in più di un passaggio avrebbe proposto di girare i finanziamenti a fondazioni, spiegando che da quando il partito non era più in piedi la gestione era totalmente affidata alle personalità dei diversi esponenti della Margherita. Rutelli si è subito difeso dalle accuse denunciando nuovamente Lusi per calunnie e diffamazione. La Procura di Roma tuttavia ha ritenuto le prove fornite dal Lusi non convincenti volte soprattutto ad attaccare ex esponenti di partito.

Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_Lusi#Inchieste_giudiziarie

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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2 risposte a Il carcere di Rebibbia per Lusi

  1. annamaria49 ha detto:

    Grazie per quest’articolo molto dettagliato e interessante. Sembrerebbe che ognuno di loro passi ad un altro la patata bollente: le truffe, l’illegalità e l’appropriazione sono la causa dello sfascio generale. I poveri cittadini s’affannano e loro sguazzano nel denaro che moltissimi uomini onesti non c’è. Che vergogna! No, direi piuttosto, è tutto uno schifo; fango, solo fango!

    Ciao, Beppe, ti auguro buone vacanze.
    un abbraccio
    annamaria

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Cara Annamaria,

    l’affaire Lusi è complicato, molto: io dico che ne vedremo delle belle. Si è appena all’inizio dell’inchiesta. A sentir loro sarebbero tutti innocenti. Al momento l’unico a Rebibbia è Lusi. Milioni di euro sono scomparsi, questo è un dato accertato. Adesso si tratta di accertare se Lusi ha agito per sé o se ci sono altri coinvolti.

    Questo è l’ennesimo scandalo politico. Ci si puo’ fidare dei politici? Io dico di no. E poi c’è pure chi si lamente dall’antipolitica dimenticando che tutto e tutti sono politici.

    Vai già in vacanza?

    Un caro abbraccio a te

    beppe

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