Che pipernata al premio Strega! | di Giuseppe Iannozzi

Che pipernata al premio Strega!

di Giuseppe Iannozzi

inseparabili

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Che pipernata al premio Strega! Adesso abbiamo anche uno “scrittore un po’ meno più pessimo” di Tiziano Scarpa. Che tragedia. E pensare che tifavo per Emanuele Trevi… non che il suo romanzo sia così bello, ma è di certo superiore alle pipernate. La simpatica ricciolina lorenzina ghinellina invece s’è beccata una meritata batosta, l’unica cosa giusta di questa edizione del premio Strega.

Piperno susciterebbe delle invidie? Ho i miei forti dubbi in merito: che possa suscitare qualcosa in senso positivo o negativo. Con le peggiori intenzioni è stata la pipernata che ha venduto di più, forse perché l’autore ha seguito la regola del buon vecchio Hank, di metterci dentro del sesso per vendere.

Persecuzione è stato un flop: ricordo le lamentazioni su La7 di Piperno. Era un po’ tanto esagitato. Questo premio che gli è stato assegnato non capisco a quale scopo, se non per uno puramente editoriale: è la continuazione di Persecuzione. Ora forse qualcuno se lo cagherà pure gli “inseparabili”, per via del premio. E saranno forse in tanti a rimanerne delusi. Io, personalmente, ho letto solo qualche pagina e basta, e da Piperno mi son subito separato: noioso ma di brutto, un fiume di parole in stile Jalisse. Ho già dato, ho dato davvero abbastanza con le peggiori intenzioni e pure con la persecuzione. Non intendo annoiarmi a morte.

La moda di Con le peggiori intenzioni è passata. Questo il serio pericolo cui uno scrittore può incorrere e rovinarsi da sé scrivendo per la moda del momento, invece di scrivere un libro destinato a durare nel tempo, ovvero di sostanza. Persecuzione fu un flop, perché passò troppo tempo dal successo delle peggiori intenzioni, ma soprattutto perché l’autore ci mise poco sesso dentro. Ricordo che sull’onda modaiola di Piperno, Leonardo Colombati si provò con un romanzo simile, Rio: ma fu un fiasco. La novità era già passata di moda quando Colombati scriveva il suo Rio, purtroppo osannato da una presentazione (e non da una critica, almeno secondo il mio metro di giudizio) di Antonio D’Orrico che lo magnificava oltremodo: in pratica la presentazione dorrichiana sortì l’effetto opposto a quello desiderato e Rio non se lo filò nessuno.

Già da tempo il premio Strega non è più consigliabile per uno scrittore che si voglia considerare serio. Il fondo lo si era toccato già da un po’ di anni, ma il culmine lo si è raggiunto con Tiziano Scarpa, con un romanzo che è ancora… in tribunale! Poi il canale fiumoso e fumoso di Antonio Pennacchi, ma passi, passi, lasciamolo passare, anche se è robetta. Ed Edoardo Nesi che ha vinto con Storia della mia gente: ha dell’incredibile, non siamo di fronte né a un romanzo né ad altro, un diario forse, un diario intriso di solipsismo all’ennesimo grado.

Ebook, no grazie! Io sono uno di quelli che gli ebook non li legge: leggere a video è altra cosa, tutt’altra cosa, che nulla ha a che vedere con il libro cartaceo. Non mi sembra comunque che gli ebook funzionino poi così bene. Si pensava che gli mp3, in ambito musicale, dovessero soppiantare il cd. Così non è stato. Il mercato si è diviso. I cd continuano ad essere prodotti: notevole poi il numero di ristampe di dischi che da tempo non erano più sul mercato; e il 33 giri, dato per morto, è risorto e giorno dopo giorno continua a crescere. Chi ama sul serio i libri e la musica chiede, anzi pretende un supporto valido e non un file elettronico. Nonostante la crisi, nonostante si dica che si legga poco in Italia, chi ama l’arte e l’ama sul serio non si accontenta di un file.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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2 risposte a Che pipernata al premio Strega! | di Giuseppe Iannozzi

  1. cinzia stregaccia ha detto:

    insomma poveri lettori che a volte acquistano libri in buona fede e……peccato prima certi premi erano sinonimo di grande lettura…in realtà anche a me sta storia degli ebook convince poco ma al contrario di te penso prenderà piede..
    buongiorno
    cinzia

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Poveri soprattutto quella fascia di lettori che non si informano, il più delle volte per pigrizia che non per mancanza di informazioni.
    E’ purtroppo una pratica risaputa e molto in voga che tantissimi critici magnifichino dei libri che in realtà valgono poco o nulla: io leggo tutto quello che mi arriva fra le mani, questo anche solo per fare una segnalazione. Moltissimi invece si limitano a leggere la cartella stampa degli editori e non di rado, cambiando qualche parola, la pubblicano. Oppure s’inventano di sana pianto l’Impossibile, senza aver letto una sola pagina del libro ma riuscendo comunque a dirne: un mostruoso fiume di parole, belle e bellissime, ma che in realtà non ti dicono niente sul libro di cui dovrebbero invece parlare. Tutto questo non rientra nella mia deontologia: più e più volte mi sono recisamente rifiutato di pubblicare anche solo delle segnalazioni di libri, questo perché io, in quanto critico, ho delle responsabilità verso chi mi legge e non intendo propinare ai miei lettori dei libri che non ho letto e che potrebbero essere invalidi, in ogni senso, a partire dalla copertina.

    Il premio Strega, negli ultimi anni, è al centro di parecchie polemiche. Fanno dunque bene tantissimi intellettuali, con le palle quadrate, a disdegnare il premio e non presentarlo neanche a certi premi, premio Strega incluso. E non parlo di scrittori in erba, ma di scrittori venduttisimi, acclamati da cfitica e pubblico, perché liberi.

    Ovvio che prenderà piede: moltissima manualistica sarà disponibile solo in versione elettronica e questo è un bene, più che mai auspicabile, perché la manualistica tempo sei mesi, quando va bene, ed è già obsoleta. Ci saranno certamente alcuni lettori che si rivolgeranno agli ebook, perché più convenienti, come gli mp3: ma questo non significherà la fine del libro cartaceo. Gli mp3 dovevano mettere l’epitaffio su cd e altri supporti. Col cavolo. I dischi si stampano, non come negli anni d’oro: il mercato si è dimezzato, questo perché soprattutto alcuni giovani preferiscono gli mp3, poi l’ipod gli si rompe e perdono tutto. La qualità di un mp3 è quella che è, non potrà mai essere quella di un cd ben masterizzato e tantomeno quella di un 33 giri, da qui la rinascita del vinile, la ristampa vertiginosa di tantissimi album storici su vinile. Il mercato si è diviso: c’è una buona metà che preferisce dischi e vinili e un’altra parte che preferisce gli mp3, per una singola canzone di un album o due o tre al massimo. Per gli ebbok si arriverà a uno stato di cose più o meno uguale: ci sarà gente che leggerà solo uno o due capitoli di certi libri, credendo così di farsi una cultura. La tecnologia è una grande cosa se la si usare in maniera corretta. Non mi sembra che questo stia accadendo in ambito culturale: le nuove generazioni sono sempre più ignoranti. Dimostrazione pratica: si è fatta una indagine, in Germania, tra i giovani, si è chiesto loro se sapevano chi è stato Hitler… più della metà ha risposto candidamente che fu un tutore dei diritti umani. A questi livelli è l’ignoranza, una ignoranza, spero converrai con me, pericolosa se non di più: un popolo ignorante dà vita a una civiltà che ripeterà gli errori e gli orrori del passato.

    bacione

    beppe

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