La durezza del bianco. Poesie di Anila Hanxhari

La durezza del bianco

Poesie di Anila Hanxhari

Breve introduzione critica:

Le immagini che Anila Hanxhari propone disarmano il lettore, lo costringono a riflettere. Anila crocifigge il soffio poetico perché infine resusciti. Non è cosa da poco: è qualcosa che ha del miracoloso. Leggete le sue poesie e restate pure a bocca aperta: ce n’è ben ragione.

Un consiglio e uno solo ho da darvi: seguite con attenzione i passi di Anila Hanxhari, perché ha per voi in serbo tante meraviglie dell’anima. E a breve la potrete leggere con Brindisi degli angeli. Spero la poetessa Anila non me ne voglia, non troppo in ogni caso, se ho qui portato in anteprima questa notizia che mi affoga il cuore di felicità e mi dà grande speranza per un rinnovamento e una resurrezione della Poesia.

Giuseppe Iannozzi


Anila Hanxhari

Anila Hanxhari

I.

le donne chiedono alla musica di scoprire la durezza del bianco/
raccolgono gli occhi nella ferita degli alberi con la lingua/
nascono nell’orlo turchino che agguanta il mare/
quando si torna sopravvissuti dal fondo/
agitano la pioggia senza gambe/
nascono dal nutrimento che svela la fame del nutrito/
dei cortei con la giuntura del sangue nel sangue/
con il diritto d’invecchiare nel cuore sotto la ciotola/
poi s’incurvano a mezza luna/
e perdono il respiro con le lancette

II.

Come avere gli sguardi tra le mani
E dire che sono pallottole da corredo
Che sfoggio agli ospiti a posto dei merletti
Io dono occhi e raccolgo pallottole in nome dell’amore
E quando sarò pronta carica di capelli e tempo
Mi farò fucile con il corpo e sparerò un colpo certo
Sarà luce bruna impolverata da museo
Di poco prezzo

III.

Abbaio come una donna dici
Fumosa e cara, ghiacciolo di melma
Abbaio come una bocca senza bocca
Dal fondo del tetto raso al suolo
Inchiostro di china bollito dal rene
Dalla nicotina delle mura eteree
Abbaio come un sole dozzinale
Sugli scaffali della croce rossa
Allegra come un tatuaggio di salamandra
Sotto la finestra
Mi distinguo con le stigmate vocificate
Dal ventre dalle mani arate
Signora e strega
Abbaio farneticando sorrisi
Sono l’unico tempo prodigo con il risveglio
Dei capelli bianchi a tic-toc
Dinanzi all’alba che invecchia scendendo le scale
Come i marinai e i cani dell’onda
Che si levano dalle verità a tic-toc
Mi guadagni con la pagnotta
Dei grissini croccanti delle ossa
Mentre ripeto la terra con i pugni
E mi faccio donna e orfana
Io non piango impastando le dita con i cani
Non bacio smagliando le ore
Sotto le macerie
Anche se è tardi quando il tempo si àncora
Quando ti allontani dal sangue
A due piani dalla stagione

IV.

“Lei si sdraiò per terra piccola e muta – dice il vecchio  – e scricchiolò le dita sulla terra, non poteva rinunciare al solito rito portafortuna. Si fermarono le nuvole, il suo respiro volontario, il suo sorriso semplice. Aggiustò la bocca prima di sorridere: doveva andare con il sorriso giusto, di bambola di porcellana. Era solo un mucchio di ossa foderate da donna, da mia moglie che non conoscevo più, mentre moriva.”


(c) Tutte le poesie di Anila Hanxhari sono coperte da Copyright e sono qui pubblicate per gentile concessione dell’Autrice. Eventuali richieste di pubblicazione su altri siti possono essere avanzate ad Anila Hanxhari: https://www.facebook.com/anila.hanxhari

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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4 risposte a La durezza del bianco. Poesie di Anila Hanxhari

  1. Anila Hanxhari ha detto:

    Io ti ringrazio di queste bellissime riflessioni nei miei confronti e della mia poesia, ma ritengo che siano un pò troppe, in quanto io scrivo pensieri che mi vengono dal cuore e dall’anima. Apprezzo di cuore la tua emozione sincera che mi commuove…un abbraccio Beppe

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    E’ quel che penso della tua poesia, cara Anila. Non hai bisogno di ringraziarmi. E mi piace la tua modestia. Ti dirò quel che penso io della/sulla poesia: questa è un risveglio dell’anima, quando è sincera, e avvicina l’artista a Dio, nel senso più largo del termine, ciò vale a dire che l’artista che scrive poesia è un creatore di immagini che prima non esistevano. Dar vita a delle immagini non è semplice, nulla affatto: la poesia non è una questione meramente tecnica, occorre difatti una grande sensibilità e una partecipazione con il mondo d’attorno perché una poesia tocchi e stimoli i recessi dello spirito. Non è una cosa che si possa improvvisare né imparare in una scuola esser poeti: la sensibilità per la Bellezza o ce l’hai o non ce l’hai. E la Bellezza è quanto ci sia di più vicino a Dio, al Bene. Tu, cara Anila, questa sensibilità ce l’hai, particolarmente sviluppata anche: è un grande dono. Sono davvero felicissimo di vederti presto pubblicata: sarebbe stato un peccato contro Dio, contro il Bene, che le tue poesie riposassero nel tuo cassetto e non fossero condivise con chi ha sensibilità e amore verso il bello.

    Un forte abbraccio, augurandoti davvero tutto il meglio, perché lo meriti davvero

    beppe

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  3. cinzia stregaccia ha detto:

    La mia opinione sulle poesie di Anila credo ormai sia nota e sapere che verranno pubblicate non può che farmi un enorme piacere perchè credo che leggerle possa essere un arricchimento per tutti.
    Buona domenica a voi 🙂
    cinzia

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  4. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Anila merita: la sua poesia è grande e sarebbe stato un peccato, a mio avviso imperdonabile, se fosse rimasta confinata sulle pagine di Fb. E’ di certo un arricchimento per tutti. Sono davvero molto molto felice per Anila: merita davvero che la sua poesia sia pubblicata e diffusa.

    Bacione

    beppe

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