Madame Barbie c’est moi | di Iannozzi Giuseppe

Madame Barbie c’est moi

di Iannozzi Giuseppe


A breve ANGELI CADUTI di Beppe Iannozzi per Cicorivolta edizioni. Preparatevi dunque a veder realizzati i vostri migliori e peggiori incubi. Non abbiate paura di entrare in contatto con gli ANGELI CADUTI: hanno storie da raccontarvi, per poter essere forse un giorno liberi dalle loro ossessioni. Ascoltate le voci degli angeli e cercate di comprendere le loro ragioni, anche se non poche volte vi sembreranno assurde, illogiche, fuori dal mondo.


Madame Barbie

Era entrato nell’appartamento di Madame B. per fare i soliti servizi di pulizia.
Aveva suonato il campanello e Madame B. gli aveva aperto la porta, come sempre. Ottantacinque anni suonati per 165 chili di carne. Come facesse a muoversi e, soprattutto, a non aver grossi problemi di salute, per Marc era un mistero. Di lei Marc sapeva ben poco. Di sicuro una fan sfegatata di Madonna la cantante, la casa era infatti piena di poster e fotografie piuttosto bizzarre della popstar; vedova, suo marito era morto nel corso della IIa Guerra Mondiale e lei non si era risposata; ricca e avara, ma da dove provenisse la sua immonda ricchezza nessuno lo sapeva, anche se qualcuno, nella scala, mormorava che aveva ereditato da un lontano parente. Madame B. era un mistero. Non parlava di sé, comandava a bacchetta e guai se trovava uno spillo fuori posto.

Marc non aveva trovato altro lavoro se non quello di domestico: l’agenzia che l’aveva assunto gli aveva affibbiato Madame B. La nonna non aveva reclamato e così adesso era un anno buono che si occupava della casa dell’ultraottuagenaria.

Quel giorno Parigi era stretta dalla morsa del caldo, si erano toccati i 40 gradi centigradi e le previsioni assicuravano che la temperatura sarebbe salita ancora. Marc pensò che con quella canicola la vecchia poteva anche rimanerci secca. Fu un pensiero fugace, seppur poco cristiano.
Una volta dentro, sudato marcio, tirò un sospiro di sollievo: l’anziana donna aveva azionato l’aria condizionata. Nell’appartamento non dovevano esserci più di 18 gradi, una temperatura più che ottima. Gli parve però strano, Madame B. non amava gli sprechi, tant’è che nel corso dell’inverno appena passato si era rifiutata di accendere i termosifoni perché tanto lei non soffriva il freddo. Marc le aveva creduto sulla parola: con tutta la ciccia che la vecchia si portava addosso, in effetti, era difficile credere che potesse nutrir freddo. Marc si era dunque rassegnato a lavorare nella ghiacciaia che la casa di Madame B. era.

Si mise subito al lavoro.
Lavorava quasi con lentezza, non aveva difatti il coraggio d’affrontare l’inferno di fuori.
Madame B. lo osservò in tralice una sola volta, ma tacque.

Scese la sera, lentamente: la temperatura esterna pareva fosse un po’ scemata. Marc era sul punto di salutare, quando la vecchia lo chiamò con voce allarmata. Da bravo cristiano il ragazzo accorse in suo aiuto. Entrò in camera da letto, da dove Madame B. l’aveva chiamato. La donna era mezzo nuda, in mutande e reggiseno. La carne floscia straripava, pareva volesse rompere i fragili argini della lingerie. La donna gli fece cenno d’avvicinarsi. Obbedì. E si trovò presto sotto 165 chili di carne bollente.

Quando Marc fu in strada era più pallido lui della luna piena, che alta in cielo brillava come un occhio alieno. Se l’avesse raccontato nessuno gli avrebbe creduto. Se l’era sbattuto per ore, tenendolo sempre sotto. Non s’era fermata un solo momento, neanche quando lui, preso dal disgusto, aveva rimesso l’anima. Non gli avrebbe creduto nessuno, di questo ne era più che mai certo.
Si tirò su i pantaloncini strappati piangendo come un vitello. L’indomani sarebbe andato di corsa al Pronto Soccorso sperando che Madame B. non gli avesse attaccato lo scolo o altra malattia venerea, e poi sarebbe fuggito da Parigi, a gambe levate, per farsi monaco. Il disgusto che si era insediato nella sua anima era così forte che oramai non sarebbe riuscito a farlo nemmeno con una Barbie.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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5 risposte a Madame Barbie c’est moi | di Iannozzi Giuseppe

  1. vanessa ha detto:

    Schifo, repulsione e disgusto povero badante! Voglio credere
    che, non esistano persone così.. tutto frutto della tua fantasia disturbata dal caldo 😉

    Ciao ♥ vany

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Ah Ah Ah, mi hai fatto proprio ridere di gusto. 😉 Ho provato a immaginare il tuo faccino e credo dovesse essere qualcosa del genere:

    Ma non c’era nessuna descrizione né parolina brutta. E’ solo un racconto metaforico: il poveretto pensava di scampare il caldo e invece non sapeva d’esser nella casa d’una vecchia ninfomane. Poveretto. 😀 Ah Ah Ah

    Dormi, Agnellino. Sei troppo troppo troppo Agnellino ♥ ♥ ♥

    orsetto di VaNY

    P.S.: Io la voglio troppo una foto del tuo faccino mentre provi disgusto per qualcosa… be’, è facile, basta che leggi un mio racconto e il faccino disgustato ti viene subito… prendi il cellulare, ti scatti una foto e me la invii… Dài, dài, dài, ci tengo troppo. ^__^

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  3. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Mi spiace dover esser io a dirtelo, ma certe persone così esistono: ho preso spunto da un caso di cronaca accaduto qualche tempo fa. Ne ho letti di fatti strani, sapessi… poi nella cronaca locale si trova di tutto, una vera miniera per chi cerca ispirazione.

    bacetti, Agnellina innocente ♥ ♥ ♥

    orsetto di VaNY

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  4. cinzia stregaccia ha detto:

    ti dirò onestamente ho trovato questo tuo molto triste,rappresenta uno spaccato forse non grande ma che fa parte della realtà. in realtà pensandoci con attenzione nella sua enormità era tutto prevedibile si è lasciato che accadesse
    ciao
    cinzia

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  5. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    E’ spaccato di una realtà che esiste e che è più grande di quanto si pensi e si abbia voglia di pensare. Ahinoi il mercato della prostituzione non è solo a livello femminile, esistono anche i prostituti che lo fanno con una donna per danaro e basta. Seppur grande è comunque più sotterraneo e forse più piccolo rispetto al dramma della prostituzione femminile.

    Nel racconto ho esagerato, ho cambiato un po’ di cose, ma il fatto è ispirato a un accadimento di cronaca di qualche anno or sono. Le ninfomani esistono come purtroppo esistono gli stupratori. Sono sempre esistite, e non vedo dove stia il problema se di problema si puo’ mai parlare.

    E’ di qualche giorno or sono, ad esempio, che una donna ritrova il figlio dopo sedici anni, e sa che è suo figlio, e questo non la ferma dall’andarci a letto.

    In ogni caso, questo è un racconto, null’altro.

    bacione

    beppe

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