Soltanto il diavolo conosce il diavolo | di Iannozzi Giuseppe

Soltanto il diavolo conosce il diavolo

di Iannozzi Giuseppe


A breve ANGELI CADUTI di Beppe Iannozzi per Cicorivolta edizioni. Preparatevi dunque a veder realizzati i vostri migliori e peggiori incubi. Non abbiate paura di entrare in contatto con gli ANGELI CADUTI: hanno storie da raccontarvi, per poter essere forse un giorno liberi dalle loro ossessioni. Ascoltate le voci degli angeli e cercate di comprendere le loro ragioni, anche se non poche volte vi sembreranno assurde, illogiche, fuori dal mondo.


Allora, volgo lo sguardo allo specchio: lametta o no, sul cranio? Al solito mi decido per un secco “sì”, perché di quattro capelli appiccicati con lo sputo non so che farmene, quindi giù con la schiuma da barba e il rasoio. Ecco, la pelata è pronta. Scegliere il vestito: niente di più semplice, giacché il mio armadio contiene, perlopiù, vestiti rigorosamente d’un bel nero. Vabbe’, c’è qualche capo dalle tonalità un po’ più vive, blu e grigio. Bassa ironia, lo so. Non ve ne lamentate, non troppo, tanto non cambia il mio armadio e neanche io.

Fortuna che non ho problemi coi tacchi a spillo. Solo quello degli orecchini, degli anelli e delle collane è per me una gran rottura di scatole: la vestizione è un’impresa degna d’una puttana. E poi agli orecchini ci devo mettere pure il pendaglio, la croce, e sempre sbaglio e non trovo i buchi nei lobi degli orecchi e rischio così un piercing casalingo, il che non va molto bene. Ad ogni modo, risolti questi piccoli inconvenienti nel tempo di cinque minuti abbondanti, posso dirmi fuor di casa. Odio le serate che vedono protagonisti maschi e basta, difatti cerco sempre di disertare incontri così.

La Chiesa Cattolica m’ha sempre messo l’angoscia addosso. Come disse Nietzsche: “Dio mi salvi da Dio!”. Ed io aggiungo: “Ma quand’è che la Chiesa inquisirà sé stessa per darsi a una bella avvolgente fiammata infernale?”. Sì, sono per le soluzioni radicali, come per i capelli che cadono, ed allora uno, se è un po’ furbo, ci va giù di rasoio. Solo che tra prelati pelati e cardinali imporporati, nutro tema che se li contassi uno a uno, sarebbero ben più assai dei miei quattro capelli.

Ricordo, per esperienza diretta – ahimè – che una sola volta ebbi a che fare con un gruppo di suore, ed è un fatto piuttosto recente, di otto anni fa. Fatto sta che ebbi a che fare con questo gruppuscolo di suore che se sorridevano davanti, dietro la menavano dura. A quel tempo non avevo ancora completato gli studi, li stavo terminando, mi mancava poco davvero. Comunque, tra un’attività e un’altra, decisi di frequentare un corso regionale, uno dei tanti: scelsi a occhi chiusi, senza curarmene; quando poi appresi che il corso si sarebbe tenuto presso un istituto cattolico, non vi dico come sono sbiancato io che sono anticlericale al massimo grado. Vabbe’, ormai la frittata era fatta, indi per cui m’addentrai nella tana del diavolo giusto per verificare l’effetto che m’avrebbe fatto: in fondo – non ricordo chi – qualcuno disse che soltanto il diavolo conosce il diavolo. Entrai e così subito appresi che quelle suore il diavolo lo erano in ogni senso e ben lo sapevano d’esser di tal natura, ma davanti squadernavano sempre cachinni affettati, trentadue denti e dentiere bianche più dell’avorio. Chiaramente, come si può intuire, non fu troppo difficile entrare subito in netto contrasto: cominciai a far notar loro alcune cose a mio giudizio sbagliate, portando esempi concreti, ma queste (le suore) subito mi bollarono come un disturbatore della quiete e non esitarono a riferire di me alla Madre Superiora. Si favoleggiava che non accadeva da anni che la Madre Superiora chiamasse qualcuno, un allievo, nel suo Orifizio. Bene, l’incontro si fece: e furono tuoni e lampi, i lampi miei, i tuoni quelli della Madre Superiora, perché i lampi fulminano, i tuoni invece son soltanto la loro triste eco. Ebbi però modo di comprendere che con quei diavoli di tuoni, la Madre mi rompeva ben bene gli orecchi e qualcos’altro anche. Alla fine mi comminò un’espulsione se non avessi ritirato alcune mie dichiarazioni che avevo scritto in una relazione. Disobbedii. La reazione fu che ci pensarono loro a censurarmi la relazione riscrivendola di loro pugno e firmandola con il mio nome. Non so neanche io quante bestemmie piantai, e alla fine me ne andai non sostenendo l’esame ma piantando su un casino che vi lascio immaginare. Tutto questo per dire che la perfidia, il diavolo, è un “sorriso”, e le suore il sorriso del diavolo ce l’hanno e nel corpo e nell’anima. Nel frattempo ero diventato giornalista: fu per questo solo motivo che non fui segato passando l’esame pur non avendolo sostenuto. Non raccattai mai quel pezzo di carta che attestava che avevo seguito con profitto non-si-sa-bene-cosa.

Gli amici, strani esseri sul serio, devo dire in tutta sincerità. Mah! Le poche volte che si è fra noi maschi, vi assicuro che sono insopportabili, anche se poi un po’ tutti cercano di rendersi simpatici con imbarazzanti scene del tipo “io sono macho”, “io onanista”, “io scimmia”, “io latin lover vergine al cento per cento”, e via di questo passo. Quando s’arriva a questo punto, volto le spalle – ed è pericoloso, molto, per ovvie ragioni che lascio a voi intuire – , ragion per cui me la batto con una scusa del tipo, “…il babbo mi sta in ospedale e non si sa mai che… facciamo gli scongiuri, ma voi capite che…”. Non se la beve nessuno, ma se non altro io me la batto via, e quelli ancora lì a menarsela, mentre cercano indarno di capire chi fra di loro ce l’ha più duro. Non voglio sapere come potrebbero metter a nudo chi ce l’ha sul serio lungo e duro.

In quanto al mio matrimonio, mi sono sempre visto sposato a una casinista, nel senso che non ci sono più le fanciulle d’un tempo che sapevano cucinare e pure rammendare i pedalini al maritino, ragion per cui mi sono rassegnato, dividerò la mia porca vita insieme a una donna baffuta.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
Questa voce è stata pubblicata in arte e cultura, Beppe Iannozzi, cultura, editoria, fiction, Iannozzi Giuseppe, Iannozzi Giuseppe o King Lear, letteratura, narrativa, racconti, racconti semi-autobiografici, segnalazioni, società e costume e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

2 risposte a Soltanto il diavolo conosce il diavolo | di Iannozzi Giuseppe

  1. cinzia stregaccia ha detto:

    e le sue sfumature…
    cinzia

    "Mi piace"

  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Sì, e le sue sfumature. Ma forse c’è di più oltre le sfumature. 🙂

    bacione

    beppe

    "Mi piace"

I commenti sono chiusi.