Politica aziendale in libreria? – di Iannozzi Giuseppe

Politica aziendale in libreria?

di Iannozzi Giuseppe

Collegandomi al discorso avviato da Antonio Paolacci, qui

E’ una politica aziendale in voga in un po’ tante catene che vendono libri, dischi, e non solo. Una politica aziendale che perdura da parecchi anni. Non faccio il nome della catena di negozi, ma l’altro giorno una signora cercava un disco. Si rivolge al cassiere che non sa niente dell’artista; in ogni caso guarda a video, dice che il titolo è fuori catalogo, che non si può ordinare. La signora sbuffa: credo bene che sbuffi, il disco è uscito appena un anno or sono. Il commesso a video non lo vede. Probabile che non sia stato inserito nel database, ragion per cui per il commesso l’artista non esiste. Io sento tutto, mio malgrado: prendo il disco e lo porgo alla signora, come nulla fosse. Mi ringrazia. Crede che io sia un commesso. Le dico che non sono un commesso. Il commesso della catena distributiva che ho davanti farfuglia che forse il disco era nascosto. Gli rispondo che così non è, che ce n’è una pila bella folta e gliela indico. Ho detto tutto o no?

E un anno fa, stessa catena di negozi: chiedo un Mer****** di William Butler Yeats alla commessa di turno. Guarda a video. Mi dice di aspettare. Aspetto. Arriva dopo cinque minuti con una copia supereconomica delle poesie di William Blake. Le dico che ha sbagliato, che io cerco Yeats e non Blake. Par abbia detto una bestemmia. Dalla sua faccia capisco che per lei Yeats e Blake sono lo stesso autore essendo che entrambi di nome fanno William.

In libreria ci vado eccome, in ogni caso: non amo comprare online i libri. Me li cerco da me, tra gli scaffali. E’ bello, è divertente. Il fascino della libreria non si può barattare con una cosa online. Ho bisogno di sentirlo il libro, di sentire l’odore di stampa e dell’inchiostro, di leggere la quarta di copertina, il bollino SIAE (quando c’è), e di guardare i particolari, impaginazione, carta, note critiche, traduttore,  etc. etc.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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14 risposte a Politica aziendale in libreria? – di Iannozzi Giuseppe

  1. orofiorentino ha detto:

    Sono assolutamente d’accordo con te. Andare in libreria è una goduria che non si può descrivere.
    Ci passerei giornate intere. L’odore della carta stampata è un profumo irresistibile.
    Mio marito dice sempre ” Se sparisci di casa: la prima cosa che faccio è fare un giro di tutte le librerie, scommetti che ti trovo? “.
    Quello che non sopporto è l’ignoranza dei commessi. Almeno per i classici dovrebbero conoscerli a menadito…
    Buona e bollente notte…in primis per il caldo folle il resto vedi te !!!!!!!

    Giovanna

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  2. romanticavany ha detto:

    Buongiorno!!!!!!!

    Le migliori “catene” di librerie ? le più conosciute in Italia Le più diffuse sono:
    Feltrinelli-Rizzoli, Edison Mondadori , Einaudi-Electa.
    Ma che pignoleria!!!
    Un commesso mica è un robot come può ricordare milioni e miliardi di libri, di poeti,di scrittori,di antologie,di ricette culinarie, di dischi, di enciclopedie,di trattati.L’unica cosa giusta per me che qui ho letto è : “In libreria ci vado eccome, in ogni caso: non amo comprare online i libri. Me li cerco da me, tra gli scaffali. E’ bello, è divertente. “
    Io mi sono sempre trovata bene e cmq. sarò stata fortunata perché per ogni cosa che ho chiesto ho ricevuto risposte soddisfacenti.

    Bacetti e lekkatine all’orsetto pignolo, goloso di pinoli.
    ♥ vany

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  3. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Agnellina, non è voler esser pignoli. Pensa un po’ se andassi dal macellaio chiedendo delle fettine magre di pollo e quello ti presentasse invece delle bistecche grasse di maiale dicendoti che in fondo la carne è carne.

    Un commesso dovrebbe essere una persona di cultura, che sa. Un tempo non era così, oggi invece molti sono quelli che non sanno distinguere un libro di cucina da un giallo.

    Tu sarai stata fortunata, o avrai incontrato commessi un po’ furbi, e di questo ne sono felice. Ma non è che la situazione sia rosea, l’ignoranza impera in ogni ambito e questo mi spaventa, perché con l’ignoranza si schiavizza un popolo.

    Vero verissimo, adoro i pinoli. ^__^ L’orsetto se ne fa certe scorpacciate. 😀

    ♥ ♥ ♥ Bacetti e leKKatine, Angioletta Vany golosa di fragole e ciliegie rosse e succose

    orsetto di VaNY

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  4. cinzia stregaccia ha detto:

    Nulla è più come tanti anni fa..nelle nuove librerie non si respira più quella aria impregnata da quell’odore inconfondibile che ti abbracciava e i commessi lavorano ormai senza passione che contraddistingueva quelli di allora
    cinzia

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  5. romanticavany ha detto:

    Ma che drammaticità!
    Non è possibile che vediate sempre tutto nero.
    Il tuo esempio è un colabrodo caro King, fa acqua da tutte le parti.
    Di solito dal macellaio so quello che voglio e lui non mi inganna perché conosco abbastanza bene i tagli di carne, ho sempre mangiato bene a casa mia e mia madre sempre mi ha spiegato ogni cosa durante la spesa, per cui non mi faccio ingannare.
    In libreria compro i libri che mi piacciono e se ho chiesto qualcosa ad un commesso o al titolare mi è sempre stato risposto con cortesia e con professionalità.
    A questo punto deduco che siete tutti vecchi brontoloni sempre a dire una volta..una volta; Una volta c’era meno di tutto non c’erano i libri di Iannozzi, di Laura Liberale, di Chiara Perseghin, Abel Posse,Valerio Baselli ecc.ecc.ecc.ecc…
    Una volta mio nonno era giovane ora ha 68 anni e tu sei vecio e barboso

    e Voi criticate,criticate!! Ma per favore non drammatizziamo per ogni cosa per un episodio che può capitare .In fondo Voi chi Vi credete di essere.
    Ho letto anche da Antonio Paolacci… che pesi. compreso i tuoi commenti..
    Se non trovate ciò che volete in libreria, datevi una mossa ordinatelo in un’altra libreria o cartoleria, se una cosa la volete prima o poi l’avrete.
    LAMENTONI.
    bye ♥ vany

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  6. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Dopo ti faccio un bel palliatone, così impari. ♥ ♥ ♥

    orsetto di VaNY

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  7. cinzia stregaccia ha detto:

    Vany noi siamo vecchi e brontoloni tu troppo giovane per poter capire la differenza.Hai perso molto anche se non è certo colpa tua esser nata “così dopo” ahahaha.
    bacione 🙂
    cinzia

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  8. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    E’ così, Vany è così, quello che sente lo dice: è giovane, molto giovane, ma anche nello spirito e questo non è affatto un difetto. ♥

    bacione

    beppe

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  9. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Non è che siamo noi dei lamentoni. E’ che purtroppo le grandi catene, e non dico tutte, spesse volte non hanno quel che chiedi loro e cercano di rifilarti un prodotto che loro dicono uguali o simili. Il lettore non forte, ovvero quello che non si spara ogni settimana un 10/15 libri, puo’ anche crederci. Io non ci credo. Ho letto migliaia di libri, per cui non mi si fa fesso. Però c’è da parte di alcuni un atteggiamento che non è onesto nei confronti del comune lettore di tutti i giorni.

    Ma i libri di Iannozzi non ci sono sul serio. Deve ancora uscire, per cui ovvio che non ci sia. Ma gli altri ci dovrebbero essere.
    Quando tu non eri ancora nata, io ero un ragazzo di 13 anni, andava in una libreria, una di quelle librerie che purtroppo non ci sono più e che avevano davvero tutto. C’era il libraio, un signore gentilissimo e con una cultura così forte che rimanevo per delle ore ad ascoltarlo, mentre frugavo fra gli scaffali. Mi dava consiglia, mi raccontava degli autori, dei loro libri: una persona in gambissima. Purtroppo ha dovuto chiudere perché sono sorte le grandi catene di negozi e lui, povero libraio, non poteva reggere la concorrenza. Io da lui ho trovato libri che non avrei mai trovato altrimenti, perché era uno che prendeva tutti i libri, non solo quelli degli editori grandi come Mondadori, ad esempio. Ecco cosa manca oggi: il libraio che è stato sostituito da un commesso, a volte gentile e non dico di no, ma che spesse volte, come ho purtroppo avuto modo di verificare, non sa e non è preparato, capace di scambiare Catullo per un giallista.

    I libri che leggo per mio piacere me li procuro da solo, vado in altre librerie, soprattutto nelle remainders che a Torino sono buone, che hanno anche parecchi titoli oramai fuori catalogo. Quello che voglio dire è che una vera libreria dovrebbe avere tutti i titoli e non solo quelli di alcuni autori ed editori: il lettore ha sempre ragione, è questa la regola, e se non viene accontentato piuttosto non legge, ma non deve essere ingannato.

    Bacioni, Uccelletto del Paradiso ♥ ♥ ♥

    orsetto di VaNY

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  10. cinzia stregaccia ha detto:

    con tutta la simpatia e l’affetto che ho per Vany credo che a volte bisognerebbe pensare che forse gli altri parlano di cos che lei non ha vissuto o che magari anche se le avesse vissute le sarebbero scivolate addosso perchè per lei non importanti. e credo che così sarebbe stato da quel che leggo in questi suoi commennti. Non comprende fino in fondo di ciò che parliamo.. ma non è colpa sua certo.
    e con questo per me il discorso è chiuso 🙂
    ciao a tutti
    cinzia

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  11. cinzia stregaccia ha detto:

    “ciò di cui parliamo” è meglio..
    cinzia

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  12. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    No, dai. Non dire questo, Cinzietta. Vany ha i suoi gusti e legge secondo i suoi gusti, ci mancherebbe altro: è un diritto imprescindibile che ognuno abbia i propri gusti. Non comprende forse appieno perché non ha mai visto le città quando pullulavano di librerie e di librai sapienti che sapevano vita morte e miracoli di ogni libro e autore. Erano altri tempi, sicuramente migliori. Vany è di una altra generazione, più giovane, ma non è mica la sua colpa se oggi ci sono sol più i grandi centri commerciali e le grandi catene di negozi? Cinzietta, io sono venuto su così perché ho vissuto il mio tempo, sono stato influenzato da certe cose che oggi non esistono più. E così è per noi tutti. Chi nasce oggi, forse, non saprà neanche dire che cosa è un libro, perché si troverà di fronte agli ebook.

    bacione

    beppe

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  13. cinzia stregaccia ha detto:

    Beppe infatti io non parlavo di gusti ci mancherebbe altro!!! parlavo di quello che tu dici nella seconda parte del tuo comm e che infatti non è colpa sua e non puoi capire Penso solo che prima di sparare a zero bisognerebbe pensare un attimo e che non è veder nero la nostra ma solo la possibilità di far paragoni fra “ieri e oggi” che lei non ha, solo questo 🙂 ciao ciao
    cinzia

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  14. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Vany parla con il cuore in mano, con piena sincerità: questo lo apprezzo molto, moltissimo. Noi abbiamo visto com’era ieri e possiamo fare un paragone forse migliore di chi rispetto a noi è più giovane. Ciò non toglie che le nuove generazioni domani forse avranno di più o forse di meno: una sola cosa è sicura, i giovani hanno competenze e capacità che noialtri non possiamo più sperare di conquistare. La società cambia, guai se così non fosse: speriamo solo che la memoria non si perda. L’incunabolo è stato sostituito dal libro così come oggi lo conosciamo. Domani potrebbe essere sostituito dagli ebook. La mole di informazioni che si producono giornalmente è allarmante: almeno una parte del sapere, affinché non vada perso, dovrà comunque essere tradotto in altre forme e utilizzato con altri mezzi. C’è però da dire che a tutt’oggi non sappiamo realmente quanto una unità di archiviazione di massa possa durare nel tempo: un cd, ad esempio, ci assicurano che dura anche 100 anni; ma nessuno di noi ha un cd vecchio di 100 anni da provare per vedere se funziona o no. Il libro invece, lo sappiamo, dura nel tempo se è un libro ben fatto, anche 400, 500, 600 anni. Il rischio, con la tecnologia, è che credendo di immagazzinare il sapere invece lo disperdiamo. Quanti dati sono andati persi per colpa d’una tecnologia ancora non perfetta e che non sappiamo realmente quanto possa resistere nel tempo? Penso che il libro così come oggi lo conosciamo sopravviverà, ma non sarà amato da tutti. Un’ultima considerazione: sino a qualche anno fa il vinile, il classico 33 giri, era stado sepolto. Oggi è stato tirato fuori dalla tomba ed escono quasi più 33 giri che non cd. Ci sarà pure un perché. Lo stesso potrebbe accadere per il libro cartaceo, per le librerie. Il vinile dura nel tempo, rende meglio di un cd o di un SACD. Gli artisti lo hanno capito, ed hanno anche capito che un vinile non lo puoi piratare tanto facilmente, mentre un cd sì.

    Bacione e dolce notte

    beppe

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