Stalin e la niupeppica | di Iannozzi Giuseppe

Stalin e la niupeppica

di Iannozzi Giuseppe

Iannozzi: Buongiorno…

Buongiorno un cazzo. Si pieghi a novanta gradi e ci baci i piedi, a tutt’e quattro.

Iannozzi: Devo proprio?

Certo che sì. Non c’è più rispetto.

Iannozzi: Come nella canzone di Zucchero.

Non ci piace Zucchero. Preferiamo Mozart.

Iannozzi: E perché?

Perché anche noi siamo come lui.

Iannozzi: Uva passa?

Ma stia zitto! Lei non capisce un fico secco.

Iannozzi: Siete in pantofole.

Certo. Come sempre.

Iannozzi: Io non bacio i pantofolai. La mamma mi ha raccomandato d’avere rapporti solo con chi più in alto di me, e voi non siete manco dei ciabattini.

Noi siamo i wuminchia, casomai le fosse sfuggito.

Iannozzi: Lo so: ce l’avete scritto in fronte.

Siamo belli, vero?

Iannozzi: Certo. Non potevate far uso migliore delle vostre teste.

Un colpo di genio.

Iannozzi: Si vede!

Che intende dire?

Iannozzi: Niente. Solo che sono dei bellissimi tatuaggi.

Non potrebbe essere altrimenti, sono i nostri nomi.

Iannozzi: Così se vi perdete per strada, non c’è pericolo: è un po’ come avere la targhetta, come i cani. Così non rischiate di diventare dei randagi. .

Il concetto è questo.

Iannozzi: Chi comanda fra voi quattro?

Ma come chi? Io.

Iannozzi: Robertino, il numero Uno.

Ha detto giusto.

Iannozzi: E gli altri quattro che fanno?

Ascoltano quello che io dico.

Iannozzi: E non pensano con la loro testa?

Perché mai dovrebbero pensare quando possono pensare con la mia?

Iannozzi: Già, giusto. Domanda stupida la mia. Chiedo venia. (tossendo) Dunque lei, Robertino, parla per tutt’e quattro.

E’ così.

Iannozzi: Belli i baffi.

Grazie. Ci tengo molto.

Iannozzi: Si vede.

Che cosa si vede? Non sono posticci.

Iannozzi: No, non sia mai. Intendevo dire che si vede che sono proprio dei baffi da gran signore.

Come quelli di Stalin.

Iannozzi: Non si poteva limitare a Magnum P.I., doveva proprio prendere a modello un diavolo di dittatore comunista?

Badi bene a come parla: noi obbediamo crediamo e combattiamo in nome di Stalin e di Cristo.

Iannozzi: Dei cattocomunisti, per dio!

Esatto.

Iannozzi: Porca la miseriaccia. Pensavo che non esistessero più simili creature da bestiario.

Abbiamo rischiato l’estinzione dopo la destalinizzazione in URSS. Ma siamo risorti.

Iannozzi: E come siete riusciti a… risorgere?

C’era un solo modo per noi comunisti: diventare culo e camicia con la Chiesa.

Iannozzi: Fatemi capire: per voi la vita è Falce e Martello… e il Crocefisso in legno d’ulivo.

Ma quale legno d’ulivo! E’ un bel Crocefisso massiccio d’oro pesante, così tanto che una sola benedizione è sufficiente a spaccare la testa al più infedele dei turchi.

Iannozzi: Ma Robertino… e la Falce? e il Martello? E la bandiera rossa?

Sono di contorno, servono per fare impressione.

Iannozzi: In pratica sono fumo negl’occhi.

Esatto. (accarezzandosi i baffi) L’importante è il Crocefisso. Noi ne abbiamo uno bello grosso, ce l’ha regalato il Papa in carne e ossa.

Iannozzi: Uno a testa?

Non sia esagerato. Uno. Però prima di andare a dormire lo baciamo tutt’e quattro. Ci mettiamo in fila indiana e…

Iannozzi: Per favore, niente dettagli scandalosi: questa intervista verrà letta anche dai bambini, non possiamo turbarli con delle immagini forti come di voi quattro in fila indiana che…

Okay, quand’è così… Però è un vero peccato.

Iannozzi: Non ne dubito. Però adesso mi piacerebbe arrivare al punto.

Quale?

Iannozzi: La niupeppica.

Che vuole sapere?

Iannozzi: La niupeppica, in sostanza che cosa sarebbe?

Lei ha mai letto “Il Capitale” di Karl Marx?

Iannozzi: No. Mi hanno detto che Marx è morto insieme a Dio. Praticamente abbracciati l’uno all’altro. Non ci volevo credere… poi un amico mi ha fatto vedere una foto di loro due, di Dio che abbracciava Marx prendendolo da dietro… una sconcezza… morire a quel modo.

Non è vero niente: Dio è vivo e Marx è vivo pure lui. Le hanno messo sotto il naso della sporca propaganda fascista e lei ha abboccato.

Iannozzi: La foto non lasciava adito a dubbi.

Un fotomontaggio.

Iannozzi: Dio e Marx che muoiono una presa per il culo? Non le pare di esagerare un po’? Perché mai simulare la morte di Dio e Marx…? Non ha senso…

Perché senza Dio e Marx noi cattocomunisti è come se fossimo una bufala.

Iannozzi: Ora è tutto molto più chiaro.

Dunque lei non ha letto “Il Capitale”.

Iannozzi: In compenso ho letto “Anche le formiche nel loro piccolo si incazzano” di Gino & Michele. L’opera completa.

D’accordo…

Iannozzi: Dunque torniamo alla niupeppica. Ci vuole spiegare nel dettaglio di cosa si tratterebbe?

La pubblicità è l’anima del commercio.

Iannozzi: Okay, questo è un concetto vecchio che sanno cani e porci. Ma la niupeppica?

La niupeppica è: anima, commercio, pubblicità.

Iannozzi: Accidenti che roba! E chi ci sarebbe mai arrivato…

Adesso lei conosce la verità e la sua intervista darà modo a milioni di lettori di assimilare il concetto.

Iannozzi: Quand’è così, direi che è tutto.

Come, tutto? Noi abbiamo dato la nostra disponibilità.

Iannozzi: E di ciò quattro gatti morti, poco ma sicuro, ve ne saranno grati: vi leggeranno con molta attenzione, come si legge il futuro nelle interiora dei pesci.

No, non è giusto…

Iannozzi: Non c’è altro da aggiungere: il concetto l’avete spiegato. Adesso è tempo di diffondere il significato della niupeppica. O avete forse da aggiungere qualcos’altro?

No.

Iannozzi: Allora l’intervista è finita.

Ma noi…

Iannozzi: Lo so, vi aspettavate chissà quali domande, ed invece è stato tutto così… indolore.

E’ come se non avessimo detto niente.

Iannozzi: Coraggio… su, non buttatevi giù così. Se volete ho una domanda di riserva.

Davvero?

Iannozzi: Certo. Che tempo farà domani?

Questa è difficile. C’è bisogno d’un consulto. Quattro teste ragionano meglio di una.

Iannozzi: Lo penso anch’io. Allora io andrei…

Ma non aspetta che ci consultiamo…!

Iannozzi: No, non è il caso. E poi sta già piovendo. Se non mi do una mossa viene giù il diluvio universale.

Quand’è così non la tratteniamo oltre. Le telefoniamo per darle la risposta, d’accordo?

Iannozzi: Perfetto. Geniale. Ora capisco perché siete i wuminchia. Nessuno ve lo può mettere in quel posto. Geniali. Assolutamente. Ciao wuminchia.

(agitando tutt’e quattro la pargoletta mano) Ciao Iannozzi, ciao.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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4 risposte a Stalin e la niupeppica | di Iannozzi Giuseppe

  1. opi0 ha detto:

    già, anche a me ispirano poca simpatia.

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Direi che non sei il solo a cui non ispirano simpatia. Se c’è una parte che li ama, c’è una parte non mengo grande che non li ama: solo che i più hanno paura di dirlo apertamente, nel timore che… possano avere delle ritorsioni, soprattutto se hanno ambizioni letterarie o se hanno già pubblicato qualcosa.

    beppe

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  3. cinzia stregaccia ha detto:

    beh sei stao sempre molto chiaro nei loro confronti.
    cinz

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  4. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    All’inizio, molto molto tempo fa oramai, un 10 anni or sono o più, rimasi conquistato da loro e dai loro compagni. C’è però voluto poco perché rivelassero il loro vero volto, o forse è più vero che nella ingenuità di ieri non mi accorsi per tempo di com’erano in realtà. In ogni modo una volta che la loro faccia l’ho riconosciuta per quel che è, mi sono staccato e dalle loro idee pseudo-letterarie e da quelle politiche. Non me l’hanno perdonato e nel corso degli anni gli attacchi, più che meschini, nei miei confronti non sono stati pochi. Ma è più vero dire che attaccano chiunque non sia della loro idea, o che osi solamente controbatterla. Insomma, la loro è una posizione stalinista che non accetta confronti: si credono i depositari della Verità Assoluta. Ma vadano a passeggiare.

    bacione

    beppe

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