Giulio Mozzi venduto al macero | di Iannozzi Giuseppe

Giulio Mozzi è l’ultimo a scendere

perché la sua è una scrittura anoressica

di Iannozzi Giuseppe

Questa recensione fu vergata il 22 giugno 2010.

Oggi, su Vibrisse bollettino, Giulio Mozzi comunica quanto segue:

L’editore Mondadori mi ha appena avvisato – tramite il mio agente – che entro breve il mio ultimo libro di racconti, Sono l’ultimo a scendere (e altre storie credibili), pubblicato nel 2009, sarà mandato al macero e messo fuori catalogo. Naturalmente posso acquistarne quante copie voglio – nei limiti della giacenza – a prezzo superscontato (devo comunicare la mia decisione entro il 30 giugno). gm

In luogo di commento Mozzi scrive:

– Credo che il libro non abbia fatto più di 4.000 copie (sto aspettando i resoconti del 2011). Non sono molte. Non sono abbastanza per tenerlo in magazzino, né abbastanza per metterlo negli Oscar.
– In realtà, che il libro sarà disponibile per tutto giugno è solo una mia ipotesi (perché entro il 30 giugno devo comunicare a Mondadori se intendo acquistarne delle copie). Per questo ho scritto genericamente “entro breve”. Ma ora sistemo.
Tengo a precisare che ho pubblicato questa notizia solo perché è una notizia che mi riguarda. Non per sollecitare l’acquisto del libro. Né per criticare la decisione di Mondadori: so perfettamente che editore è Mondadori, non mi aspettavo niente di diverso, e quindi sono soddisfatto.

uasNon un libro. Non un diario. Raccontini che non si possono collocare né nella narrativa più spicciola o informale che dir si voglia, né in un’altra ghettizzante categoria, in una qualsiasi. Minimalismo spietato (oserei dire “anoressico”) e retorico, scrittura finalizzata all’abbrutimento della lingua italiana. Pagine di dialoghi su dialoghi, tutti sempliciotti quando non insignificanti, perlopiù ambientati in stazioni ferroviarie e cabine di treni. Raramente qualche accenno al mondo editoriale, ma in maniera trasversale e riduttiva, quasi l’autore volesse lasciare a intendere che “son tutte rose e fiori in ogni caso”.

Una raccolta di racconti già apparsi in rete, nel corso di quattro o cinque anni o giù di lì: Sono l’ultimo a scendere di Giulio Mozzi, Mondadori, collana Scrittori italiani e Stranieri, 263 pagine all’imbarazzante non modico prezzo di 18 Euro e 50 centesimi esatti, si contraddistingue per la sua perfetta inutilità, anche se imprigionati nella toilette di un treno senza un solo accenno di carta igienica. Preferibile di gran lunga tirarsi su mutande e pantaloni, rinunciare a utilizzare le pagine inchiostrate del libro per pulirsi in mezzo alle terga, e tornare in cabina seduti al proprio posto facendo finta di niente.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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2 risposte a Giulio Mozzi venduto al macero | di Iannozzi Giuseppe

  1. betta ha detto:

    ma chi è questo cretino? ma l’ha letto il libro?

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Elisabetta, mi piace che mi si dia del cretino, così, tanto per divertirsi. Lei si dverte? Io no.

    Il libro l’ho letto, come tutti i libri che recensisco. L’ho putroppo letto insieme a tanti altri libri che ho stroncato al pari di questo. La critica non fa concessioni, a nessuno. Puo’ non essere d’accordo con la mia critica, ma venire qui a darmi del cretino la identifica piuttosto bene.

    Cordialmente in ogni caso,

    g.i.

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