Il Führer della Critica | di Iannozzi Giuseppe

Il Führer della Critica

di Iannozzi Giuseppe

Il Mostro Sacro! Sacro, come suona bene agli orecchi dei critici, del pubblico, dei pippaioli che a tutti i costi cercano la perfetta esegesi di un romanzo o d’un saggio. E la critica, la critica, quant’è noiosa la critica operata sulle critiche! Diavolo, bisogna aver proprio un cuore d’acciaio per prestare attenzione al Mostro Sacro della Critica, perché se uno ha un soffio al cuore (o anche un soffietto o un fischietto, che per inciso son acciacchi sempre utili in certe occasioni mondane-salottiere di libri & autori a spalmarsi complimenti in faccia giusto per ridere e piangere appassionatamente insieme, per far orgia… il resto immaginatevelo da soli), dopo una, due, tre, incazzature, è quasi certo che alla terza gli prende un coccolone o almeno un Coccolino griffato nel balsamo dell’ammorbidente! Ah, tutti sono artisti, tutti sono bravi, tutti sono profondamente intoccabili. Un vizio davvero brutto quello dell’intoccabilità: gli autori sono intoccabili, i critici sono intoccabili, il Papa è intoccabile, i politici sono intoccabili, tutti ma proprio tutti sono intoccabili, persino io sono intoccabile, perché se ci provate a dirmi una parola contro – non sia mai! – giuro che vi mordo per il semplice piacere di mordervi, di succhiarvi via un po’ di sangue e in ultimo di gustarmi il vostro cervello per dessert, al cesso!


Si parla tanto di libertà di espressione, ma questa libertà è veramente libera dai pregiudizi?
Ecco, entro in libreria: un mare di libri, tanti, così tanti che mi sento imbarazzato. Non so proprio cosa scegliere. Forse è meglio che dia in custodia il mio gusto critico al prezzo di copertina. Sì, penso che farò proprio così. Quello che costa un po’ meno degli altri, è sicuro che me lo porto a casa, e magari me lo leggo pure (se avrò un po’ di tempo da sprecare); poi, il giorno dopo, ne parlerò ai miei colleghi e dirò che ho letto un libro di Tizio (perché ovviamente non ricorderò il nome dell’autore), ma, ovviamente, subito puntualizzerò che quello, proprio quello, è il mio autore preferito. Eh già! Perché quel Tizio c’ha certe idee che gli altri manco se le sognano. Ovviamente avrò letto solo la quarta di copertina, non avrò capito niente, ma fa lo stesso perché l’importante è apparire, o meglio, l’autore è mio e me lo gestisco io! E per me, per sempre, sarà investito dall’aura dell’intoccabilità. Solo per me, perché l’autore è proprio mio, è un prolungamento del mio cervello grosso come una nocciolina. Ma poi scopro che non sono il solo: tragedia! Altri hanno avuto la mia stessa geniale pensata. Che fare? Dannazione, tutto questo non era previsto. Potrei… no, farli fuori tutti non è fattibile: sono sì un assassino, però non sono ancora tanto bravo a vestir il ruolo del pluriomicida. Potrei far finta di niente, ignorare tutti gli altri come me, ma posso essere sicuro che loro eviteranno di avvicinarsi a me? No, non ne posso essere sicuro. Che fare? Dannazione, mille volte dannazione. Poi il colpo di genio: uscire allo scoperto. Perché non averci pensato prima? La soluzione era proprio sotto i miei occhi: basta che mi aggreghi a chi come me; continuerò a parlare bene di Tizio, ma poi, io che sono furbo, li fregherò tutti e di nascosto mi troverò un altro idolo letterario da sostituire a Tizio. Sì, farò proprio così. Passando davanti a una vetrina, ho visto un libro firmato da Caino & Abele con lo sconto del 15% sul prezzo di copertina. Che cosa pretendo di più? Chi mi pretendo in più? Due idoli al prezzo di uno. Che dico? Al prezzo di Uno, sturatevi gli orecchi, per Dio. C’è lo sconto. Già, mi porto a casa due idoli, Caino & Abele e nessuno ne saprà niente, perché io continuerò a tesser le lodi di Tizio insieme a quegli idioti che si credono come me e che parlano tanto di Tizio come (se) fosse l’unico dio-führer in Terra. Non mi scoprirà mai nessuno. Mai. Tizio sarà sempre il mio ‘intoccabile’, quello da dare in pasto alla Critica quando mi trovo in pubblico per mettere in mostra le mie grandi capacità interpretative. Ah, il Critico! Che mostro che è… che sono!

Autori classici, mainstream, letteratura di genere, tutti – proprio tutti – sono intoccabili, e anche i minimalisti hanno la loro dignità, è ovvio. Io sono minimalista per moda, ma anche un po’ animalista quando il Mostro Sacro della Critica prende possesso del mio cervello. Già, minimalista e animalista. Io gli autori, quando sono grandi davvero, c’ho il cuore buono e divento perfettamente animalista: io difendo i grandi autori dai torti che i critici gli muovono contro. Quelle serpi critiche, io le ammazzo tutte, tutte le calpesto e non provo un briciolo di pietà. Se poi le serpi rischiano l’estinzione, il mio animo profondamente animalista mi porta a difendere i serpenti, perché a me il mondo piace solo quando è vario. Allora a casa mi porto un bel serpentello e intanto mastico una succosa rossa mela adamitica, ovviamente nudo, in posizione dannunziana accasciato sulla costola che mi manca. Oh, è proprio così che funziona. Ieri ho persino rinunciato a guardare la televisione; ho preso in mano un libretto davvero insulso, una vera serpe, ed è stato un atto di volontà mica da poco. Seduto sul cesso, quella serpe chissà cosa avrebbe potuto farmi. “Come è possibile l’arte come menzogna! Il mio occhio, quando è chiuso, vede in se stesso tante immagini mutevoli – è la fantasia che le produce, e io so che non corrispondono a realtà. Dunque credo in esso colo come immagini, non come realtà. Forme superficiali. Nell’arte c’è la gioia di risvegliare fede mediante superfici: ma questo non è un inganno? Il tal caso l’arte cesserebbe! E pure l’arte vuole l’inganno – ma non veniamo noi ingannati? Da dove viene il piacere del tentato inganno, dell’apparenza che viene sempre riconosciuta come tale? L’arte tratta dunque l’apparenza come apparenza, dunque non ha intenzione di ingannare, è vera. La contemplazione pura, senza desiderio, è possibile solo verso un’apparenza che viene riconosciuta come tale, che non vuole affatto sedurre alla fede e dunque non eccita per niente la nostra volontà. Solo chi fosse capace di contemplare tutto il mondo come apparenza sarebbe in grado di guardarlo senza desiderio e senza istinti – artista e filosofo. Qui ha fine l’istinto. Finché si cercherà la verità nel mondo, si rimarrà sotto il dominio dell’istinto: ma questo cerca il piacere, non la verità, vuole la fede nella verità, dunque gli effetti piacevoli di questa fede. Il mondo come apparenza – santo, artista, filosofo.” (Friedrich Nietzsche, L’innocenza del divenire – Antologia dai frammenti postumi 1869 – 1888)

Ragazzi, ecco, sono ancora qui, vivo e vegeto. Anzi più vegeto che vivo. Comunque l’importante è che ancora ho la forza di dire “io sono”. Già, nutro il sospetto d’esser nato vecchio e che vecchio morirò. Anche se vegeto, “io sono” più di voi, con tutta la mia truccata ipocrisia, con tutta la mia rinnovata ingenuità, io, io non perdono e tocco il Mostro Sacro della Critica. Adesso vi lascio: in vetrina ho visto uno strano libro firmato da Sempronio… E’ ora che rinnovi il mio dio, perché Tizio, Caino & Abele, ormai sono sulla bocca di tutti, troppo vecchi. Troppo davvero. Pensavo che almeno Caino & Abele non diventassero di dominio pubblico; così non è stato. Devo averne parlato alla mia amante quando mi ha aperto le gambe tentando di mordermi con la sua figa per rubarmi un’altra costola con la scusa che la figa è la figa; e quella, la mia lei-amante, è una pettegola che il giorno dopo non le riesce proprio di tener la bocca-figa chiusa. E così, adesso, ne parlano proprio tutti & tutti si ammazzano per Caino & Abele. Che noia! O, oh, che troia! Speriamo solo che Sempronio abbia pure lui il vizio di svendersi con uno sconto sul prezzo di copertina!

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
Questa voce è stata pubblicata in arte e cultura, controinformazione, critica, critica letteraria, critici letterari, cultura, editoria, Iannozzi Giuseppe, Iannozzi Giuseppe o King Lear, letteratura, libri, riflessioni, satira, società e costume e contrassegnata con , , , , , . Contrassegna il permalink.

11 risposte a Il Führer della Critica | di Iannozzi Giuseppe

  1. annamaria49 ha detto:

    Parole mordenti, sarcastiche al punto giusto, un bel pezzo! La tua prolissità è molto interessante, oltre che di grande qualità.
    un affettuoso saluto
    annamaria

    "Mi piace"

  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Cara Annamaria,

    avendo lanciato degli strali non da poco contro il minimalismo, mi sono permesso d’usare dei periodi particolarmente lunghi e involuti, gogoliani. 😉 Per farla breve, l’ho fatto apposta. Sono proprio un mostro. 😀

    Grazie infinite d’avermi letto e d’aver apprezzato questo pezzo un po’ difficile.

    Un caro saluto a te

    beppe

    "Mi piace"

  3. orofiorentino ha detto:

    Ho letto con grandissimo interesse, spero di non essere inopportuna nel Suo blog.
    Mi è piaciuto veramente il lato mordace, profondamente realistico. Mi permetta di dire che: leggerla è una piacevolissima novità.
    Cordialmente

    Giovanna

    "Mi piace"

  4. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Ma cosa le passa per la testa, cara Giovanna? Lei innopportuna? Non lo pensi neanche alla lontana.
    E’ una critica alla ‘critica’, usando una scrittura volutamente involuta, a tratti gogoliana, per evidenziare i possibili pericoli cui si puo’ andare incontro riducendo la scrittura ai minimi termini, così come vuole il minimalismo.

    Un caro saluto

    beppe

    "Mi piace"

  5. orofiorentino ha detto:

    Grazie Giuseppe, i suoi commenti sono fonte di grande interesse e riflessione. Troppo spesso si trovano commenti che fanno pensare solo ad un gesto gentile o al fatto che chi ha letto non ha capito niente.

    Le auguro una piacevole serata Giovanna

    "Mi piace"

  6. romanticavany ha detto:

    A chi non piace andare in libreria leggere trame e recensioni, immergersi in racconti innamorarsi di testi o titoli da non sapere quali acquistare per non far torto ad un libro o ad un altro. Sostare un pomeriggio fino a diventare cieca per poi accorgersi che si è fatto tardi.
    Gli scrittori non sempre rimangono vivi dentro noi ma le loro storie sì,si calamitano nei nostri neuroni e non ci lasciano più..Gli scrittori in fondo sono esseri umani scrivono le loro fantasie , le loro emozioni, i loro sogni per questo ci sono quelli che fanno ridere e quelli che fanno piangere, io ammiro e trovo molto coraggioso chi scrive perché al giorno d’oggi molti sanno solo criticare…io non critico se dopo aver letto più pagine di un libro trovo lo scritto non di mio gradimento lo poso.

    Dolci sogni panino di burro 😉
    ♥ vany

    "Mi piace"

  7. romanticavany ha detto:

    "Mi piace"

  8. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Giusto, Polpettina nel sugo. ^__^ Se un libro non piace, lo si posa. E’ la prima regola che dovrebbe seguire un lettore. Io invece ho il vizio di portare a termine anche quei libri che non sono di mio gradimento: ma un critico non puo’ criticare un libro partendo da quello che è il suo gusto personale. Diverso è per il lettore che ha il sacrosanto diritto di abbandonare le letture che non trova interessanti.

    In ogni modo, i pelati, intendo gli scrittori pelati, ma in genere tutti i pelati versati in campo artistico, hanno una marcia in più. Sono più fascinosi. Non trovi anche tu? ♥ ♥ ♥

    Non so se il mio libro, che uscirà a breve oramai, ti piacerà o no. Però io te lo regalo a Te, poi magari leggerai le prime pagine e mi butterai in un angolino della tua cameretta a piangere. 😉 Perché tu forse non lo sai ma i libri piangono e con essi i loro autori.

    Ma ricorda sempre che un autore racconta la finzione, quasi mai la realtà e quand’anche dovesse raccontarla la distorce secondo le sue necessità espressive e immaginative.

    Non ti ho chiesto per la 4mani, perché credo non sia il momento data la situazione, ma in caso… Polpettina al sugo…

    Nell’intanto io ti riempio di bacetti teneriSSimi e castiSSimi ma non del tutto, ricordandoti che i pelatini sono i migliori. ^__^ ♥ ♥ ♥

    orsetto pelatino di VaNY

    "Mi piace"

  9. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Polpettina al sugo, sii forte… e se non ci riesci piangi pure lacrime di miele, e l’orsetto tuo verrà subito a leKKarle via dal tuo bel faccino. ♥ ♥ ♥

    orsetto di VaNY

    "Mi piace"

  10. cinzia stregaccia ha detto:

    concordo pienamente con il giudizio di Annamaria 49 Mi piace leggere questo “tipo” di tuoi scritti anche se oggi con un pò di fatica..;) Riguardo ciò che hai detto che dovrebbe fare ogni lettore quando un libro non gli piace non son tanto d’accordo..nel senso che almeno per me è impossible metterlo da parte e via devo fargli per forza una mia critica “mentale” sia positiva o negativa che sia
    ora chiudo..
    un bacione
    cinzia
    p.s. un abbraccio enorme Vany..

    "Mi piace"

  11. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Amo leggere i post e non fare l’ipocrita che passa su un blog per lasciare un commento insipido. Credo sia questa una forma di rispetto. Un blog impegna chi lo scrive, non vedo dunque perché non dovrei dimostrare almeno un minimo d’attenzione e serietà.

    Buona serata a te.

    beppe

    "Mi piace"

I commenti sono chiusi.