Coccole e zoccole (testamento contro, XXV) | di Iannozzi Giuseppe

Coccole e zoccole

di Iannozzi Giuseppe

Ci ho dato un taglio.
Ho messo sul piatto Don’t cry for me Argentina, nella versione di Madonna Ciccone ed ho così cominciato il mio lavoro.
Ho aperto la finestra.
Mi sono sporto fin quasi a volare giù.
Ho fatto un grosso respiro.
Ho salutato nessuno in particolare giù in strada.
Ed ho cominciato a spogliarmi.
Sono rimasto nudo come un verme nella cornice della finestra.

Tutto eccetto i baffi.

Un lavoro della madonna depilarsi come Dio comanda.
Per tutto il tempo ho cantato a squarciagola: proprio un’ugola di dolore. Non credevo d’esser tanto peloso. Ne è però valsa la pena, adesso sono proprio un gran bell’uccello spiumato pronto per ogni Pierino in cerca di sorprese e coccole. Devo sol più vestirmi come si conviene, non dimenticando d’ancheggiare.

Avevo pensato d’aggiungere il mio nome a quello dei già tanti suicidi dimenticati in meno d’un amen, poi, all’improvviso, l’illuminazione: con tante zoccole a piede libero, perché non avrei potuto esser io a loro uguale?

Ed eccomi qui, che barcollo su un cazzo di tacco 12 che la mia vicina di casa – grandissima consorella – ha avuto la bontà di prestarmi, però non senza un mio piccolo presente in segno di ringraziamento: d’altro canto è sempre vero che tira di più il pelo d’un bell’uccello che non un intero carro di buoi.

Mi tocca ora solo di farci il callo. Di trovarmi un parco clienti che col tempo possa diventare ben duro e consolidato, e non avrò più problemi di liquidità. La mia consorella, nonché amica della porta accanto, m’ha consigliato di tastare il terreno fra quelli che contano qualcosa più d’un cazzo, ovvero tra capitani d’industria, politici e politicanti (non importa se di Destra, Centro o Sinistra), nobili caduti in disgrazia ma solo per il fisco. Con una severa raccomandazione: evitare i portaborse, come la peste.

Informazioni su Giuseppe Iannozzi

Iannozzi Giuseppe, detto Beppe Iannozzi o anche King Lear. Chi è Giuseppe Iannozzi? Un giornalista, uno scrittore e un critico letterario Ma nessuno sconto a nessuno: la critica ha bisogno di severità e non di mafiosa elasticità.
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4 risposte a Coccole e zoccole (testamento contro, XXV) | di Iannozzi Giuseppe

  1. cinzia stregaccia ha detto:

    vendersi in fondo è stata sempre la strada più facile, ad un mercato o ad un altro…
    cinzia

    • Iannozzi Giuseppe ha detto:

      E’ chiaramente una provocazione. Inutile nascondersi dietro un dito: per l’Italia, or come ora, non c’è possibilità alcuna di risollevarsi. Il popolo è alla fame. La disoccupazione coinvolge la metà degli italiani. I soli a passarsela bene sono i politici che continuano a rubare e a non fare un solo giorno di galera.
      Non è una questione di vendersi. Il poveraccio che qui si fa trans per necessità è per non darsi la corda intorno al collo. E’ solo uno che cerca di sopravvivere.

      beppe

  2. cinzia stregaccia ha detto:

    si Beppe ho capito che cerca di sopravvivere ma anche come sopravvivere è una scelta.
    cinzia

    • Iannozzi Giuseppe ha detto:

      Avrebbe potuto scegliere di andare in giro con la pistola, finta o no che fosse, e rubare, con tutti i rischi che questo comporta per sé stesso, per la società, per chi dovesse mai trovarsi di fronte a un uomo così.

      Avrebbe potuto scegliere di chiedere l’elemosina per strada e ridursi a un barbone e morire di freddo o altro.

      Ha operato una scelta, quella più semplice e forse più umana alla fin dei conti.

      beppe

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