L’amor disperso | di Iannozzi Giuseppe aka King Lear

L’amor disperso

di Iannozzi Giuseppe aka King Lear

Walt Whitman

Walt Whitman

Di questi giorni
(non per noi né per piazza Alimonda)

Di questi giorni
meglio metter alla porta il cartello
“per favore, non disturbare”:
dio è fuori, e di testa sta male,
e suo figlio ha una sbornia pazzesca
da smaltire, e troppe croci
sotto cui scavare in cerca di chiodi,
di ruggine

Di questi tempi
meglio farsi furbi anche se non serve
a riempire la pancia:
vanno in giro con facce buffe e occhi d’inquisitore
per strapparti la lingua con tenaglie di bocche
e farne poi campanelli d’attaccare al collo
di capre nere più del culo del demonio
Di questi tempi
meglio spendere il poco che hai per un bicchiere,
o per una donna che ti riscaldi i piedi la notte
I fumettisti si fanno saltare in aria sui bus,
spargono sangue innocente a destra e a sinistra
E tu, mio amore impiccato al tuo cuore rivelatore,
non puoi farci davvero niente: il bastardo è un duro,
lo spacciatore e cenerentola stanno insieme già da un po’
e giù al governo tirano risate che manco dio,
poi s’accarezzano le mani e giù un’altra orgia di topi

Di questi tempi
meglio farsi furbi: quelli vogliono un capro
da eleggere eroe nazionale o puttana di stato
Di questi tempi
meglio non dar retta a chi ti promette amore:
prenderanno la parte migliore anarchica di te
e la daranno in pasto a un po’ tutti i santi e gli appestati
perché nessuno si senta escluso

Di questi tempi
meglio non credere al sangue di Piazza Alimonda:
non c’è vittima o carnefice che valga tutta la guerra
che oggi corre lungo le strade in cerca d’uno scoop
E’ solo che si è in un tempo sporco – porco:
giralo e rigiralo come credi il cadavere non cambia
Di questi tempi, di questi tempi è così

In questi giorni
meglio metter alla porta il cartello
“per favore, non disturbare”:
anch’io ho il cervello un po’ spostato
e un chiodo fisso, così ho preso le lontananze
da quelli come voi, da quelli come voi…

Tutto l’amor disperso

D’amor si soffre,
ma dove e come!
Chi l’avrebbe detto
saresti stato tu l’amore
che l’avrebbe portato via
il cuore mio
per darlo in pasto a un fiacco leone,
per sbatterlo dentro a una cattedrale
di dolore di sale
che da sempre s’erge
puntando alta la croce al cielo,
quasi un segno
da dio e dall’uomo
maledetto

Si soffre
col sorriso in fiore
nascondendo
l’anima più fragile,
avvolgendola
nell’ellera più tenera
quasi a credere
che possa esser difesa,
non per noi, non per noi
ma per quell’adorata metà
che con occhi supplici
ci guarda e ci guarda forte
tenendo il silenzio vivo
invitandoci
a raccontargli sogni felici

Tutto l’amor disperso
non so dire
né oso immaginare
per non darti triste sorriso
– pallido più del fantasma
che agl’occhi tuoi sono

Roberta

Roberta, Roberta mia,
tu non lo immagini no,
no che non lo immagini
quanto t’ho amata

E per questo presto
troppo presto sei volata,
lasciandomi
qui, al buio da solo,
con un pugno di mosche
e le carte da gioco sul tavolo
e il calamaio vuoto d’inchiostro,
di tutte quelle parole d’amore
che non ho saputo osare

Che farai adesso,
non lo so immaginare:
bacerai un filo d’erba
e l’ombra del vento
Dormirai fra petali di rose,
coccinelle e sogni di fate
Che farai adesso
che sei volata via?

Roberta, Roberta,
tu non lo immagini
quanto piange il calamaio
ormai privo d’ogni angoscia
e d’ogni possibile gioia
Non la immagini l’aridità
che l’ha preso

Eppur t’amo, t’amo ancora
– semplice verità
che tu non sai, Roberta mia

Spogliami

Se è uno scherzo
– t’avverto –
è di cattivo gusto, Bimba

Che fai,
con questa canicola
che ci spinge a spogliarci
dell’anima?

T’avverto: ti voglio bene,
e se rientri nella mia vita
non puoi pretendere
che sia per un attimo appena
Se attraversi di nuovo la porta
di casa mia, allora fallo con gioia
e dimmelo con un bacio
che sei sempre stata mia
durante tutta questa assenza

Spogliami dell’anima
in mia presenza, e baciami
per l’Eterno

Tu mi lasci

E così pure tu
t’addormenti
Mi lasci
come sempre
Come tutte le donne
che nella vita mia
son passate distratte
per lasciarmi un bacio,
la curva dolce dei fianchi
per poi portarsi lontano
di spalle

Leggo il giornale
– annuso il mattino
Sorseggio il caffè,
e capisco che così no,
non va affatto bene

Necrologio

Scusa, adesso spiegami
No, meglio di no
Devo ancora svegliarmi,
accendere la lampadina
in cucina, metter su il tè,
spararmi una sega,
leggere la nera e i necrologi,
guardare fuori dalla finestra
il mattino che non vuol venire,
telefonare al dottore
per raccontargli il chiodo fisso,
fare una doccia e uno shampoo
e altre sciocchezze così
Facciamo così: mi spiegherai
un’altra volta perché sei andata via
con quel sorriso enigmatico,
come se avessi il mondo
ai tuoi piedi
Scusa, non adesso
Ho da scrivere un epitaffio
prima che sia l’alba
anche se non so davvero
che cosa ci metterò dentro
Ho le tasche vuote,
saccheggiate come certe tombe
E per giunta ho un debito
col becchino: a carte sono pessimo
come sai, perdo ogni mano

Preghiera

Ti porto un timido bacio
con la convinzione
che l’amerai più di me
Ti porto un po’ d’amore
con tutto il poco che ho
sicuro che l’avrai a cuore,
che ne avrai cura più di me

In questa mattina di dubbi,
di solitudini di mute voci
reggimi la mano per un istante
e prega dio per il mio bene
ma in assoluto silenzio

Ti regalo un bacio, uno
e non uno di più: t’amo così
e altro non so, mia Stella
– preghiera sospesa
tra il cielo e l’infinita paura
che la Fine deposita il seme
in terra per sempre a marcire

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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4 risposte a L’amor disperso | di Iannozzi Giuseppe aka King Lear

  1. acquetta? ha detto:

    belle e dolci… tanto… mi era mancato leggerti…

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Acquetta, tu mi devi tanti e tanti fazzolettini! 😀

    Non sono perfette così come avrei voluto, ma ho dei limiti anche io e poi fanno parte d’una vecchia produzione, di tanti anni or sono, ripescate dai miei archivi.

    Anche a me mi sei molto mancata, ma sappi che sei sempre la benvenuta qui: i commenti, come sai, sono oramai aperti a tutti.

    Un bacione grande grande

    beppe

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  3. cinzia stregaccia ha detto:

    allora la memoria non mi ingannava perchè due specialmente le ricordavo bene..Roberta e Tu mi lasci.
    Buongiorno Beppaccio
    cinzia
    p.s. sta acquetta anche lei mi pare di ricordarla ahahah :)))))))))))))))

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  4. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    No, la memoria non ti ha ancora fatto cilecca. 😀
    Ho solo apportato piccolissime variazioni, virgole e qualcos’altro. Ho pensato fosse bene metterle online, in quanto mi paiono abbastanza ben riuscite.

    Bacione

    beppe

    P.S.: Conosci anche tu questa Acquetta? Ma davvero? Pensavo di conoscerla solo io. ^__*

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