Le ceneri di Pirandello | di Iannozzi Giuseppe aka King Lear

Le ceneri di Pirandello

di Iannozzi Giuseppe aka King Lear

Mi resi subito conto che era la Fine nel momento in cui Pirandello esalò l’ultimo respiro. Il Drammaturgo era morto nella convinzione che dopo di lui milioni di esseri umani avrebbero comunque dato vita ad altrettanti personaggi a favore del palcoscenico, dell’Arte. Si sbagliava. Non è però sua la colpa. Non poteva immaginare che la sua morte coincidesse con la l’annullamento totale e assoluto dello spazio, del tempo.

Il sipario, del tutto calato, ha preso fuoco in un niente, un niente rosso e infernale di mille lingue.
In fondo alla sala restavo sol più io, l’ultimo personaggio ancora non divorato dalle fiamme.
Sapevo che non c’era un’uscita di sicurezza, perché il Drammaturgo non ne aveva mai fatto accenno nelle sue pièces. Con me sarebbe scomparso l’ultimo suo personaggio, l’ultimo uomo e l’ultimo autore in cerca d’un editore.

Sono stato io ad appiccare il fuoco.

Ho acceso un fiammifero, uno di quelli con la capocchia rossa e grossa.
E l’ho gettato in aria, senza curarmi di dove sarebbe caduto.
L’ho fatto perché Pirandello ha scritto il mio Fato con la sua infallibile mano. Voleva esser cremato. Voleva che di lui rimanessero solo le ceneri: “Carro d’infima classe, quello dei poveri. Nudo. E nessuno m’accompagni, né parenti né amici. Il carro, il cavallo, il cocchiere e basta. Bruciatemi.”

Ho obbedito.
E’ bastato un singolo fiammifero lanciato nel vuoto del teatro perché il mondo venisse divorato, ridotto a quello ch’era stato da ben prima che il Drammaturgo gli desse vita e sostanza. Non è però sua la colpa. Non è sua.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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6 risposte a Le ceneri di Pirandello | di Iannozzi Giuseppe aka King Lear

  1. annamaria49 ha detto:

    I Grandi del passato, giusta considerazione! Ma le ceneri possono anche dare nuova linfa vitale.
    Buona domenica
    un bacione
    annamaria

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  2. romanticavany ha detto:

    A volte basta una scintilla per ridurre in cenere una amicizia, un amore, un’ opera d’immane valore ,un patrimonio, la speranza.

    A tal proposito ti posto:
    “Le ceneri di Gramsci”
    *di Pier Paolo Pasolini*

    Non è di maggio questa impura aria
    che il buio giardino straniero
    fa ancora più buio, o l’abbaglia

    con cieche schiarite… questo cielo
    di bave sopra gli attici giallini
    che in semicerchi immensi fanno velo

    alle curve del Tevere, ai turchini
    monti del Lazio… Spande una mortale
    pace, disamorata come i nostri destini,

    tra le vecchie muraglie l’autunnale
    maggio. In esso c’è il grigiore del mondo,
    la fine del decennio in cui ci appare

    tra le macerie finito il profondo
    e ingenuo sforzo di rifare la vita;
    il silenzio, fradicio e infecondo…

    Tu giovane, in quel maggio in cui l’errore
    era ancora vita, in quel maggio italiano
    che alla vita aggiungeva almeno ardore,

    quanto meno sventato e impuramente
    sano
    dei nostri padri – non padre, ma umile
    fratello – già con la tua magra mano

    delineavi l’ideale che illumina

    (ma non per noi: tu morto, e noi
    morti ugualmente, con te, nell’umido

    giardino) questo silenzio. Non puoi,
    lo vedi?, che riposare in questo sito
    estraneo, ancora confinato. Noia

    patrizia ti è intorno. E, sbiadito,
    solo ti giunge qualche colpo d’incudine
    dalle officine di Testaccio, sopito

    nel vespro: tra misere tettoie, nudi
    mucchi di latta, ferrivecchi, dove
    cantando vizioso un garzone già chiude

    la sua giornata, mentre intorno spiove.

    Buon Ultimo giorno di Aprile.
    1 Bacetto ♥ vany

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  3. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Il racconto è una metafora sulla fine dell’Arte, non a caso cito le ultime parole di Pirandello, che come ben volle essere cremato, affinché non si facessa di lui un idolo. E’ stato forse l’ultimo dei grandi drammaturghi che si possono definire tali, perlomeno in Italia.

    Mi citi Pasolini?
    Bimba, ti manca sol più il basco con la stellina rossa. 😀

    Ma io non sono di sinistra e nemmeno di destra, né per il centro né per il tricolore e neanche anarchico. Non ho partiti politici né bandiere, sono uno spirito libero che guarda a quelle poche e singole persone che si adoperano per il bene della società indipendentemente dalla loro appartenenza politica.

    Non mi diventare coMMunista. :-DDD

    ♥ Ma la 4mani, PiKKolina?

    Bacetti morSetti leKKatine piSSicotti, mia piKKola Rondine

    orsetto di VaNY

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  4. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Or come ora, cara Annamaria, non vedo personaggi del calibro di Pirandello o di Sciascia. Trovo invece che ci sia tanta robetta spicciola spacciata per capolavori e questo non puo’ che addolorarmi, perché è questo il sintomo della decadenza della società prima che della cultura. Questo il significato, la metafora di questo breve racconto.

    Un grande bacio a Te,

    beppe

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  5. romanticavany ha detto:

    Ti ho citato Pasolini perchè è stato un grande poeta….io amo tutti i poeti.
    Buonanotte ♥ vany

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  6. cinzia stregaccia ha detto:

    se non sbaglio le ceneri di Pirandello fecero fatica a “trovar pace”……….
    cinzia

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