Fascisti rossi | di Iannozzi Giuseppe aka King Lear

Fascisti rossi

di Iannozzi Giuseppe aka King Lear

Stalin

Stalin

Stalin è troppo arrogante e questo difetto, che può essere tollerato tra di noi e nei rapporti tra comunisti, non è tollerabile in chi occupa il posto di Segretario generale. Perciò propongo che i compagni esaminino la possibilità di allontanare Stalin da tale carica e di sostituirlo con un altro uomo che, prima di tutto, si differenzi da Stalin per una sola dote, cioè una maggiore tolleranza, una maggiore lealtà, una maggiore gentilezza, una maggiore considerazione per i compagni, un temperamento meno capriccioso. (Lenin)

Non bluffare.
Stamattina sono passato davanti al portone.
Tu non c’eri.
C’era però un alito di vento e un tipo strano, avvolto in un impermeabile, che ha cercato di rifilarmi una copia de L’Unione stalinista. Fosse stato solo per il quotidiano l’avrei pure preso, ma quello pretendeva che gli dessi dei soldi a fondo perduto, per finanziare la causa. E quando gli ho chiesto quale causa, il tizio con l’impermeabile ha solo detto: “Quella proletaria.” Poi si è acceso una sigaretta ed è rimasto ad aspettare che prendessi il giornale, che aprissi il portafogli davanti a lui, che tirassi fuori i denari.
Gli ho chiesto, a bruciapelo: “Tu, tu sei un proletario?”
E lui: “Un fascista rosso per l’esattezza… un proletario, sì.”

“Come faccio a fidarmi?”
“Vendo L’Unione stalinista, mica noccioline.”
“Non significa niente.”
Il tizio ha cominciato a sbuffare. Dalle nari ha buttato fuori larghe volute di fumo. Pareva un diavolo.
Stavo per tagliare la corda, lasciandolo lì, al suo posto, sotto casa tua; ma quello mi ha agganciato alle spalle, con una mano pesante, così tanto che sembrava di piombo. Allora mi sono voltato di nuovo: il suo volto mi era sconosciuto, i tratti erano sicuramente quelli di un uomo, ma – per assurdo – era come se non avesse degli zigomi ben definiti. Era in ogni caso un volto umano, posso dire solo questo. Se mi venisse chiesto di descrivere questo tipo non ne sarei capace: i dettagli mi sfuggono.
A ogni modo, gli ho chiesto di farmi vedere delle foto di famiglia, essendo che diceva d‘essere un proletario. Si è rifiutato con un cenno del capo.
Ho cominciato a temere che avesse una lama nascosta da qualche parte e che me l’avrebbe cacciata nella pancia. Ero già pronto, preparato ad affrontare il peggio, quando l’eco lontana dei cani ha distratto il mio orecchio ma anche di quello lì che mi teneva. Credo d’avergli rifilato un pugno in faccia. E’ stato come sferrarlo addosso a un muro. Ho stretto i denti per non dare un urlo di dolore. All’improvviso il cielo s’è vestito di negre nubi. Cercandoti, mi sono guardato d’attorno disperato. Ma del tuo volto gentile, niente. Solo l’eco dei cani in lontananza.
Ho preso a correre, senza mai gettare lo sguardo dietro di me.
La mia sola speranza di salvezza era di raggiungere i cani. Dovevo seguire il loro abbaiare con l’orecchio. Dovevo essere uno di loro. Ero braccato. Un cane bastardo, solo e braccato.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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6 risposte a Fascisti rossi | di Iannozzi Giuseppe aka King Lear

  1. Alessandra Bianchi ha detto:

    Un racconto molto particolare, bello e a un tempo agghiacciante.
    (Lenin non era un mostro di gentilezza, però almeno non era pazzo).
    Un abbraccio, Beppe!

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Sì, un racconto particolare, nel senso che Stalin, purtroppo, a tutt’oggi è guardato da alcuni come un santo, come un esempio. Ci si è dimenticati, volontariamente, dei tanti crimini che questo mostro ha commesso attraverso la sua politica che era di regime: i gulag, eccidio di ebrei e omosessuali (in una misura non quantificabile, ma non minore a quella di Hitler), la censura sistematica… I crimini contro l’umanità imputabili a Stalin sono innumerevoli, ma a qualcuno non sta bene che si ricordi alla Storia che Stalin fu un anticristo al pari di Hitler e Mussolini.

    Lenin non era uno stinco di santo, ma una cosa l’aveva capita: Stalin avrebbe fatto grossi danni. E così purtroppo è stato.

    Fascista rosso significa poi solo “stalinista”.

    Un abbraccio grande a te, cara Alessandra

    beppe

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  3. Alessandra Bianchi ha detto:

    Forse Stalin era addirittura peggio di Hitler: uccideva i russi! Oddio, è una classifica abbastanza terribile. Si fa a gara a chi è stato il più crimininale.
    Stalin, poi, ha sulla coscienza il fatto di aver danneggiato pesantemente un’idea giusta. Quella di Hitler, invece, non lo era.
    Mussolini?
    Beh, serie B 😛

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  4. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Io direi proprio di sì: a tutt’oggi i crimini di Stalin non sono stati ancora tutti ben definiti, questo perché, nel corso dei decenni, non c’è stata la volontà di evidenziare quanto male è riuscito Stalin a portare nel mondo. Ciò che è tragio è dato dal fatto che per tanti, ancor oggi, sia Stalin sia Hitler sono esempi da tener da conto.

    Lenin lo aveva avvertito che Stalin avrebbe condannato un’idea fondamentalmente giusta: così è stato. Ma qualcuno, ancor oggi, non vuole e non intende ammettere che Stalin è stato prima di tutto uno dei più efferati assassini che la Storia abbia mai conosciuto. Mussolini, a confronto di Stalin, appare come un dilettante.

    un bacio

    beppe

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  5. cinzia stregaccia ha detto:

    inutile scappare non ce ne libereremo mai
    cinzia

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  6. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Io non mi voglio liberare di alcuna fazione politica: ma tutte le fazioni, anche quelle staliniste devono esser capaci di ammettere e riconoscere i propri errori. Stalin ha infangato quello che era una idea, che al suo nascere era di per sé buona.

    beppe

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