NO – di Iannozzi Giuseppe aka King Lear

NO

di Iannozzi Giuseppe aka King Lear

Un volo a capofitto dall’ultimo piano.
Il vaso di fiori è finito sul parabrezza fracassandolo.
Sull’asfalto la terra del vaso è rossastra, bagnata di sangue.
I curiosi dicono che il danno è bello grosso. Gli interessa poco o nulla del corpo che giace sul nero asfalto in una posa scomposta.
La donna si è buttata dopo esser tornata dal lavoro per l’ultima volta. In azienda le avevano detto che non avevano più bisogno di lei imputando la colpa alla crisi economica che ha travolto, di punto in bianco, il paese.
Il volto della donna è schiacciato sull’asfalto in una rosa di sangue che s’allarga in mille rivoli tentacolari.
Non la guardano i curiosi questa suicida.

Una donnetta, di sicuro una portinaia, assicura i presenti che ha peccato contro Dio.
Non uno che si faccia il segno della croce.
L’attenzione è per il parabrezza sfondato dal vaso di fiori che la donna ha portato giù con sé.
Sul posto un giornalista, un vecchio ubriacone che tira a campare scrivendo dei pezzulli per la free press.
Viene avvicinato da una donna grassa che gli intima di prendere appunti: “Ha commesso peccato. E guardi che danno… Lo scriva bene sul suo giornale”.
Il vecchio si gratta il mento sporco di barba bianca: “Non è mio il giornale. Ci scrivo, di tanto in tanto, e morta lì”.
“Allora scriva che questa disgraziata ha rovinato l’auto nuova di mio marito. Lo scriva”.
“Io scrivo, ma non lo so se il giornale lo comprerà il mio pezzo. Non ci sono soldi, così dicono”, si lamenta il giornalista, suo malgrado sobrio perché senza un soldo in tasca. “Io scrivo quello che lei dice, signora…”; e così dicendo le strizza l’occhio tendendo la mano.
“Tu, fatti pagare dal tuo giornale, vecchio ubriacone”, gli grida addosso la donna portando via le sue chiappe lardose per andare a piangere sul parabrezza sfondato dell’Audi.
Un uomo si fa strada in mezzo al capannello di curiosi: è il marito di quella con le chiappe grosse. Bestemmia. Bestemmia forte. Bestemmia tirando giù tutti i santi del Paradiso. Gli amici gli si stringono intorno con pacche di solidarietà sulle spalle. Uno spara: “Quella stronza l’ammazzerei con le mie mani, te lo giuro, Domenico. Non poteva tagliarsi le vene come tutti! Doveva per forza buttarsi giù dal balcone… Un vero schifo”. Domenico riceve anche l’abbraccio sudato della moglie.
La suicida giace immobile a bocca spalancata. L’impatto con il suolo le ha fatto saltare diversi denti.
Il giornalista prende appunti su un bloc notes mettendoci davvero poca convinzione: in cuor suo sa che l’articolo non glielo comprerà un cane.

L’ambulanza non si sente arrivare.
Il proprietario dell’Audi è sull’orlo di un collasso nervoso. Non ce la fa proprio. Qualcuno suggerisce di chiamare il soccorso medico perché è evidente che l’uomo ha bisogno d’essere calmato se non vuole esser vittima d’un infarto.

Il vecchio ubriacone smette di prendere appunti. Ha la gola arsa, sente il bisogno d’un goccetto.
Con noncuranza scavalca il corpo della suicida fantasticando sulla possibilità di scroccare da bere a qualche avventore in uno dei tanti bar che di solito frequenta. Fantastica ben sapendo che riceverà soltanto pedate nel sedere.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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13 risposte a NO – di Iannozzi Giuseppe aka King Lear

  1. cinzia stregaccia ha detto:

    mamma mia terribile ma è un quadro esatto di ciò che siamo diventati…
    posso dire ogni personaggio un tassello dell’attuale società
    cinzia

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  2. cinzia stregaccia ha detto:

    quando levi la speranza alle persone…
    cinzia

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  3. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Terribile, sì. Ma è il quadro, tempo purtroppo sin troppo veritiero, di quello che siamo diventati: cinici, indifferenti, egoisti.

    Ho usato una prosa secca, molto giornalistica, un po’ alla Hemingway per questo ritratto della società odierna. Lo leggo, anzi lo guardo e mi spavento perché, come ben dici, ci è stata tolta anche la speranza di sperare.

    bacione

    beppe

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  4. Felice Muolo ha detto:

    Ma è tragico? Ironico? Mi è sembrato più un ottimo pezzo comico.

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  5. cinzia stregaccia ha detto:

    Ecco questa non l’ho capita
    Buongiorno ad entrambi 🙂
    cinzia

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  6. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Se è ironico è prima di tutto tragico: tutti i personaggi sono fortemente cinici e disinteressati alla vita.

    Perché un pezzo comico?
    Non ho capito.

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  7. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Non ho capito neanche io. Felice, alle volte, nella sua smania di esser sintetico diventa un po’ criptico, come te del resto. 😉

    Un abbraccio ad entrambi,

    beppe

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  8. cinzia stregaccia ha detto:

    io non sono un pò criptica io sono criptica ahahah
    cinzia

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  9. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Già, le tue considerazioni hanno sempre bisogno d’un atto effossorio affinché se ne possa percepire il senso intrinsenco. Ah ah ah

    beppe

    P.S.: Guarda che ci sarebbe anche dell’altro da leggere… ^__*

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  10. cinzia stregaccia ha detto:

    Le spiace ripetere??? ahahaha ;)))
    cinzia
    p.s. mmmhh un racconto lo conosco bene è nel tuo libro che ho poi ci son tre recensioni e due post se non sbaglio non commentabili nel senso che i comm sono disabiltati…

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  11. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Uffa, mi avevi assicurato di non coscere l’inglese e basta: devo forse presumere che l’italiano ti è d’un tratto diventato lingua oscura? AH AH AH

    beppe

    P.S.: “Alieni a Firenze” o “Non è terrestre” è presente nel mio libro. Potresti comunque ribadire che è bello! 🙂

    Le recensioni sono tutte commentabili. Ho controllato. Ho solo chiuso i commenti al post di Carol Castro, in quanto è puro gossip, che credo non valga la pena di commentare. Ma in ogni caso, adesso li apro.

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  12. Felice Muolo ha detto:

    Mi riferivo alla figura del giornalista che scrive i pezzulli. Simpaticone alla Bukowski.

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  13. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Non ho mai pensato al giornalista come a un burlone un po’ alla Bukowski. Adesso che me lo hai fatto notare, è vero.

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