Adorabili Creature. Amorevoli Creature. Esecrabili Creature – di Iannozzi Giuseppe aka King Lear

 

Adorabili Creature

di Iannozzi Giuseppe aka King Lear


in copertina un’Opera di Valeria Chatterly Rosenkreuz

da Nere. Gli anni delle innocenze

† ADORABILI CREATURE

Ma quante adorabili creature!
Qui un pistone, poco più in là
una chiave inglese che fa humour,
e io sul sofà a far quattro chiacchiere
con un dandy e Jack Lo Squartatore
che mi chiede un fazzoletto
per asciugarsi le mani di sangue.
Quante voci e quante risate!
E c’è pure Pinocchio che s’allunga
in una bugia mentre cerca di sedurre
Biancaneve che, col bianco nasino,
tira da una pista ancora vergine
un po’ di cuore e un battito irregolare.

Ma quante adorabili creature!
Qui il ditale, l’ago e il filo,
e un Cammello: non ce la fa proprio
a passare per la cruna.
E lo Spaventapasseri ha perso
l’ago nel pagliaio e adesso piange,
mentre il Fantasma dell’Opera
passa fra gli invitati esagitati
azzardando la parte del cascamorto:
a tutti regala un’aria un po’ strana
e una coppa di champagne almeno.

Ma quante adorabili creature!
Charles Manson ha il pancione
e i seni gonfi, e si commuove
come La Bella Addormentata:
è la prima volta che aspetta un figlio,
ma Jack, molto severo, gli ha detto
che sarà un taglio cesareo, netto.
E Cesare si sfoga in un’aria annoiata.
Per Giove! Ha su una brutta cera davvero:
ha appena acquistato un set di coltelli in TV
e si chiede se Cleopatra o Bruto
si ricorderanno del suo compleanno.

Ma quante adorabili creature!
Falce & Martello alzano la voce
e prendono a calci in culo la Svastica,
e pure il Fasciocomunista infiltrato
che nessuno ha invitato.
Io resto sul sofà con l’osso sacro
sprofondato nel soffice, e guardo
e sento e ascolto e parlo, poi sbadiglio.
Ma quante adorabili creature!
Quante voci e quante risate!

† † – AMOREVOLI CREATURE

Ma quante amorevoli creature!
Fanno una gran babele due Due di Picche:
uno siede a destra con la Bibbia in mano
per sentirsi più vicino a Dio,
l’altro sta sulle sue ma a sinistra
e si regge su patetici trampoli,
e tutt’e due vanno cianciando,
mano nella mano (una mano lava l’altra),
che domani sarà migliore il vino
e pure l’amore, ma solo dopo
la Manovra Finanziaria.

Ma quante amorevoli creature!
Bacco è ciucco completo: s’affida
alla Cieca Fortuna, cercando
d’appuntare la coda d’Asino
al Gatto, ma la Volpe gli spara
in mezzo agl’occhi lo Zecchino d’Oro
e una manciata d’Avena.
Quante voci e quante risate!
Albert Einstein gioca alla IV Guerra Mondiale
e sceglie solo i sassi migliori come un Gallo,
mentre Isaac Newton si lambicca il cervello,
con somma gravità, mordendo una rossa mela.
E la Strega Cattiva si dispera davanti allo specchio,
e Obelix le porta un po’ di pesante consolazione
consigliandole una bellezza da antologia.

Ma quante amorevoli creature!
Il Bue e l’Asinello sprecano
un po’ di fiato, e agli accaldati Re Magi
consigliano il Vangelo, mentre Gesù
in ginocchio chiede a Maddalena
di sposarlo se è vero che gli vuole bene
e non gli tira il gusto della Crocifissione.
E Billy the Kid spara alla Cometa,
e Marlene Dietrich rifiuta
la corte del Nazismo buttando giù
un bicchiere di tragica ironia,
mentre il Principe Azzurro la seppellisce
in una dimenticata Scarpetta di Vetro.

Ma quante amorevoli creature!
Ed io bestemmio un Bastardo Natale,
e poi mi prende un’incontenibile voglia
di sparare un sonoro calcio in culo
a tutti quanti. Però dovrò accontentarti
– anche quest’anno, porco Dio! –
di chiavarmi la Befana e la sua Muffa
dabbasso.
Ma quante amorevoli creature!
Quante voci e quante risate!

† † † – ESECRABILI CREATURE

Ma quante esecrabili creature!
Giovani Mozzi smozzicati s’imbarcano
su catastrofiche barchette di carta
a fare marchette, lasciando
che l’avaro Canto d’improbabili baffute
Sirenette si costringa in compagnia
e gioia. L’orecchio di Dioniso si fa sordo
e Apollo gli spacca la lira in testa
perché così gli va, poi sputa dalla bocca
un’esecranda poesia dando fiato
all’ispirazione che dabbasso lo fracassa.

Ma quante esecrabili creature!
Il Signore delle Mosche piange come un vitello
e Marilyn Monroe muore ancora una volta
stringendo al petto l’inventata verginità
di Kennedy. E Pier Paolo Pasolini, morto
e sepolto nel revisionismo critico,
si fa Santo Bevitore; e un Accattone
si dispera cercando invano
Bocca di Rosa in ogni dimenticato
vicolo; ed è la sola, ma proprio l’unica,
che ha in bocca la bocca della Verità.

Ma quante esecrabili creature!
Preti Neri come il Petrolio si fanno liberatori
e stuprano inumane stragi a destra e a manca;
Dio li assiste e pure il Diavolo.
E mai che la Scimmia gli schiacci
le spalle e le palle.
Ma quante voci e risate!
Si prepara l’Ultima Cena
e tutti, ma proprio tutti,
s’ammazzano di risate spezzando
il pane, bevendo il vino
e benedicendo chi ancora vivo.
E Gesù non ne vuol che sapere
di morire, ma Giuda gli sta alle costole
e, in segreto, pensa che non poteva essere
diversamente il versamento di sangue;
e continua a bere, in una falsa lagrima,
l’anima di Gesù e quella sua pure,
che vale trenta denari  e uno scheletrico
alberello dove legare il collo.

Ma quante esecrabili creature!
Mi fa male l’osso sacro e non poco,
e il soffice sofà non basta più:
ma resto accomodato e guardo e sento
e ascolto e invano parlo, poi sbadiglio,
rendendomi conto d’esser peggio
di tutto il peggio che ho spiato,
mentre Jack lo Squartatore mi usa la cortesia
di buttarmi addosso il fazzoletto imbrattato.
Ma quante esecrabili creature!
Quante voci e quante risate!

… IN CHIUSURA …

Più non reggo né il Natale
né il suo Spirito Fantasma
che m’ubriaca di collera
e humour.

Cari Vecchi Bastardi,
non guardo né sento, non ascolto
e non parlo, nemmeno sbadiglio,
ma a quel Paese Vi mando regalandovi
Un Biglietto Esplosivo di sola andata.

Ma quante adorabili creature!
Non guardo né sento, non ascolto
e non parlo, nemmeno sbadiglio.
Quante voci e quante risate…
ma in dissolvenza!

Ma quante amorevoli creature!
Non guardo né sento, non ascolto
e non parlo, nemmeno sbadiglio.
Quante voci e quante risate…
ma in lontananza!

Ma quante esecrabili creature!
Non guardo né sento, non ascolto
e non parlo, nemmeno sbadiglio.
Quante voci e quante risate…
si fanno assenza! Finalmente!

E mi scappa una scoreggia.
Chissà! Forse ne sentite il rumore…
forse solo il fetore…

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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