Cesare de Seta, Era di Maggio, uno dei piu’ importanti romanzi degli ultimi cinquanta anni – recensione di Iannozzi Giuseppe

Cesare de Seta, Era di Maggio

Uno dei più importanti romanzi degli ultimi cinquanta anni

di Iannozzi Giuseppe

hacca edizioni

Eradimaggio-CesaredeSeta

Era di Maggio, era il Sessantotto che pareva dovesse mettere a soqquadro la società e rivoltarla come un calzino per cambiarla in meglio, per portare alle nuove generazioni un mondo migliore. Era di Maggio che i movimenti studenteschi (e non solo) contestavano il sistema, qualcuno illudendosi, forse in buona fede, che la democrazia non potesse essere niente di diverso dall’applicazione del comunismo. Il male era stato identificato con la classe abbiente: l’idea che la proprietà non potesse che essere societaria portò di prepotenza in auge il pensiero di Charles Fourier ma soprattutto quello di Karl Marx, di Lenin e di Stalin. Ma di Stalin si tacevano i crimini, con un silenzio tombale.

Cesare de Seta

Cesare de Seta

Era di Maggio di Cesare de Seta è molto di più di un romanzo coraggioso: diviso in due immediate sequenze temporali, il protagonista è Fabrizio, giovane universitario, che intreccia prima una storia d’amore con Sara, una ragazza che partecipa attivamente alle azioni del partito e che suo malgrado condividerà la nemesi del falso idealismo intrinseco nel comunismo. Nella seconda sequenza del romanzo si vede invece Fabrizio impegnato in una relazione con Sylvie, nella città dell’amore e della Rivoluzione, Parigi. Sylvie e Sara sono le due donne di Fabrizio, volti d’una stessa medaglia che contribuiranno non poco a far di Fabrizio un uomo, un individuo consapevole che nessun potere o propagandato idealismo è di per sé buono, atto a svegliare, a liberare dalle sue catene il Prometeo che eppur c’è in ogni spirito.

Il fanatismo di quelle frange, che intenderebbero rivoluzionare schemi sociali e politici, inevitabilmente, chiederà ai suoi protagonisti di soffocarsi da sé: se c’è difatti una cosa che il partito non può tollerare sono i sentimenti, che devono essere repressi e sottomessi alle necessità di un millantato ideale comunitario. Ecco dunque che lo stalinismo chiede ai suoi adepti di rinunciare alla libertà di amare e di essere amati: se si vuole andare a letto con qualcuno, bene, questo qualcuno deve aver prima sposato la causa del partito, altrimenti è da ritenersi un nemico non meno ferale della peste camusiana. Fabrizio con Sara cerca invano di stabilire un rapporto che vada al di là delle proposte mai chiare eppure sconce del partito: non gli riesce, perché Sara crede nella propaganda del Sessantotto, e nel momento in cui le viene chiesto di scegliere sceglierà di darsi anima e corpo al partito. Con Sylvie la manifestazione della carnalità è invece troppo disinibita e giocosa perché la loro relazione possa durare nel tempo: il sesso è un gioco, un gioco anche tragico che porterà Sylvie al suo quarto aborto, senza che lei provi un dispiacere un minimo autentico.

Cesare de Seta in Era di Maggio non tenta la misura di un romanzo politico, ben consapevole che un tale approccio sarebbe stato riduttivo e mortificante; non è difatti di alcun interesse per de Seta di entrare, di prepotenza, nella cerchia di quei tanti piccoli epigoni di Paolini che oggi infestano gli scaffali delle librerie. A Cesare de Seta non interessa il radicalismo pasoliniano, né il suo polemizzare per conferire una dimensione politica e di parte all’uomo contemporaneo. Con dolorosa ironia guarda invece a quella che è stata la “parodia della Rivoluzione Culturale cinese”, ponendo i suoi personaggi al centro di un nevrotico magma sociologico, con il solo fine di delineare la loro inettitudine all’esistenza. E ci è riuscito alla perfezione, consegnando al lettore contemporaneo una esatta fotografia del Sessantotto, della grande illusione che questo movimento è stato sempre mortificando l’individuo e le sue passioni. Era di Maggio di Cesare di Seta è senz’ombra di dubbio uno dei più importanti romanzi degli ultimi cinquanta anni.

Era di maggio – Cesare de Seta – Hacca edizioni – Pagine: 248 – ISBN: 978-88-89920-47-3 – Prezzo: € 14,50

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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