Contro Lucio Dalla l’Annunziata e Aldo Busi. Il loro un perfetto inutile parlare

Contro Lucio Dalla l’Annunziata e Aldo Busi

Il loro un perfetto inutile parlare

di Iannozzi Giuseppe aka King Lear

Lucio Dalla e Wojtyla

Lucio Dalla e Wojtyla

Lucia Annunziata, nel corso del programma In Mezz’ora, sputacchia: “I funerali di Lucio Dalla sono uno degli esempi più forti di quello che significa essere gay in Italia: vai in chiesa, ti concedono i funerali e ti seppelliscono con il rito cattolico, basta che non dici di essere gay. E’ il simbolo di quello che siamo, c’è il permissivismo purché ci si volti dall’altra parte”.

Ma Monsignor Giovanni Silvagni, vicario dell’arcidiocesi di Bologna, doverosamente precisa: “Il funerale di Lucio Dalla è stato fatto con i criteri con cui lo si sarebbe fatto con il funerale di qualsiasi altro cristiano. Cioè coinvolgendo le persone a lui più vicine, con attenzione alle loro esigenze, e dando alla liturgia un tono di affetto e familiarità. Non è stata la celebrazione di un funerale omosessuale, ma il funerale di un uomo. Le polemiche sono uno spostare il tema su un aspetto secondario, una strumentalizzazione tardiva che si commenta da sola. Chi vuole cavalcare l’onda si assume le sue responsabilità. Credo che sia una mancanza di rispetto verso chi prova dolore”.

Ed il sindaco Virginio Merola: “I bolognesi erano lì in piazza per Lucio, conoscono tutto di lui e della sua vita, ma non ne hanno fatto un motivo di polemica. C’è stata una grande vicinanza agli amici e al compagno come è stata molto rispettata anche la sua scelta religiosa. Mi permetto solo di dire che io rispetto le persone e la loro privacy”.

Parrebbe che Franco Grillini, ex presidente di Arcigay, ahinoi, ci tenga davvero tanto a cavalcare l’onda e difatti si dà subitissimo ai microfoni del Tgcom: “Uno ha diritto di dirlo e di non dirlo, se è gay. Lucio dalla era gay e lo sapevano tutti, tutta Bologna e la chiesa cattolica. Era il segreto meno segreto che ci possa essere. Abbiamo rimproverato un atteggiamento dei giornali: se muore un poveraccio omosessuale, si dice tutto di lui, se muore un omosessuale famoso, nel momento in cui si fa un funerale non si può dire nulla”.

Bene, anche l’Annunziata (l’annunziata di chi? di quale dio?) di turno ha avuto la sua mezz’ora di celebrità, ma ora noi tutti preghiamo a mani giunte affinché si faccia da parte, una volta per sempre.

Aldo Busi sull'Isola dei Famosi

Aldo Busi sull'Isola dei Famosi

Aldo Busi, ancora reduce dalla fallica visione delle scarpette della Simona Ventura, spara e spara a salve, cosa che gli capita sempre più spesso ultimamente: “Un omosessuale non pubblicamente dichiarato che quindi se ne strafotte della morale sessuale cattolica, che mai nulla ha espresso contro l’omofobia di matrice clericale che impesta il suo Paese, che mai una volta ha preso posizione aperta per i diritti calpestati dei cittadini suoi simili di sventura politica e civile e razziale, un tipo così che, per esempio, scrive e canta il suo amore per una donna viene prima (per mediocrità di carattere, ipocrisia deliberata, amore del quieto vivere a discapito di chi lotta per i suoi stessi diritti da lui per primo negati) della bellezza o bruttezza della sua dedica impropriamente musicata. Ho sempre pensato che Lucio Dalla fosse un checchesco buontempone, un chierichetto furbastro – le sue interviste sono un vero florilegio di banalità in ossequio alla morale comune e all’autorità costituita, alla maniera di Celentano, che a me non piace nemmeno quando canta – e non basta la morte per cancellare la magagna del gay represso cattolico (represso alla luce del sole, il che non ne inibisce certamente il godimento tra le tenebre della vita privata, anzi, le implementa, come ben si sa) che si permette tutte le scorciatoie di comodo (l’arte, il fine superiore e balle varie) pur di non prendere la strada maestra più sensata della basilare affermazione di sé, anche se più accidentata. I ben documentati rapporti di Dalla con Craxi e l’Opus Dei, nonché con l’angelo custode che dichiarò di avere visto al suo fianco – continua Aldo Busi – me lo rendono poi addirittura indigesto, per amore della pila sapeva individuare bene dove andare a fare il baciapile, non erano certo le protezioni in alto loco a mancargli, era trasgressivo dove esserlo è di moda e alla portata di qualunque reazionario di mondo, anche se gli sono debitore di molte risate allorché fece un programma televisivo con Sabrina Ferilli in cui si sforzava di dare a vedere che la desiderava – invano, per sua fortuna, e non certo perché fosse di una struggente laidezza fisica.”

Aldo Busi farebbe bene a tornare sull’Isola dei Famosi… peccato però che abbia perso da tempo la barchetta e pure i remi; oramai la Ventura non se lo fila più, solo infradito e scarpette da tennis accollatissime per rispondere ad eventuali barbose battutine di aldino. E però ad aldino una bella giterella nei mari del sud, su un’isola deserta, farebbe un sacco sacchissimo bene, sarebbe una sorta di ‘volontario suicidio dovuto’, per dirla alla sua maniera: perché far finta di parlare fuori dai denti quando si ha solo da vomitare verità che tutti sanno e di cui non interessa proprio a nessuno? In ogni caso, armato d’una bella paperella di gomma e di un ben robusto salvagente, aldino potrebbe sempre farsi una bella nuotata fino a raggiungere una remota isola greca o cubana. E se il fisico non dovesse permettergli di fasi ‘sta giterella – che sarebbe un toccasana davvero per il suo spirito e il suo corpo -, deh, può sempre buttarsi sul suo bel divano e leggersi tutto d’un fiato Dan Brown: Il codice da Vinci e Angeli e Demoni fanno miracoli per la sciatica e il torcicollo, e per la stitichezza senile anche, a patto che si sappia tenere il becco chiuso e che non si fiati mai e poi mai neanche quando si è costretti a interrompere la lettura per andare di corsa alla toilette.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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15 risposte a Contro Lucio Dalla l’Annunziata e Aldo Busi. Il loro un perfetto inutile parlare

  1. Ninni Raimondi ha detto:

    Ho troppo rispetto per te, caro Beppe, per esprimere il mio umile parere (che sarebbe un’opinione) su quanto letto.
    poi, invariabilmente entrerebbe in campo (come te del resto) il professionista e mi sentirei “quasi costretto” alle trenta cartelle, più trenta!!!
    L’annunziata vive con i rimasugli di un contratto che nessuno e sottolineo nessuno a “La Stampa” su a Torino, ha voglia di revocarle.
    Mr. Aldo (o Alda) Busi si esprime in tal modo perchè ha perso “lo smalto, la visibilità” che neanche il Direttore di “Chi” (Signorini) si sentirebbe in “se”, di dargli/le.
    Il grande Napoleone Bonaparte (imperatore dei francesi, ma italiano) soleva dire: parlatene male , a parlatene.
    Noi oggi assistiamo ad un Aldo Busi, “conservato” nell’oblìo letterario (se mai ha avuto qualcosa di letterario) che urla e strepita per … “Una invidia” che non lo dovrebbe sfiorare!
    Una invidia che avrebbe dovuto prendere e cogliere solo i “Grandi” della storia e del pensiero: (Socrate, per esempio, con l’amore puro e quello impuro)…

    Mi fermo qui, amico mio. Troppo avrei da vomitare e non lo ritengo né giusto, né rispettoso, lungo le pagine di un amico e collega, consolidato da anni di conoscenza, che ha subito persecuzioni e censure da loschi figuri e pletore di “sbattipetto” vari!
    Ti rispetto troppo!

    L’ultimo mio pensiero, e concludo, va alla Chiesa, Una, Santa, Cattolica e Apostolica che “condanna l’omosessualità”, ma non gli “omosessuali”.
    Come dire: L’omicidio è penalmente perseguibile, ma l’omicida, essendo figlio di Dio, lo perdono!

    Basta con le incongruenze da fiera e mercatali d’accatto delle tristi domeniche di periferia.
    Diamo un risveglio alla gente che può e deve vivere, secondo coscienza e secondo la giusta informazione.

    Un abbraccio sentito

    Ninni Raimondi

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  2. romanticavany ha detto:

    Ahhhhhhh che bello leggerVi.
    Sono concorde che certe idiozie e certi paragoni non dovrebbero essere espressi, Aldo Busi , personaggio ormai da tutti noto, egocentrico e infido…non merita commenti…..per ciò che ha dichiarato, anche se una dote di sicuro ce l’ha …sputa sentenze in modo dislessico e volgare, ahimè , è meglio non ascoltare perché è come uno sciacallo che si avventa con cattiveria davanti ad ogni cosa in questo caso davanti ad una salma,Busi avrebbe potuto muovere tali critiche a Dalla quando era ancora in vita, in quanto avrebbe prodotto un dialogo,ora che questa persona non c’è più , non può difendersi .
    Tutto queste critiche sicuramente sono state fatte perché si sente superiore e per avere un quarto d’ora di notorietà.
    Sono convinta comunque che Lucio manco gli avrebbe dato peso a e avrebbe fatto come, diceva Virgilio a Dante. ” Non ti curar di loro ma sputa e passa”…
    Buonanotte a Te caro King, a Lord Ninni ed a tutti coloro che passano pour icì
    ♥ vany

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  3. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Caro Lord Ninni, rispetto e stima nei tuoi confronti sono uguali e di più se possibile da parte mia, non è dunque il caso che ci impelaghiamo in cartelle su cartelle, che comunque servirebbero a poco.

    So bene come se la passa l’Annunziata, per questo ho usato l’arma dell’ironia giocando sul suo cognome, che è prettamente cristiano e forse neanche se ne rende conto, o non se ne vuol rendere conto: ma come disse l’amata e odiata amica e nemica Oriana Fallaci, volenti o nolenti, gli italiani sono tali perché hanno un background che è cristiano e c’è ben poco da fare, chiunque di noi ha assorbito una parte della cultura cattolica per farla sua. Come si può rimanere indifferenti di fronte a La Pietà di Michelangelo Buonarroti? Mi par superfluo ricordare che da anni si rincorrono voci che Michelangelo gay, non gay, ecc. ecc., ragion per cui evito: andremmo oltre le trenta cartelle, molto oltre.

    L’uscita di Busi è per sola invidia? Forse che sì, forse che no. Forse è solo il suo modo di fare, che ultimamente lascia molto a desiderare. Certo così ha fatto un po’ di risicato outing, ma morta lì: le sue parole rimangono un fatterello, un gossip becero e più che mai di dubbio gusto. Non ha detto niente: tutti abbiamo sempre saputo che Lucio era uomo di forte e radicata fede, così come tutti abbiamo sempre saputo delle sue attitudini. Ma Lucio, a differenza di altri, non ha mai avuto né sentito il bisogno stupido di fare della sua fede, delle sue attitudini, una bandiera da sventolare ai quattro venti, per darsi in pasto ai gossip, alla futilità, alle chiacchiere. Era uomo che rifugiva la banalità e che non aveva bisogno di farsi pubblicità dicento “io sono questo, io sono anche questo e quest’altro, io faccio questo e quest’altro…”. Non l’ha mai fatto. Busi, evidentemente, ha bisogno di sventolare sempre che lui è questo e quest’altro, che lui così e colà… Ultimamente le sue uscite sono queste: parlare di sé, dire di sé e solo di sé, facendo un diarismo spietato, cannibalizzandosi; ed è un peccato, perché è un bravo scrittore, che in passato ha saputo scrivere ottimi romanzi, che possono piacere o meno. Gli ho risposto con l’arma dell’ironia, imitandolo pure nello stile per portargli una risposta tonda e chiara.

    La vecchia piattaforma era un colabrodo, in tutti i sensi, e purtroppo in mano ad alcuni. Non sono stato il solo a subire gli attacchi di certi individui. Lo sbaglio è stato di restare sulla vecchia piattaforma troppo a lungo: nel momento in cui mi sono reso conto che era in mano ad alcuni avrei dovuto portar via le chiappe subito invece di ostinarmi a rimanere lì. Comunque sia, anche oggi gli attacchi ci sono: solo che vengono rintuzzati meglio e rispediti al mittente.

    La Chiesa è quel che è, non è di certo la chiesa che un Gesù avrebbe voluto mai vedere, se è vero che quell’uomo di nome Gesù fece crollare il Tempio. E purtroppo in seno alla Chiesa c’è tanta tanta ipocrisia, e solo alcuni, pochissimi in verità, si salvano dall’ipocrisia dilagante dei dogmi del Vaticano.

    Un forte abbraccio, Lord Ninni caro. Che sempre il lume dell’intelligenza libera dai dogmi possa albergare nei nostri spiriti.

    beppe

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  4. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Quando ci vuole ci vuole, e ad aldino gli ho risposto alla sua maniera, così perlomeno capisce. 😉
    La sua uscita è banale e di dubbio gusto: se aveva qualche critica da muovere contro a Lucio Dalla avrebbe potuto farlo quand’era ancora fra di noi, e non adesso per far parlare ancora un po’ di sé, perché alla fin dei conti aldino parla solo di sè e basta. E come hai bene evidenziato, quand’anche le critiche gliel’avesse mosse quand’era in vita, molto probabilmente Lucio non si sarebbe dato neanche la pena di ribattere: non era persona da fare bandiera del suo essere uomo di grande fede né era il tipo da sventolare le sue abitudini.
    Non avresti potuto portare citazione migliore di questa, carissima Vany: Virgilio a Dante. “Non ti curar di loro ma sputa e passa”…

    Dolce notte a te, piccola bimba saggia e buona, anima illuminata. ♥ ♥ ♥

    Bacetti e leKKatine per noi 😉

    orsetto di VaNY

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  5. Alessandra Bianchi ha detto:

    Caro Beppe, ho letto con estrema attenzione il tuo post, assolutamente degno di nota, e rimango basita dai troppi discorsi farneticanti che tu hai ben evidenziato. Essendo, come dire, parte in causa, resto sempre sconcertata davanti a certe affermazioni. Ormai Splinder purtroppo non c’è più, altrimenti sarei andata a recuperare un mio vecchio post che prendeva spunto da una splendida frase di Eugenio Scalfari (talvolta discutibile, ma non nella fattispecie).
    Parlava dell’amore che, per definizione, è unico: non bisessuale, né omosessuale; e chi non crede a questo non crede nemmeno nel messaggio di Gesù, uomo o figlio di Dio che fosse.
    E ciò vale anche per l’uomo. O la donna.
    Il resto è noia.
    Un caro abbraccio!

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  6. cinzia stregaccia ha detto:

    Tali farneticazioni di due personaggi che non hanno neanche un minimo di considerazione da parte mia le considero per quel che valgono…Però c’è un però….io penso che quando si ha avuto un dono come quello che ha avuto Dalla che gli ha permesso di diventare e essere quel che era ,un grande personaggio e anche una grande persona da quel che si dice e non ho motivo per non crederci rimango un pò basita che non abbia mai pensato che magari qualche parola che ne so ,diciamo “di sostegno” e a difesa della omosessualità ,che in lui veniva accettata perchè era Dalla mentre molti devono subirne le conseguenze perchè “sono nessuno”, non sarebbe stato male dirle…Almeno da quel che io ne so non lo ha mai fatto se sbaglio dimmelo e io ne sarò felicissima..Ecco forse chi è nelle condizioni di farlo dovrebbe non pensare solo alla propria tranquillità..ciao.
    cinzia

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  7. Felice Muolo ha detto:

    Laconico come sempre ma non esplicativo mi limito a sottoscrivere la perfetta sintesi: Ahhhhhhhh che bello leggerVi.

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  8. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Cara Alessandra, in effetti sono discorsi farneticanti ai quali ho risposto con ironia, imitando anche aldino nel suo stile per portargli una risposta che comunque meritava, giacché l’ha sparata bella grossa.
    Scalfari ha avuto i suoi alti e bassi, ma non è stato il peggiore, questo no: di cose sagge ne ha fatte e ne ha dette, e mi trovo pienamente d’accordo con lui in questo caso: “l’amore è unico: non bisessuale, né omosessuale; e chi non crede a questo non crede nemmeno nel messaggio di Gesù, uomo o figlio di Dio che fosse”.

    Il resto è noia, una gran noia.

    Un caro abbraccio a te

    beppe

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  9. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Sono opinioni che lasciano il tempo che trovano, di dubbio gusto, perlomeno questo.
    Come è stato già ben evidenziato, se si doveva criticare Lucio, allora che si fosse avuto il coraggio di farlo quand’era fra di noi e non adesso.
    Sono critiche oltremodo sterili, che ahinoi servono solamente a chi le fagocita per darsi un po’ di visibilità, perché alla fine questi criticoni mirano poi solo a far parlare di sé.

    Lucio non ha mai fatto una bandiera della sua personalità, delle sue attitudini sessuali, della sua grande fede. E’ questo un motivo in più che mi fa amare Lucio Dalla, l’uomo e l’artista: perché lui non aveva bisogno di far della sua persona una bandiera da sventolare al vento. Era la sua Arte a parlare per lui.
    Lucio era una persona riservata, non ha mai fatto chiacchierare di sé perché non ha messo in pubblica piazza i suoi sentimenti. Perché dunque avrebbe dovuto farsi bandiera? Il problema, a mio avviso, è che oggi per ogni cosa c’è una bandiera. A Dalla non interessava fare del suo essere gay una bandiera da esibire.

    Credo che ognuno debba vivere per raggiungere un certo grado di felicità. L’esibizionismo della propria sessualità è talvolta sgradevole, sgradevole perché diventa una bandiera, una cosa per fare spettacolo e banalità.

    Personalmente non credo che l’esibizione della propria sessualità sia qualche cosa di interessante, tranne nel caso si voglia finire a fare i deficienti al Grande Fratello e dire “io sono gay, tu sei gay, noi siamo etero, essi sono bisex”. Se c’è una cosa di cui l’emancipazione sessuale tutta non ha davvero bisogno è di scadere nel ridicolo. Detto ciò, io non sono Lucio, ma sono d’accordo con lui e su come ha portato avanti la sua vita umana e artistica: ha fatto, si è impegnato anche nel sociale, ma non aveva davvero proprio alcun bisogno di dichiararlo ai quattro venti, di gridarlo. In piazza al suo funerale c’era mezza Bologna: perché? Per salutare un grande artista e un grande uomo.

    Trovi inutili e fuorvianti le accuse che oggi si muovono contro Lucio Dalla: perché quelli che oggi alzano la voce non lo hanno fatto ieri, dieci, venti, trenta, quaranta anni fa? Perché hanno aspettato oggi, il 4 marzo 2012? Perché ieri non ho sentito né una Annunziata né un Busi chiedere a Lucio di parlare in pubblico, se lo riteneva il caso, della condizione dell’essere omosessuale in Italia? Io non li ho sentiti. Sento adesso le loro accuse, il 4 marzo le sento. E che ne sanno loro di quello che Lucio Dalla ha fatto o non ha fatto in ambito sociale?

    beppe

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  10. cinzia stregaccia ha detto:

    non accuso nessuno faccio considerazioni. e ti ho già detto che non approvo atteggiamento di quei due personaggi… non concordo su quello che dici riguardo l’aiuto che avrebbe potuto dare all’accettazione dell’omosessualità.. ma non importa comunque le mitizazzioni mi spaventano sempre tanto..
    buon pranzo

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  11. cinzia stregaccia ha detto:

    ho invertito le z…

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  12. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    D’accordo, l’ho capito che non approvi atteggiamento di quei due personaggi. Questo punto è chiarissimo.

    Penso sia una questione di punti di vista: per me ha fatto bene senza farsi bandiera. Il rischio sarebbe stato, per lui e per la sua Arte, di finire classificato come una icona di un certo mondo.

    buon pranzo anche a te

    beppe

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  13. cinzia stregaccia ha detto:

    che significa “certo mondo…”

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  14. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Significa semplicemente che Lucio non ha mai pensato lontanamente di esibire la sua omosessualità affinché poi altri, non lui, ne facessero un’icona del mondo gay.

    beppe

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  15. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Sei un campione di laconicità. 😉 Ma ho capito bene.

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