Ti insegno l’ABC – un racconto ricreativo di Iannozzi Giuseppe aka King Lear

Ti insegno l’ABC
un racconto ricreativo

di Iannozzi Giuseppe aka King Lear

– Ha pagato la retta?
– Prima di pagare vorrei sapere perché.
– Se non paga, niente Corso di Scrittura Creativa.
– Questo doveva essere un incontro conoscitivo, così era scritto nell’invito.
– Non vorrà farmi credere che lei rinuncerebbe alla possibilità di diventare un vero scrittore!
– Io sono qui per farmi un’idea, su vostro invito.
– Certo, certo… ma io ci scommetto le mutande che non potrà far a meno di frequentare il nostro corso di scrittura… ci scommetto fin da adesso perché i giovani brillanti li so riconoscere e lei ha la faccia del vincente.
– Per il momento non mi sono fatto un’idea.
– Se la faccia, se la faccia pure con comodo. Però ricordi che le iscrizioni al corso sono a numero chiuso.
– Lo terrò a mente.

– Quello che sto cercando di farle capire è che una simile occasione si presenta una volta sola nella vita di una persona.
– In caso dovessi perderla, potrò sempre fare il calzolaio come mio padre.
– Suo padre, con rispetto parlando, è uno che risuola scarpe bucate da mane a sera, non è uno scrittore.
– Anche gli scrittori hanno bisogno delle scarpe. E per inciso, mio padre è morto.
– Mi dispiace, non sapevo… mi scusi…
– E’ stato preso sotto mentre attraversava sulle strisce pedonali.
– Brutta storia.
– Quello che l’ha preso sotto era ubriaco.
– Non ne avevo alcun dubbio. E’ sempre così che accade.
– Aveva tirato anche della coca.
– Alcol e droga sono la croce della nostra società, purtroppo.
– L’hanno arrestato per omicidio colposo. Non s’è fatto neanche un mese di galera però.
– E’ uno schifo di paese il nostro, per questo c’è bisogno di giovani intelligenti come lei…
– Chi ha fatto secco mio padre è uno scrittore.
– Oh, buon Dio!
– Buono non direi.
– Dio è il Supremo Scrittore del Destino di Noi Tutti.
– Cattolico?
– Sì.
– Cattolico praticante?
– Certo che sì.
– Anche chi ha investito mio padre si è dichiarato cattolico. Ha pianto come un vitello. Un ottimo attore, non lo posso negare, e l’hanno messo fuori in quattro e quattr’otto.
– Se lei diventasse un vero scrittore grazie al nostro Corso di Scrittura Creativa, domani potrebbe romanzare la triste storia di suo padre.
– Non ne sono convinto.
– Perché mai?
– Mio padre ha sempre fatto il calzolaio, nient’altro. Ed è stato ammazzato da uno scrittore ubriaco e cocainomane mentre attraversava le strisce pedonali. Lo scrittore l’ha fatta franca, mio padre è finito sotto due metri di terra, lasciando me e mia madre. Non c’è altro da aggiungere.
– Mi consenta, se lei diventasse uno scrittore potrebbe scrivere la sua storia con molti più dettagli… potrebbe denunciare la sua morte in maniera più convincente.
– Mio padre è sepolto sotto una lapide: non è abbastanza convincente?
– Non intendevo dire questo.
– Non c’è altro da aggiungere, tranne il fatto che la giustizia non ha fatto il suo corso.
– Dopo aver frequentato il nostro Corso di Scrittura Creativa, sono certo che lei scriverà di suo padre per denunciare l’ingiustizia di cui è stato vittima.
– Dovrei scrivere un libro-denuncia?
– Dopo aver frequentato il nostro Corso di Scrittura Creativa.
– Mi annoiano quei libri che sono invece dei diari.
– Mi perdoni, ma lei è un ciabattino.
– E con questo?
– Intendo solo dire che sarà bravissimo a risuolare le scarpe, ma dubito che sappia scrivere come si conviene, altrimenti non sarebbe qui.
– Sono qui perché ho ricevuto un invito. Pura curiosità.
– Lo spirito di un vero scrittore è tutto nella curiosità che dimostra, e lei ne ha da vendere, io di queste cose me ne intendo.
– E a voler essere a tutti i costi curiosi, quanto costerebbe un anno del vostro Corso di Scrittura Creativa?
– Poco, molto poco, non più di 5.000 Euro all’anno.
– Non è poco.
– E’ un prezzo onesto.
– Mio padre rifaceva le scarpe nuove facendo pagare non più di 10 Euro a testa.
– Quando sarà un vero scrittore potrà vendere i suoi lavori agli editori per non meno di 50.000 Euro.
– Non è detto. Non c’è assicurazione alcuna che io diventi un bravo scrittore.
– Lei si sottovaluta.
– Per pura curiosità, chi ha frequentato il vostro corso è poi diventato famoso?
– Ha imparato a scrivere.
– Ma non è diventato famoso.
– Il nostro Corso di Scrittura Creativa è molto famoso.
– E’ molto ben pubblicizzato, non lo nego. Siete su tutti i giornali che contano.
– Oggigiorno, senza pubblicità, non si può pensare di portare avanti una attività con serietà.
– Mio padre risuolava le scarpe di tutto il paese. Non ha mai investito un soldo in pubblicità. Era bravo, la gente lo sapeva e si fidava delle sue mani.
– Non la seguo!
– Il talento uno o ce l’ha o non ce l’ha. Non è una cosa che si possa insegnare.
– Mi consenta, lei è un ciabattino.
– Non significa che non abbia studiato.
– Lei è un giovane intelligente, è per questo che sono pronto a scommettere che potrebbe diventare uno scrittore di grido.
– Io non ho mai detto di voler diventare uno scrittore.
– Vuole forse rimanere un ciabattino?
– Direi che l’incontro conoscitivo c’è stato.
– E…?
– Non m’interessa.
– Lei sta voltando le spalle alla fortuna.
– Forse che sì, forse che no.
– Un vero peccato, un vero peccato… non dovrebbe mollare prima d’essersi dato una possibilità.
– Il vostro corso non mi convince. Tenete un corso di scrittura per aspiranti scrittori, pretendete di insegnare loro il talento purché paghino la retta, ma io non conosco un cane che sia uscito da questa scuola e che gli allori di Dante gli siano caduti poi sulla testa.
– Ma lei non è del giro, non può sapere…
– Mi faccia il nome di uno che dopo aver frequentato il vostro corso è diventato qualcuno. Un solo nome.
– Lei non è del giro, non ha la preparazione… sarebbe inutile che le facessi un nome.
– Un nome, uno solo.
– E’ inutile che le faccia il nome di uno scrittore adesso. Non ha la preparazione adatta.
– Sono un ciabattino, ma come le ho fatto notare poc’anzi questo non significa che non abbia studiato.
– D’accordo, d’accordo, ma non è abbastanza frequentare una scuola professionale, spararsi tre anni di cultura generale per poter dire di essere degli uomini istruiti.
– Non ho frequentato una scuola professionale.
– Mi consenta, che scuole ha frequentato?
– Ho una laurea in lettere moderne, una in lettere classiche e una in filosofia.
– Ma… lei non era un ciabattino?
– Un ciabattino con tre lauree. Mio padre ci teneva che studiassi.
– Un padre ammirevole.
– Può dirlo forte.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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4 risposte a Ti insegno l’ABC – un racconto ricreativo di Iannozzi Giuseppe aka King Lear

  1. cinzia stregaccia ha detto:

    bellisssimo una fantastica galoppata fra chi vuole sfruttare i sogni e anche la stupidità perchè no di molti e chi sa restare con i piedi per terra..
    buongiorno Beppaccio
    cinzia

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Ci hai preso in pieno.
    Questi sedicenti maestri di scrittura pensano che il talento possa essere insegnato, venduto per una certa somma a chiunque.
    E’ incredibile però quanti boccaloni ci sono in giro: credono davvero che un Corso di scrittura possa farli diventare degli scrittori? Non si rendono conto che non fanno altro che impinguare le tasche di questi qui, che non sono dissimili da certi venditori di panacee dell’800.

    Bacione

    beppaccio

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  3. perfettamente d’accordo! mi sono ricreata!
    p.s. arrivò?

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  4. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Ti sei ricreata? 😉 Molto ma molto bene, perché questo racconto vuol far ricreare la gente riflettendo sulle scuole di scrittura.

    beppe

    P.S.: Arrivato. Attacco stasera a leggerti.

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