La Fornero regala lacrime alla carta stampata

La Fornero regala lacrime alla carta stampata

di Iannozzi Giuseppe

Se solo… se solo… se solo ci fosse stato il coraggio di operare più tagli… sui sedicenti poveri cristi. E invece no. Li abbiamo lasciati in mutande, ma non è abbastanza e non lo sarà mai. Questo il dolore che mi scava il petto, che mi segna la fronte, che scolpisce profonde rughe su tutta la superficie della mia bella bellissima ricchissima faccia. Devo ammettere che non piango spesso, ma questa volta l’ho fatto: i privilegi della Casta, dei ricchi e dei super ricchi non sono stati né toccati né scalfiti, e nemmeno è stato toccato il santo patrimonio del Vaticano che tanto m’è caro, Dio mio, quanto m’è caro!, più del mio stesso cuore.

I pensionati con 500/600 Euro di pensione al mese che diavolo ci dovranno mai fare? Regali forse? Vadano a quel paese ‘sti vecchi taccagni. Restino qui in Italia, e che ci crepino soprattutto: mica si vuole che i loro averi finiscano seppelliti in terra straniera. Non sia mai. Avete voi idea di quante valvole cardiache e pacemaker ci sono nel petto di questi nonnetti? Ve lo dico io: a bizzeffe. Per non parlare poi delle dentiere che tengono ben strette in bocca. Tutto, tutto questo patrimonio appartiene allo Stato e non ce lo lasceremo portare via. Noi che oggi governiamo non siamo mica come quel Calandrino. Noi siamo figli della Lupa, e di Cavour e di Nerone anche.

Mi riferiscono proprio or ora che gasolio e benzina si stanno infiammando, prezzi da capogiro. Gli italiani non capiranno mai che gliel’abbiamo messo in quel posto. La sinistra è con noi. E’ tutta con noi. Sì, ci sono due o tre coglioni refrattari che ci danno addosso, ma quelli non contano, come i sindacati d’altro canto, che è chiaro che sono stonati di loro. Non contano un cazzo di niente, non hanno ancora capito che l’unico comunista buono è quello che tiene milioni a palate e preziosi ben nascosti in un caveau svizzero.

Di fronte a un panorama così non posso non spremere lacrime dai miei begl’occhietti. La foto di me che mi strizzo gl’occhi se la sono ripassata tutti i giornali che contano, in prima pagina, mica scherzi. Nel giro di neanche 17 giorni sono diventata io la primadonna, nessuno più si ricorda delle veline di Berlusconi, che di danni ne hanno forse fatti tanti… ma io, canavese d’origine controllata, già Vice Presidente del Consiglio di Sorveglianza di Intesa Sanpaolo, poi membro del Comitato Scientifico di Confindustria, ma anche membro della Commissione Ministeriale di esperti indipendenti per la verifica previdenziale nonché del Comitato Scientifico del Mefop, e integerrima moglie del più grande economista italiano, Mario Deaglio, farò tutto quello che le veline non hanno saputo fare. Contateci pure, cari i miei italioti.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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5 risposte a La Fornero regala lacrime alla carta stampata

  1. is@bell@ ha detto:

    L’ipocrisia e’ una gran brutta bestia. Cosi come lo e’ l’incomprensibile silenzio di quanti, e di quantE, fino a qualche giorno fa, esercitavano la professione dello “scendere in piazza” per la qualunque.
    Io continuo a contare sui tuoi post che, ringraziando ognuno il proprio dio, non ho mai trovato “italioti”.
    Buona giornata King.
    Baci
    i

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  2. cinzia stregaccia ha detto:

    grande grande grande Beppe!!!!!!!!! alla faccia di tutti quei poverini che han pensato “però guarda piange..” io mai mi son sentita così presa per i fondelli
    cinzia

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  3. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Hai ragionissima, Isabella cara. Oggi quella che doveva essere l’opposizione non dice niente contro questa manovra che di fatto è una manovra-ammazza-poveri. Perché? Perché Monti e la sua squadra è stata portata su da quella che oggi dice esserre l’opposizione, una opposizione chiaramente finta e marcia fino al midollo, giacché non fa gli interessi del popolo bensì quelli delle Poltrone e delle Banche.

    I pochi che oggi si dicono contro Monti e le sue manovre Bersani gli sbatte la porta in faccia. Temo che di italioti ce ne siano fin troppi in questo paese; e stanno zitti, stanno zitti per ipocrisia, consapevoli che Monti ce l’hanno messo loro al Potere, per cui né oggi né mai ammetteranno d’aver fatto un danno colossale.

    Baci a te, Isa che sei Bella

    beppe

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  4. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Pensavo che con le veline berlusconiane si fosse toccato il fondo, ma dopo questa scena mi sono dovuto ricredere: è rimbalzata su tutti i giornali, di destra di sinistra di centro, quasi a sottolineare che loro sono i buoni e che gli italiani sì, sono in buone mani.

    La manovra è iniqua. Neanche il governo Berlusconi era mai riuscito a riunire tutti i sindacati insieme per scendere in piazza. Da dietro le quinte, si fa per dire, Romano Prodi sbraita: “Francesi e tedeschi devono smetterla di fare i maestrini”. Ma l’Italia è il paese messo peggio dopo la Grecia. Chiaro che se affonda l’Italia affonda l’Europa. L’Ue non vorrebbe affondare per colpa nostra, tutto qui. Come vedi, a ben vedere, dietro i sedicenti governi tecnici si nascondono vecchi personaggi, che di danni ne hanno prodotti a catena, in primis la precarietà lavorativa.

    Non so quanti se ne rendano conto sul serio, ma sono certo che molti pur di non ammettere i loro propri errori taceranno e continueranno a dire che tutto va bene.

    beppe

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