La prima volta che l’ho fatto – di Iannozzi Giuseppe

La prima volta che l’ho fatto

di Iannozzi Giuseppe

La prima volta che l’ho fatto è stato perché non ce la facevo proprio più di sentirmi dire vergine. E così la prima che me l’ha smollata mi è stata bene.

Milena la Cagna era la più brutta della classe. A sedici anni era già una vacca, in ogni senso: se l’erano fatta tutti i maschietti dell’Istituto Tecnico, e non solo. Milena andava con entrambi i sessi. Era malata di sesso, forse per compensare fascino e bellezza che proprio non aveva.
Amava pisciare alla maniera dei cani. Al mattino, prima d’entrare in classe, si tirava giù le mutandine e pisciava contro la ruota d’una macchina parcheggiata o all’ombra d’un lampione. Dava spettacolo così.

contenuti esplicitiCome dicevo ero stanco d’esser sfottuto dagli amici che non risparmiavano colpi su colpi per mettermi in ridicolo. Ero stufo di loro che ogni volta che si era con delle femmine gli spiattellavano che io non lo avevo ancora fatto. Ero stanco dei sorrisi di scherno delle ragazze che mi reputavano una mezzasega. E allora ho preso la decisione, sono andato con Milena. D’altro canto più della metà dei maschi dell’Istituto erano diventati uomini grazie alla figa extralarge di Milena. O così o con una puttana di strada, non c’erano alternative. Soldi per pagare una prostituta non ne avevo, come del resto quasi nessuno di noi maschietti brufolosi, per cui… Milena si è subito dichiarata disponibile. Non ha fatto storie. Lei lo sapeva di non essere bella, così come ben sapeva che i maschi la cercavano per sbarazzarsi della loro cazzo di verginità, e non per altro. A lei stava bene, purché fosse un bel cazzo giovane a penetrarla.

Mi si è data alla pecorina in un cesso puzzolente di piscio. Si è sfilata le mutandine e mi ha invitato a schiaffarglielo dentro. Così ho fatto. Ho messo il profilattico al mio pipino e gliel’ho sbattuto dentro, chiudendo gli occhi, immaginando di ficcarlo nella passerina bionda di Barbarella. Era il solo modo per farmelo venire duro. Sono venuto e sono subito scappato. Milena l’ho lasciata nel cesso, da sola. Non è stato bello. Una volta riaperti gli occhi mi sono subito scontrato con l’amara realtà: la figa slabbrata di Milena. Sono scappato manco m’avesse morso una vipera velenosa proprio sulla cappella.

Non ho idea di dove possa essere oggi Milena.
Sono diventato un uomo grazie alla sua figa slabbrata?
No. Però la voce che l’avevo fatto con la Cagna ha fatto presto a circolare. E dall’oggi al domani non sono stato più considerato una mezzasega.
Tuttavia, nel mio intimo, sapevo di non essere ancora un uomo. Ero solo un maschietto che aveva sborrato in un profilattico cacciato a forza nella figa extralarge d’una tipa disposta a tutto pur d’ottenere un minimo di calore animale.

L’unica cosa che ancor oggi un po’ mi consola è che il giorno dopo Milena la Cagna, incontrandomi all’entrata di scuola, manco più si ricordava d’avermi offerto le sue sofferte grazie!

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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2 risposte a La prima volta che l’ho fatto – di Iannozzi Giuseppe

  1. cinzia stregaccia ha detto:

    si non era ancora un uomo..
    cinzia

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Evidentemente no.

    beppe

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