Tenerezze sul prato di RomanticaVany e Iannozzi Giuseppe

Tenerezze sul prato

di RomanticaVany e Iannozzi Giuseppe

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Tu

Tu che sempre alla stazione mi attendi
Tu che tra le spire di inferni e paradisi
su misura inventati mi coinvolgi
Tu che sulla Luna m’accompagni perdendomi
ma subìto cercandomi per un eterno abbraccio
Tu che sulle labbra mi hai baciato
Tu pensatore che gli occhi serri
snidando del mondo le ambiguità
Tu che nell’intimo d’una poesia mi travolgi
Tu che nascosto rimani
tra la gente indifferente
Tu in un silenzio trasparente
Tu che sai di melagrana e tabacco
Tu che sempre sei a me accanto
Tu che il quotidiano del giorno prima
ai piedi del letto lasci cadere distratto
Tu che spari all’interruttore degl’incanti
Tu col tuo ridicolo sorriso mi hai stupito.

Sfiorando le cose

Lancette e ingranaggi,
l’orologio colora le ore
del giorno di sole di luna
strappando al cielo
un po’ del suo blu
mettendo così a nudo
ansie paure numeri
fra costellazioni e nebulose
nascoste.

Se solo si potesse riuscire
sempre dal buio fuggire
e dentro ai colori
pian piano annegare;
e il bene in superficie
riportare.

Passare leggeri su le cose
sfiorandole appena
e con accorti movimenti
in speranza e volontà cercare
il fiore e l’albero
il rumore del mare
i baci meritati
obbligando i sogni
a non abbandonarci più.

Su un verde prato

Seguendo le deboli tracce
d’un indefinito pensiero
scivolano leggere
le dita ad accarezzare
gli angoli bianchi d’un libro;
con l’indice
sulla punta della lingua
bagnato
volto la pagina divorata;
così presto, così presto
si fan di nebbia e confusione
le immagini da me partorite.
Repentino un alito di vento
mi sconvolge i lunghi capelli
rovesciandoli presto
sugl’occhi miei verdi;
col cuore in gola
– rapido come braccato –
nella semioscurità
cerco te,
la confortante tua forte mano
perché m’accompagni al ballo
sì tanto a lungo sognato

E nel mentre
lo specchio riflette l’estasi
sotto l’incessante ticchettar
del tempo;
ed è già tempo
di non aver più tempo…
il vellutato mio seno contro
la nuda tua schiena
Ma su di me soltanto
ammiccanti stelle
e una Luna scandalizzata

Scalza mi muovo
su un verde prato
mordendo a sangue
le timide mie labbra
di desiderio affamate,
cercando invano
d’accecar l’ardor
che fu soltanto
… immaginato!

Perfetta

Esiste-resiste il sapore
speziato d’incomprensioni
tra il vero e il non vero
Pensammo male l’uno
dell’altra, forse perché
lontani, forse perché diversi
e però sì tanto simili
nella paura anche

Vivere non soltanto
per star in mezzo alla gente
che lo sguardo punta
ad un fazzoletto di cielo
lasciando libero il tempo
di correr dietro ai suoi debiti
In questo germoglio di notte
insieme siam legati
al Grande Mistero Divino

Ma la tua voce ascolto
un po’ turbata e eccitata;
veloci fra le dita scivolano
i giorni; nulla abbiamo
se non l’amore, l’amore
che mi sorride
invitandomi allo slancio

Un cesto di fiori
diversi e colorati
che profuma
e sfida la vita

Prendimi adesso
L’essenza della vita
sul ventre e in seno;
di fragole le mie labbra,
e mirto rosso liquoroso
nelle vene i sensi inebria

Prendimi adesso,
adesso che son perfetta

Lettera d’amore

Dal mattino sveglia
con ansia le sei aspetto,
l’ora del crepuscolo
per ascendere con te
in paradiso.

Da poco ho imparato
che non è santo l’Eden
dagli artisti disegnato;
e nemmeno lo schizzo
d’una riserva indiana.
Credimi, nulla al mondo
ci pertiene, né gli ori
né i canti dei saggi.

Purissima visione
senza nodi gordiani
sul Bene universale,
così ora m’accingo
a scriverti questa lettera
con animo sincero
trasgredendo la regola
che mi son data
di non dir chiaro e tondo
che per me sei prezioso
nonostante i tanti volti
che pian piano mi sveli:
triste o felice, arrabbiato
o matto, deciso o deluso,
talvolta irascibile e scurrile,
e però sempre t’amo
perché sei come sei.

Dalla lunetta d’oro dell’altare
la Madonnina, lo giuro,
a mani giunte ho pregato
perché l’ostia più pura
finalmente ricevessi
rigettando i peccati tuoi
votandoti anima e corpo
a quel Dio cui non credi.
Ma tu niente, testone
e caprone sino in fondo,
sbruffone eri ieri
e oggi uguale uguale,

Qual rabbuffo di parole per te
che sei un gran sbruffone
ma sempre tanto delicato,
un bambino quasi,
complicato e innamorato;
così ora sol più ti chiedo
d’aiutarmi a ingoiare
le ballerine mie emozioni
col miele delle tue parole.

Tornerai presto

Nebbia di vaghi fantasmi
su case di marzapane,
su i sogni mattutini
intrisi del primo odor di caffè,
mentre la pioggia batte
sulle finestre appannate.

Vento d’Ottobre
di ocra agghindato,
sei infine venuto
spandendo nubi
strappando foglie,
nei cuori di noi
scatenando sussulti
sino in alto, quasi
vicino al Paradiso
ove il cielo giace.

Senza catene
indomito amante,
emozione di miele,
così sei tu, Ottobre.

Restano gli alberi
spogliati d’ogni rancore;
e veloci veloci
saettano
senza peso
i passerotti
sotto il ripetuto tic tic
sulle grondaie musicato;
così dolce è ora
il dormire.

Vola piano
lontano una foglia;
sciaguattano gli stivali
nelle pozze d’acqua;
di te sicuro te ne parti
verso prospettive inedite.

E una mano allungo
per un saluto e un sorriso.
Ritornerai presto lo so…
Già freme un sussurro
sul mio bel davanzale.

Halloween d’amor segreto

Avanti al sole
in attesa
le ombre
di me all’oscuro,
ché già troppo
era stato.

Senza fremito
o passione
quel bacio rubato
sotto al lampione
vicino casa;
tante le notti così,
folli.
Poi a te
il mio pensiero,
ma con dolore
come si pensa
a certe illusioni
incerte
e che però
in fondo al cuore
si divorano.

Dolce!
Forse no,
non così dolce
la prepotenza
di quel bacio
avido,
insoddisfatto.

Incomprensibile
per me
quel toccarti
senza volerti.

Avanti,
avanti nel tempo
tanta la pioggia,
e io immersa
nel tentativo strano
di conciliare
le note spezzate
d’un cantico antico.
Eppur
le bramose tue labbra
han scatenato
subbuglio nel cuore
– un risveglio inatteso.

Tu, fuoco ardente,
delirio
e passione avvolgente,
impossibile resistere
al tuo abbraccio
nella quieta attesa
d’un primigenio sole
per un altro halloween
d’amor stregato.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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4 risposte a Tenerezze sul prato di RomanticaVany e Iannozzi Giuseppe

  1. cinzia stregaccia ha detto:

    bell’insieme di emozioni e sentimenti!!! mi piaceparticolarmente sfiorando le cose.
    ciao ragazzi
    cinzia

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  2. vanessa ha detto:


    Buon pomeriggio ♥ vany

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  3. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Sulla cozza pelata
    ho preso 'na secchia d'acqua gelata
    Non ti far come sempre pregare,
    non mi far piovere dagl'occhi
    lacrime salate
    Vieni, vieni a darmi una leccatina
    sulla cozza pelata 🙂

    diavoletto bastardiSSimo di VaNY

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  4. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Cinzietta, questo è un concentrato di TENEREZZE a 4MANI. Devi essere maggiormente entusiasta.
    Ho aspettato un bel po’ prima di postarle in una silloge organizzata. Avanti, dì qualche cosa di più. 😉

    Smaaackkk

    beppacci

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