Il Gheddafi italiano del bunga-bunga – di Iannozzi Giuseppe

Il Gheddafi italiano del bunga-bunga

di Iannozzi Giuseppe

Berlusconi il Gheddafi italiano

Muhammar Kadafi è morto. O meglio, è stato giustiziato. Forse ha urlato. Forse ha combattuto fino all’ultimo. E forse ha cercato di nascondersi. Lo hanno però beccato. Gli hanno sparato prima alle gambe. Poi il colpo mortale, alla testa. Il suo corpo è stato calpestato dai ribelli. La folla ha gridato, ha manifestato la sua gioia. Gheddafi non è più una minaccia. Non è più un tiranno. E’ un pezzo di carne sanguinolenta che viene mostrato al pubblico, alla televisione, ripreso con un videofonino. E’ stato giustiziato con un colpo di pistola, ammazzato come un cane da quella pistola dorata che era uno dei suoi tanti simboli di terrore. A scrivere la parola fine sarebbe stato un giovane ribelle. Non è chiara la dinamica. Non lo sarà nemmeno domani. La morte del Colonnello è già Storia e la leggenda intorno alla sua fine conta già tante varianti. A mandare all’inferno il Colonnello sarebbe stato un giovane, un certo Mohammed al-Bibi, un ribelle di 20 anni. Sulla testa del dittatore 20 milioni di dollari. Il giovane giustiziere riscuoterà la taglia? Forse no perché parrebbe che non sia stato lui a sparare il colpo decisivo. Non si capisce chi lo abbia ucciso, dove, come e quando. Con tutta probabilità la morte del dittatore continuerà a rimanere avvolta dal mistero per parecchi anni. Non si saprà mai come è in realtà caduto. Il suo stato di terrore è però finito insieme agli ultimi suoi fedelissimi.

In queste ore i giornali ricordano la tragica fine di alcuni dittatori: Benito Mussolini a testa in giù a Piazzale Loreto (Milano); Adolf Hitler suicida insieme a Eva Braun nel suo bunker; Nicolae Ceausescu ucciso dopo un breve processo farsa nel 1989; Pol Pot morto nel suo letto prima dì essere consegnato a un tribunale internazionale; Saddam Hussein morto impiccato nel 2006 dopo la sentenza del tribunale iracheno. E, in maniera clamorosa e censoria, ci si dimentica di Joseph Stalin, dittatore a tutto campo, per crudeltà non di certo inferiore al Duce italiano e al Fuhrer. Il 5 marzo del 1953 il dittatore comunista morì a causa di un colpo apoplettico. Tre anni dopo la sua morte, al XX Congresso del PCUS (1956), Nikita Chruščёv denunciò i crimini commessi da Stalin dando così inizio a un processo di ‘destalinizzazione’. In prima pagina, il 6 marzo 1953, il quotidiano l’Unità scriveva, senza alcun spirito critico: “Stalin è morto. Gloria eterna all’uomo che più di tutti ha fatto per la liberazione e per il progresso dell’umanità. Il Capo dei lavoratori di tutto il mondo si è spento ieri sera a Mosca alle 21:50”. Ancor oggi parlare di Stalin il dittatore è tabù, per la sinistra tutta: ecco dunque che i dittatori sono tutti uguali, ma almeno uno, Stalin, è uno di quelli di cui è fatto divieto alla sinistra di parlarne male.

Il premier Silvio Berlusconi, sino a ieri grande amico del Colonnello, appresa la notizia della morte del dittatore libico ha commentato: “Sic transit gloria mundi”. Ha poi soltanto aggiunto che “ora la guerra è finita”. Berlusconi ha mangiato insieme a Gheddafi. Ha condiviso le sue idee, gli ha permesso di portare il Corano in Italia e di far propaganda all’islamismo. E non da ultimo ha dato in pasto al raìs le donne italiane permettendogli… non lo sappiamo cosa gli abbia permesso di fare e di non fare con loro. Ma l’ambigua pratica del bunga-bunga è diventata subito l’argomento principe su i giornali di mezzo mondo.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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6 risposte a Il Gheddafi italiano del bunga-bunga – di Iannozzi Giuseppe

  1. vanessa ha detto:

    Molto interessante la parte ove citi i personaggi che hanno fatto storia e che per me alcuni sono tabù.
    Non mi è piaciuto il discorso su Berlusconi. Poveretto tutto le cose più infime e pessime le ha fatte lui e dette lui?
    In fondo ha detto una cosa giusta: – Sic transit gloria mundi (in lingua italiana: “Così passa la gloria di questo mondo”, in senso lato “Come sono passeggere le cose del mondo”) è una celebre locuzione in lingua latina. Deriva da un passaggio dell’Imitatio Christi (Imitazione di Cristo, 1, 3, 6): “O quam cito transit gloria mundi”. Con esse si intendeva rammentare al vescovo di Roma, nonché capo della Chiesa cattolica, la transitorietà del potere temporale e quanto, in ogni caso, la vita sia caduca così come vano sia ogni sfarzo del mondo terreno.
    Durante la cerimonia di incoronazione infatti il cardinale protodiacono si avvicina al pontefice e pronunziando queste parole spegne una fiammella di una stoppa su un’asta. Così come una fiamma si spegne in un batter d’occhio così anche la gloria del mondo svanisce in poco tempo, il papa si inginocchia e riflette su ciò. La locuzione viene citata anche a proposito di insuccessi seguiti a grandi trionfi, oppure in occasione della morte di personaggi famosi. Anche in questo caso il senso della voce è piuttosto esplicito e non cambia .

    Buonanotte! ♥ vany

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  2. cybermax67 ha detto:

    Ad essere sinceri, mio carissimo amico, ce ne sarebbero ancora di personaggi da eliminare. Non credi anche tu?

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  3. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Ne ho citati solamente alcuni di dittatori, tristemente famosi.
    Il problema con Berlusconi è che sino a ieri era amico intimo di Gheddafi, oggi dice che la guerra è finita. Ha fatto presto, molto presto a voltargli le spalle? Eppure sino a ieri erano amici, o no? Sì, che lo erano. Gli baciava l’anello addirittura in segno di sottomissione. Proprio lui che si dice cristiano e cattolico, che cerca l’appoggio dei cattolici, poi lascia che il dittatore Gheddafi pianti le sue tende su suolo italiano lasciandolo libero di insozzare le piazze, lasciandolo libero di fare opera di conversione all’islamismo; e come se tutto ciò non bastasse paga delle ragazze da offrirgli. Ma dove siamo? Non è questo il modo di comportarsi, non per un uomo nella sua posizione, quella di premier.

    Berlusconi non è migliore di Gheddafi. E’ per molti versi uguale a lui, un voltagabbana, machiavellico fino al midollo dell’osso. Ovvio che siamo poi lo zimbello del mondo: l’Italia è tenuta da conto dai paesi stranieri solo per deriderci. Ed intanto il rating delle banche viene sempre più abbassato, il che equivale a dire che siamo ritenuti un paese incapace e purtroppo è più che mai vero. Se è giusto, e lo è più che mai, dire contro i tiranni comunisti, Stalin incluso che la sinistra continua a tenere su di un piedistallo d’oro colato, è altresì giusto dire del cattivo comportamento del nostro premier. Non possiamo fare distinzioni, perlomeno io non me la sento di farle, deontologicamente parlando. E’ una questione di giustizia che deve essere uguale per tutti, nessuno escluso.

    ♥ ♥ ♥ LeKKatine fragoloSe, dolce Agnellina Vany

    orsetto di VaNY

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  4. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    L'orsetto tuo indossa la sciarpetta della PACE.

    E ti augura una dolciSSima notte, di stelle cadenti e di peluche morbidosi da abbracciare, mia Bella Bimba. ♥ ♥ ♥

    orsetto di VaNY

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  5. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Mi sono limitato a citare i casi più eclatanti, ma questo non significa che non ci siano altri dittatori a piede libero, come Chavez e Castro. Ma se l’Iddio lo vorrà ce li leverà di torno presto, non mi sembra che nessuno dei due sia in buona salute.

    beppe

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