Richard Yates, Revolutionary Road. Soap opera spacciata per capolavoro – recensione di Iannozzi Giuseppe

Richard Yates, Revolutionary Road

Soap opera spacciata per capolavoro

di Iannozzi Giuseppe

Richard Yates torna in libreria, per l’ennesima volta, con una copertina diversa e ad un prezzo decisamente significativo, 18 Euro. Revolutionary Road di Richard Yates fu pubblicato assai di recente dai tipi Minimum Fax, nel novembre del 2003, nella collana Minimum classics: costava 11,50 Euro. Il romanzo è stato poi riproposto nella collana I Quindici, sempre da Minimum Fax: l’occasione, più che mai commerciale, era quella di sbolognare il libro a quanti si sarebbero sbattuti al cinema per vedere il film Revolutionary Road di Sam Mendes (già regista di American beauty, Era mio padre, Jarhead) con Leoanardo Di Caprio protagonista. Non poteva mancare la terza ennesima edizione, questa volta con in allegato il dvd, il tutto per 22 Euro.

I Wheelers, protagonisti di questo romanzo e film, sono una giovane coppia di anticonformisti. Ma alla fine il loro non conformismo li annienta nel corpo e nello spirito. E’ così inevitabile che Frank si rassegni a una vita di routine, quella di un semplice impiegato, mentre April, sua moglie, si trinceri nel ruolo di casalinga infelice che impara presto a odiare il Connecticut e ad amare una Parigi immaginifica. Il romanzo, acclamato in sordina, per più di quarant’anni, pubblicato per la prima volta in Italia nel 1964 da Garzanti con il titolo I non conformisti, attirò l’attenzione, sempre minima, di qualche intellettualoide, ma non riuscì mai a diventare un bestseller. Semplicemente perché Yates la taglia del genio incompreso non ce l’ha per quanto certi critici si sgolino a urlare il contrario. La middle class, che Richard Yates abbozza facendo largo impiego di tinte fumose, è un ritratto perfetto di tutti quei cliché narrativi preconfezionati e collaudati che chiunque voglia scrivere un romanzo fintamente controcorrente adotta. Richard Yates non è William Faulkner, né ha la statura di Francis Scott Fitzgerald: Yates cerca invano di conferire carattere al suo Frank Wheeler, ma fallisce; non riesce mai a infondergli né la bellezza né la dannazione di Antony Patch, dell’emblematico decadente e perfetto anticonformista nato dalla penna di Fitzgerald. E mai sfiora la tragicità faulkneriana che è nell’Urlo e il furore.

Revolutionary road di Richard Yates, sotto molti aspetti, è un lavoro che ricalca alla perfezione la stupida drammaticità delle soap americane: null’altro. Non di certo un capolavoro, nemmeno con la “c” minuscola.

Revolutionary road – Richard Yates – Minimum Fax  – collana I Quindici – 457 pp. – € 22

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
Questa voce è stata pubblicata in arte e cultura, critica letteraria, cultura, editoria, Iannozzi Giuseppe, Iannozzi Giuseppe sconsiglia, libri, narrativa, recensioni, stroncature e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

2 risposte a Richard Yates, Revolutionary Road. Soap opera spacciata per capolavoro – recensione di Iannozzi Giuseppe

  1. francesco ha detto:

    Revolutionary Road è un capolavoro. Di stile, innanzitutto. E poi è un romanzo potentissimo, esplosivo.

    "Mi piace"

  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Francesco, una tua opinione, rispettabile ma che non condivido. Non ho amato il romanzo, e ancor meno ho amato il film con Di Caprio.

    "Mi piace"

I commenti sono chiusi.