Bambolina cattiva – di Iannozzi Giuseppe

Bambolina cattiva

di Iannozzi Giuseppe

a Vany
che più non mi pensa
se non come un dongiovanni
pazzo e da strapazzo

Bambolina, di me dovresti aver maggior cura.
Se non mi accarezzi, se non mi abbracci,
se non mi baci, io soffro e soffro tanto.
Pensi forse sia io uno dei tuoi peluche,
un giocattolo che quando sei stanca
puoi dimenticare chissà dove, in fondo
al divano, o fuori al freddo insieme ai lupi
– che di certo infestano in lungo e in largo
tutta la Maremma? Sappi che nel petto
mi batte un cuore. Tu non sai il male che mi fai!
Non ricever da te un’occhiata o uno schiaffo,
un gesto gentile o un calcio nelle palle,
son queste le cose che mi mancano
e che nella tetra notte mi danno gli incubi.
Perché mi tratti così male? Non son forse stato
alla tua altezza, Bambolina? Ho forse sbagliato
quando ho fatto il diavolo a quattro e di più
per una leccatina miracolosa sulla ferita
che mi son procurato per cercar tra i rovi
le rose più belle e senza spine per Te?

Ah, che dolor, che dolor, che dolor…

Tu a me non ci tieni, non veramente.
Un giocattolo son io, un peluche e null’altro,
e non di rado pesante. Ma quando mai
un batuffolo di pelo e di anima sofferente
è stato peso e piombo per la gente? Coccole,
coccole, coccole, di questo avrei bisogno;
ma mi son negate, e tosto vengo sbattuto
in un angolo al pari d’una pezza da piedi.

Ah, che dolor, che dolor, che dolor…

Lentamente mi stai lasciando scivolare
giù in fondo, sempre più in fondo
quando soltanto ieri ero sul suo petto
a respirare l’odore buono della tua beltà.
E invece adesso affondo, dalle tue braccia
scivolo; presto non t’accorgerai neanche
d’avermi perso, occupata come di certo sarai
col tuo Blackberry a chiamare amiche
e altre amiche per raccontare loro
del tuo nuovo amore, un amore leggero
leggero come una piuma strappata
dal sedere d’un angelo. Oh sì, sarà così.

Ah, che dolor…

Oramai non preghi più per me,
quel prete tanto buono me l’ha confessato
vedendo la mia sofferenza: papale papale
m’ha detto che la signorina che sol ieri
per me pregava, da oramai tanto tempo
non scuce più le labbra sue dolci
per metter una buona parola per me
con Dio.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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5 risposte a Bambolina cattiva – di Iannozzi Giuseppe

  1. cinzia stregaccia ha detto:

    ma dai…….:)))))))) molto carina!
    Buon sabato!
    cinzia

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  2. Felice Muolo ha detto:

    Da spaccare il cuore.

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  3. vanessa ha detto:

    Bravo! Bellissima poesia anche se un pò malinconica.
    I cattivi debbono essere sempre allontanati …. ed allora non potranno ferirti più.
    Voglio rammentarti un pensiero di S.Agostino tratto da “In epistolam Ioannis ad Parthos” :”Dunque, una volta per tutte, ti viene proposto un breve precetto: ama, e fa ciò che vuoi. Se tu taci, taci per amore: se tu parli, parla per amore; se tu correggi, correggi per amore; se tu perdoni, perdona per amore. Sia in te la radice dell’amore; e da questa radice non può derivare se non il bene”. E’ un grande insegnamento!

    Buonanotte orsetto
    ♥ vany

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  4. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Sant’Agostino predicava più o meno bene e razzolava molto male, vale a dire che non mi piace giacché le sue parole non corrispondono alla pratica.
    Preferisco di gran lunga San Francesco.

    E’ solo una poesia, null’altro che questo. L’aggettivo ‘cattiva’ qui è da intendersi in una accezione affettuosa.

    bacetto dall’orsetto

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  5. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Grazie Felice, tu comprendi il mio profondo dolore. ^__*

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