Dopo Twin Towers. Oltre il reale. AA.VV. 20 racconti di fantascienza stomachevole

Dopo Twin Towers. Oltre il reale. AA.VV.
20 racconti di fantascienza stomachevole

di Iannozzi Giuseppe

Malatempora, insieme al Foglio letterario e al movimento neonoir hanno dato vita ad un libello che accoglie 24 racconti di fantascienza: il tema, l’11 settembre 2001. L’iniziativa – o la sfida – è stata lanciata un po’ di tempo fa con il seguente bando: “Agli autori, italiani, cioè a quel milione di segaioli che confondono la creatività con il loro ombelico, che ancora scrivono cascami di madame Bovary e patetici racconti su una provincia che esiste solo in Tv, su città che esistono solo in Berlusconia, mentre il mondo globalizzato si fa speranza, o incubo: provino, se ne sono capaci, a raccontare, in 2000 parole, una storia che porti a galla le nostre paranoie più profonde, sfruculiate da quel mago nero della pubblicità, ex playboy miliardario in preda a delirio di onnipotenza di nome Bin Laden. Vediamo dove va la vostra immaginazione. Vediamo se siete capaci di costruire storie con personaggi veri, incastrati ben fatti, e un finale a sorpresa…

Bene, il libro è finalmente uscito: ventiquattro autori e nessuno che abbia saputo mettere su carta un racconto decente. E’ raro, rarissimo, che mi capiti di leggere libri veramente brutti: ma Oltre il reale è un libretto che è molto più che brutto. Temo non esista aggettivo per qualificare una simile raccolta di paccottiglia: i racconti non sono né fantascienza, né fiction, né pulp, né mainstream, né avantpop, insomma “non sono” e tanto fa. Anche non volendo tener conto degli svarioni grammaticali e sintattici dei racconti, le idee che sono raccolte in Oltre il reale sono quanto di più ridicolo e innocente la fantasia degli italiani ha saputo produrre. Innocente, nel senso che questi racconti non risulterebbero graditi neanche ad un bambino di sei anni; a dirla tutta, la storia di Cenerentola è un vero capolavoro di fantasia, una storia che ti mette dentro i brividi. I racconti non rasentano il ridicolo, si spingono oltre, ben oltre: scritti male, di fretta, ogni finale è una delusione. Evidentemente gli autori non hanno capito niente dell’11 settembre 2001 o si sono prestati a scrivere bullshit per il business di moda intorno alla tragedia che si è consumata intorno e dentro le Twin Towers, nel mondo occidentale e in quello di Allah.

Dalla prefazione a Oltre il Reale: “C’è un Philip Dick, un Asimov, o un Mongai (nostro padre nobile di fantascienza, vincitore di Urania e autore di ‘Memorie di un cuoco d’astronave’ che ci ha assistito in questa kermesse durissima che ci ha portato a 24 autori (dovevano essere venti) qui pubblicati. Questo è il nostro secondo tentativo di trovare autori capaci di scrivere una storia sotto le 2mila parole… che come tutti i lettori (ma non il milione di scrittori) sanno è cosa difficile in Italia. Paese di egotripper che privilegiano la loro prosa, e il loro ombelico alla leggibilità, e al raccontare. Ma tant’è…” (a firma de il collettivo malatempora). Gli autori che si son prestati a scrivere Oltre il reale: Fabrizio Bianchini, Fabio Lastrucci, Angela Amico, Gian Paolo Celli, Giovan Giuseppe Tuccillo, Riccardo Coltri, Marco Sommariva, Silvana Zamperini, Teresa Regna, Timur Lenk, Matteo Gambaro, Massimo Wender, Antonio Daniele, Andrea Dilaghi, Michele Piccolino, Vincenzo Blandamura, Vincenzo Spasaro, Aurelio Toscano, Carlo Bertani, Roberto Saporito, Luigi Boccia, Matteo Vergani, Marco Minicangeli, Luigi Cristiano. Non uno che abbia accennato a una idea vagamente originale e che non si regga sulle stampelle. Mi domando se tutte queste persone abbiano almeno la vaga idea di cosa significa scrivere e, soprattutto, mi domando se sanno, se sanno veramente cosa ha significato l’11 settembre 2001 per la storia mondiale.

Inutile sprecare altri commenti: saremo pure in un paese di egotripper, ma Oltre il reale non è assolutamente fantascienza e non è letteratura in nessun senso. Simili scritti gettano solo un serio discredito sulla fantascienza, quella seria, quella italiana che si sforza di produrre, o meglio di creare, opere veramente divertenti e non scevre di contenuti sociali.
Un lavoro scevro di qualsiasi significato. La grafica di Valerio Bonome è abborracciata, l’impaginazione dei racconti è un vero disastro (non si capisce in base a quale soggettivo criterio è stato impaginato Oltre il reale: per importanza dell’autore o per bellezza del racconto? Manca un qualsiasi indice di riferimento…), le illustrazioni all’interno dell’antologia (!) mancano di una qualsiasi didascalia esplicativa, insomma una catastrofe in tutti i sensi.

Oltre il reale è un libro che sconsiglio vivamente a tutti: non c’è niente da imparare da questo progetto. E’ illeggibile: ma se si è masochisti come me, allora! Però non venite a dirmi che non vi ho avvertiti. Ci vuol pelo sullo stomaco per reggere le cazzate di Oltre il reale e tanta, ma tanta pazienza. Noia e disgusto assicurati. E’ comunque un ottimo esercizio per imparare a riconoscere i pericoli delle innovazioni letterarie underground quando queste non hanno né capo né coda.

AA.VV.  – Oltre il reale – 24 racconti di fantascienza dopo le Twin Towers – Malatempora/sci-fi n.12  – Prima edizione: luglio 2002 – pagine 128 – ISBN 88-8425-017-X – Prezzo 8 Euro

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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2 risposte a Dopo Twin Towers. Oltre il reale. AA.VV. 20 racconti di fantascienza stomachevole

  1. cinzia stregaccia ha detto:

    beh..una critica così o farà ottenere “un grande successo” dettato dalla curiosità o un grande flop..
    cinzia

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Il libro uscì nel 2002 se non ricordo male. Fu un flop, deo gratias.

    beppe

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