Confessione del prete fascista

Confessione del prete fascista

di Iannozzi Giuseppe

Mi sono fatto prete, per convenienza. Non eccellevo negli studi. Quando i miei vetusti mi accennarono alla possibilità di farmi prete non replicai. Per me fu una liberazione, non avrei dovuto pensare al futuro come tutti i poveri mortali, mi sarei dovuto limitare a dispensare consigli ai peccatori e morta lì.

Ho cinquanta anni buoni, non sono una cima come si usa dire. Non ho fatto carriera, non ho la testa per il latino e le grandi omelie. Sono quel che si dice un pretino di periferia, una nullità. Però ho sempre la pagnotta assicurata e un tetto dove stare. Sono riverito dai paesani di cui so morte e miracoli, e quando passo in strada la gente si genuflette. Non potevo davvero aspirare a qualche cosa di più, sono consapevole della mia limitatezza intellettiva. E, ad esser del tutto onesto, ho timore di quegli uomini che sembra sappiano tutto loro.

Credo in Dio?
Ci credo, sì. Ci credo perché ho bisogno di credere in una Forza superiore. Dio è la scusa per la mia umana debolezza e per la mia poca intelligenza: se sbaglio glielo dico facendomi il segno della croce e poi non ci penso più. Dio è questo, è amore, anche per me. Ho orrore di quelli che pensano che l’uomo sia soltanto una scimmia un po’ più evoluta delle altre. Io amo il mio Dio perché mi ha assicurato che la vita eterna c’è.

Non ho molti ricordi perché ho fatto poco o niente nel corso della mia vita. Ricordo la morte di Chet Baker. Il 13 maggio del 1988 domine Christi, Chet cadde da una finestra del Prins Hendrik Hotel di Amsterdam. Era un drogato perso. In paese ho incontrato un paio di questi tipi qui, sono venuti anche da me per confessarsi; ma poi volevano i soldi della cassetta delle elemosine per farsi. Quando mi sono rifiutato di dar loro i soldi mi hanno insultato, hanno bestemmiato nella Casa del Signore. E mi hanno spinto da parte. Hanno rubato i soldi di Cristo per bucarsi. Ricordo la morte di Chet perché quel giorno mi sono sentito eccitato, felice. Non dovrei dirle queste cose, ma io le dico lo stesso. Qui in paese la pensiamo tutti allo stesso modo, un drogato è un figlio del diavolo. Dio li ha punti a quei due, sono morti stecchiti dopo due mesi che avevano rubato a Cristo le offerte a lui fatte dalla gente. Li hanno trovati accasciati su una panchina, uno accanto all’altro con l’ago ancora in vena. Li hanno sepolti nel cimitero, ma nessuno è stato contento di questa cosa: è un sacrilegio seppellire dei drogati in terra consacrata, io la penso così e l’ho scritto anche al Santo Padre. Non mi ha mai risposto. Ha tante cose da fare lui, ma un giorno mi risponderà e sono certo che si dirà d’accordo con il mio punto di vista.

Sono casto, non mi sono mai toccato né ho mai pensato di andare con una donna. Ho orrore di quelli che vanno a uomini. Ho anche paura dei preti pedofili: non sono delle brave persone; se sono capaci di fare certe cose a delle anime innocenti a maggior ragione io credo sarebbero capaci di farle a un pretino come me. Li evito e tengo il becco chiuso. So che ci sono. I parroci delle parrocchie vicine al mio paese hanno il vizio. Quando ci incontriamo per qualche consesso dico poco o niente, e tengo il capo basso per fargli capire che la mia bocca non parlerà mai. E’ per questo che non mi hanno mai dato noie. A loro basta che io tenga il silenzio. Ed io sono muto come una tomba. Anche il Santo Padre non ne parla se non è proprio costretto. Quando ne parla è imbarazzato e tutti lo vedono. Un giorno quei maledetti giornalisti che ridicolizzano la Casa del Signore scrivendo dei preti pedofili avranno il castigo che meritano: poco ma sicuro che bruceranno tutti all’Inferno, perché è davvero una cosa che non si fa. Non dovrei odiare, ma i giornalisti che gettano fango sulla Chiesa non posso non odiarli. Questi disgraziati vorrebbero che la Chiesa finisse. Vorrebbero ridurla sul lastrico morale e finanziario. Sono degli assatanati. Il buon Dio un giorno gli darà il fatto loro ed allora capiranno di aver sbagliato, ma per loro sarà ormai troppo tardi.

Non si può offendere il Signore, non è giusto. Ogni santo giorno sento atei, uomini di lettere dire che Dio non esiste. Queste persone mi fanno ribrezzo. Forse è vero che non sanno quello che dicono e che per questo vanno perdonati, come ha fatto il buon Gesù; però io non posso che provare un sentimento di puro ribrezzo nei loro confronti. Io invito sempre i fedeli ad ascoltare Radio Vaticana, a leggere l’Osservatore Romano, Famiglia Cristiana e il bollettino della parrocchia. Dico loro – perché è la sacra e santa verità – che tutto il resto è immondizia. Ci sono state un paio di teste calde, dei cattocomunisti che pensavano sbagliando che comunismo e cattolicesimo fossero una cosa sola, una uguale religione. Con l’aiuto del Signore, che mi ha messo in bocca le parole giuste, sono riuscito a portarli sulla retta via; oggi non bestemmiano più e se solo hanno in sospetto che qualcuno in paese stia facendo pubblicità al comunismo vengono a riferirmelo. Capita che passino di qui degli occasionali visitatori e che parlino un po’ troppo e male. In questi casi intervengo subìto e gli faccio capire che non sono ospiti graditi, così in capo a due giorni al massimo levano le tende.

Dio volendo ho una salute di ferro. Il mio è un paese morigerato, gli sposi arrivano vergini all’altare e la parola di Dio è la sola che conta. Sin tanto che terrò questo ufficio non ci saranno cambiamenti del diavolo. Sono un pretino timoroso, ma ho Dio dalla mia parte e quand’anche dovesse buttar male posso sempre contare sul suo aiuto.

La giornata di domani sarà di gran festa, in paese arriverà una delegazione di Forza Nuova. Gli animi sono tutti eccitati, la felicità corre di bocca in bocca. C’è un gran fermento. Prego il buon Dio di aver tutto approntato nel migliore dei modi: non capita spesso che una delegazione tanto importante venga fin qui da noi. Il nostro è un paesino di poche anime tutte molto religiose. Noi qui si è uomini come non ce ne sono quasi più: noi obbediamo crediamo e combattiamo. Un giorno, Dio volendo, la società tutta tornerà sotto l’egida dei veri valori. Io voglio crederci. Ho fede che Forza Nuova saprà fare di questo paese un paradiso in Terra. Io ci credo.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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4 risposte a Confessione del prete fascista

  1. vanessa ha detto:

    Questo racconto già l’avevo letto.
    I preti sono persone come tutti noi con qualche responsabilità in più debbono dare l’esempio, l’aiuto , il conforto , la carità debbono possedere l’umiltà la purezza del pensiero e delle parole sono molto soggetti alle critiche, ma anche loro sbagliano perché non sono perfetti come il Signore , sia che esercitano con vocazione o no.
    Dalle notizie sui giornali purtroppo c’è chi pecca molto; pecca di venalità, d’impudicizia e molti di molto peggio. Però c’è anche chi fa tanto bene ed aiuta i poveri, i bisognosi e gli anziani.
    D’altra parte i teologi dicono fai come t’insegno e non come mi comporto.
    Siamo noi la società di ieri, di oggi che portiamo avanti il progresso o il non progresso, insomma come dice mio zio prete oggi muoio io, domani tu per fortuna siamo solo di passaggio e prima o poi ci rendiamo conto che cosa c’è, cosa fare e cosa pensare.
    Ho anche una zia suora in Palestina è missionaria la sua vita è dedicata all’educazione dei bambini
    Buongiorno!
    ♥ vany

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    ♥ ♥ ♥ LA MIA AGNELLINA ♥ ♥ ♥

    Piccolina, forse hai gli occhietti ancora un po’ pieni di sonno, ma questo non è affatto peccato: agli agnellini belli come te piace dormire su cuscini d’innocenza. ♥ Il racconto è nuovo nuovo di zecca, è solo uno dei tanti che ho scritto sui preti e su come siano spesse volte legati alla estrema destra compiendo anche atti di pedofilia, purtroppo presto insabbiati dal Vaticano.

    I preti dovrebbero… non lo so cosa dovrebbero fare, ma quello che molti fanno è contro tutti gli insegnamenti di Gesù, che era un uomo buono. Un conto è sbagliare, non dico che un prete non debba poter sbagliare, è un uomo alla fin dei conti, ma mettere le mani addosso ai bambini non è atto che si possa perdonare: e la pedofilia è una piaga non solo diffusa nel clero ma anche nella società in generale. A maggior ragione quando un prete fa certe cose non ci si puo’ passar sopra con una spugna e far finta di niente, come spesso accade.

    Ma è vero che molti piccoli preti di periferia fanno del bene alla società, e non di rado muoiono nel nome dell’amore, perché si oppongono al malaffare, alla mafia. E di questi la Chiesa, chissà come mai, se ne dimentica sempre.

    Dunque uno zio prete e una zia suora, è per questo che sei una agnellina tutto pepe. ♥

    Siamo di passaggio, sì, ma facciamo in modo che questo nostro vivere sia il più possibile d’amore e non di violenza.

    BacioniSSimo Agnellina mia Bella BelliSSima

    orsetto di VaNY

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  3. cinzia stregaccia ha detto:

    come fare una colpa a questo prete? lui non fa che seguire gli insegnamenti della chiesa…falsi insegnamenti di bontà ,rispetto e coraggio….che altro non portano che a una piccola società falsa e corrotta mascherata da “perfezione”
    cinzia

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  4. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    E’ purtroppo il modello di prete che va per la maggiore. E’ colpevole? Da un punto di vista morale lo è. Ma è anch’esso una vittima della Chiesa e dei suoi dettami.
    Pochi sono i preti, quelli scomodi che si adoperano senza pregiudizio per il vero Bene della società, a volte pagando con la propria vita: ma di QUESTI LA CHIESA NON PARLA.

    beppe

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