Apocalisse

Apocalisse

di Iannozzi Giuseppe

1. La Letteratura è morta. Tutti ne parlano. La notizia è in prima pagina, tutti i quotidiani nazionali ne parlano. Gli scrittori ne scrivono senza posa da mane a sera: del fattaccio che la Letteratura, sì, è morta.

2. La vita è una volgare puttana che parla sempre fino ad ammazzarti, senza mai usare con nessuno anche solo un profilattico da due lire.

3. Una vita di difetti e dispetti è una vita che val la pena d’esser scopata. Per tentare d’insegnarle un briciolo, uno solo d’amore.

4. La politica fa la democrazia? o è più giusto domandarsi il contrario? Non lo so. Ma la politica è poi solo a ben guardare un cesso otturato, il buco del culo d’un ubriaco perduto nel suo sogno di stuprare qualche giovinetto bello, di parvenza innocente.

5. Per me Vladimir Putin è, rimane un figlio del comunismo capitalista e non semplicemente del “capitalismo”: insomma un vero e proprio mostro. Come Stalin. Tra i due non saprei proprio dire chi peggiore. Due putrefazioni, due cancheri, due mostri per uguale morte.

6. Mi chiedono perché sono sempre nero in volto. E la risposta che gli suono da sempre negli orecchi, quasi gridando, quasi sottovoce, è una e una sola: perché diavolo continuate a ripetervi?

7. Meglio una donna bella a una che è bella e intelligente.

8. Dio è sicuramente un vecchio anarchico palloso, con gli occhi cisposi la sinusite e i denti tutti neri marci. E’ l’eterno perfetto ritratto del medio borghese.

9. In un mondo di buffoni dichiarati, mettersi a fare il serio sul serio conduce o al manicomio o all’obitorio.

10. Sono parole in bocca a colli spezzati. Ma la verità non gli appartiene e nemmeno la giustizia: gli impiccati infatti sono tutti uguali, sia quello che s’è pisciato addosso, sia quello che se n’è andato con il ghigno in faccia. E poi gli avvoltoi a strappargli occhi naso lingua, sempre insoddisfatti.

11. Hanno buttato pesci d’acqua dolce nel mare: e la chiamano scrittura creativa. Io, disperazione.

12. Scrivere (inventare) storie d’amore equivale ad amputarsi il cervello pezzo dopo pezzo con seghe di parole: una morte crudele molto in voga tra i cattocomunisti.

13. Lottare contro i mulini a vento è vana ingenuità. Lottare contro il solo vento è più pericoloso. Ma il risultato finale è sempre uguale, manicomio ospedale o una pietra tombale per sola verità.

14. Se oggi dici e domani ti trovi in contraddizione, sappi che non è tutta colpa tua: in fatto di revisionismi storici sociali politici c’è sempre qualcuno più avanti di te.

15. L’uomo politico è una brutta razza: si riproduce e mai che rischi l’estinzione.

16. Leggere dei libri è un’attività per pochi, per chi ha tanto tempo pazienza e cervello da buttare via.

17. Vivere o morire, questo è il dilemma! Ma oggi come oggi, per l’attuale momento storico che è di tirannia, siamo tutti morti viventi.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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2 risposte a Apocalisse

  1. cinzia stregaccia ha detto:

    la vita non potrai mai scoparla potrai tentare solo di farla tua….nulla di più.
    cinzia

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    E’ come dici tu. “Scoparla” è solo una immagine forte per dire “tentiamo di farla nostra questa vita per quanto sporca essa possa essere o sembrare ai nostri occhi”.

    beppe

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