Scrivere recensioni. Corso per principianti di Iannozzi Giuseppe

Scrivere recensioni

Corso per principianti

di Iannozzi Giuseppe

La critica?  Alla critica chiedo solamente d’esser più critica nei confronti della letteratura e della narrativa. E d’esser critica con sé stessa.

Ma la critica di oggi non mi piace: è spiazzante, un fatto commerciale, più vicina alla pubblicità che non a un atto critico. In un certo senso ha poco senso leggere le critiche, o le recensioni: mi fido poco, nulla. Preferisco il consiglio d’un amico fidato, che legge per passione. Il consiglio d’un critico non è quasi mai disinteressato.
E manca la chiarezza, quella espositiva: una critica che s’avvale di ‘elementi criptici’ – si intenda pure da intellettualoidi – può tranquillamente servire a nutrire l’ego di chi la scrive, ma dubito assai che nutra quello di chi recensito. E soprattutto non serve ai lettori di recensioni, se ce ne sono ancora.


Poi il pericolo peggiore è quando gli scrittori si improvvisano critici: nessuno glielo nega, d’improvvisarsi anche e carinamente in alcuni casi. Ma il serio rischio è quello che si vada incontro a stonature fatte passare per ‘opera critica’. Vale a dire: le critiche scritte dagli scrittori sono, spesse volte, un ri-gonfiamento per il proprio ego artistico, e non altro. Sono qualcosa di artificioso, studiato ad arte, ma che con il libro recensito hanno nulla o poco a che vedere. Ma se lette senza far riferimento al libro, in alcuni casi, risultano carinamente gradevoli, al palato anche, come un assolo, come un virtuosismo che però è effimero. Appunto: un ri-gonfiamento per l’ego dello scrittore, e non per quello che s’intenderebbe recensire.

Purtroppo è vero che i più si limitano a fare recensioni operando su ‘schede editoriali’. Ed è anche vero che molte recensioni altro non sono che scopiazzature, il più delle volte insignificanti: d’altro canto, se la fonte è ‘malnata’ non si può pretendere che quanto succedaneo possa avere una qualsivoglia sostanza critica. E’ questo un fenomeno che non si attesta esclusivamente sulle testate cartacee, ma – ahinoi – pure in rete… questo quasi a significare che la troppa libertà di espressione può essere (o diventare) un problema da non sottovalutare. Personalmente ritengo sia un abominio recensire facendo affidamento sulle ‘cartelle stampa’, così come sono dell’opinione che anche la rassegna stampa selvaggia sia un uguale e pericoloso abominio: perché recensire un libro che non si è letto? o attraverso una rassegna stampa? Se il libro non è stato letto, la rassegna stampa a chi dovrebbe servire? A chi la mette online, a legittimare chi o quali favori, nei confronti di chi o di che cosa? Nessuna accusa sto lanciando. Forse sto solo esprimendo l’idea che oggi si ha poca o nessuna voglia di leggere prima di criticare un libro. Però sono in tanti a mettersi di prepotenza sul pulpito e a sparare giudizi contro autori e libri che non hanno mai incontrato nemmeno di striscio; fenomeno questo, quello di chi arringa senza cognizione di causa, che in rete si sta facendo sempre più forte, pressante e ignobile. Ancora più ignobile quando tutelato da un nickname o neppure da quello.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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2 risposte a Scrivere recensioni. Corso per principianti di Iannozzi Giuseppe

  1. cinzia stregaccia ha detto:

    credo proprio sia vero..poveri noi lettori….permettimelo…
    bacio
    cinzia

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Non credere soltanto. E’ proprio così purtroppo, lo dico per aver visto e toccato con mano la degenerazione che c’è oggi nella critica italiana. Si vendono prodotti senza un minimo di deontologia e questo mi fa incazzare come una iena: chi ama la cultura e i libri sul serio non può accettare, senza fare una piega, che la degenerazione vada avanti così. E’ per questo che certi fattacci li denuncio a costo di farmi dei nemici. Tacere è facile, parlare è difficile ma necessario oggi più che mai. Non si prendono per i fondelli i lettori.

    beppe

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