Marie Antoinette

Marie Antoinette

di Iannozzi Giuseppe

…scritta in un momento
d’infinita solitudine,
forse per questo perfetta

E tu invecchierai
Invecchierai
cogliendo del prato
i fiori più belli
E avrò io ancora la mia penna,
la sedia di ieri su cui oggi siedo
muto con il solito vecchio sguardo

E nasconderai tu i polsi
perché non si vedano i segni del suicidio
Dirai a tutti d’aver posseduto
mille amanti e mille stelle ai tuoi piedi;
e a Dio racconterai di come il sole
al mattino spogliava la tua bellezza
Continuerò io invece con una mano
a pettinarmi la barba bianca,
mentre la destra impegnata a scrivere
quanto forte fu per te il mio amore,
il mio cuore sconsiderato che giovane s’illuse

In una melodia lontana le tue parole,
le tue tante parole dolci all’orecchio;
e la mia testardaggine confortata
e nascosta sotto il lume d’un lampione,
sotto il ponte dove il fiume
dei nostri primi baci scorre rapace

Ancor da me ti nasconderai,
con allegria, sì, ma stantia;
e rivangherai l’età mia già antica allora
Ti basterà però un momento per capire
che non sono cambiato affatto
nel tessuto delle rughe, nell’ordito
di quelle poesie che non osai

E in un sussurro mi confesserai
che ho vinto il tempo
senza possederti mai veramente;
a capo chino
ti farò capire che è vero,
che è vero che per paura
non sei tu cambiata;
e ti scoprirò bambina,
ancora bambina

 

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, giornalista, scrittore, critico letterario
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2 risposte a Marie Antoinette

  1. cinzia stregaccia ha detto:

    i momenti di vera profonda solitudine, temuti dai più, sono per pochi eletti momenti di conquista di se stessi…del “lato” più vero e importante di se stessi. questa poesia è splendida Beppe realmente splendida.
    cinzia

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Mi accade raramente d’avere un’ispirazione poetica che si traduca poi in una vera poesia, perlomeno in una poesia che mi soddisfi. Questa è una di quelle, una delle poche. Mi è venuta ieri notte, intorno alla mezzanotte. L’ho scritta di getto sul blog, cosa che di solito non faccio. L’ho scritta perché se non l’avessi scritta l’avrei persa, il momento sarebbe passato e addio; ed io invece volevo che la poesia che avevo nel cuore venisse così, con queste parole e virgole. Non l’ho ritoccata né altro. Questa è la Poesia, quella migliore, quella spontanea che ti fulmina in mezzo alla notte e che devi raccogliere subìto perché non si perda per sempre.

    beppe

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