L’ombrello nero

L’ombrello nero

di Iannozzi Giuseppe

Le strade sono meno pericolose per uno che va in giro con un ombrello nero in mano.
Da sempre, da quasi sempre l’ombrello m’accompagna, ovvero da quando ho capito che il Bastone del Diavolo era diventato obsoleto per i tempi correnti.

Loro, sì loro, ti isolano creando il silenzio tutt’intorno, ma non possono sciogliere l’urlo del cielo.
La pioggia è bagnata, come una vagina.
Il silenzio uccide, la pioggia bagna. Bagna soprattutto chi non usa portar seco un bell’ombrello.

Anni Settanta, non potevi uscire di casa: le Brigate Rosse ti ammazzavano per la faccia che tu c’avevi. Se eri fortunato finivi gambizzato o con un polmone bucato. E bastava un acquazzone per lavare via il sangue. C’era il ‘terrore rosso’ per le strade, nessuno però faceva niente; e i pochi che osavano dirsi contro le BR finivano falciati. C’è ben poco altro da sapere su quegli anni: non si viveva. I funerali non facevano neanche più notizia su i giornali. Per i lettori erano diventati meno d’un Carosello.

Sempre andato in giro armato d’un ombrello nero di questi tempi. Non che ne abbia realmente bisogno, ma serve bene al ruolo che è mio da un’eternità.
Ci hanno provato a farmi secco, non so quante volte: per far spettacolo l’ombrello aperto contro i proiettili m’ha garantito l’incolumità. I bossoli sull’asfalto fanno sempre una certa impressione alle teste calde.
Perché un ombrello nero? Era il 1915 quando lo adottai per il mio costume. Entrai nella bottega d’un ombrellaio. Un vecchio sdentato sonnecchiava su uno sgabello in legno. Gli affari buttavano male, e al tipo credo non gliene fregasse più di tanto. Nel negozio ombrelli di tutte le fogge e colori, molti gli ombrellini da donna; e in un angolo l’ombrello nero che ho fatto mio. Ho subìto capito ch’era stato creato per me, attendeva solo che lo prendessi in mano per portarlo via. Lo presi senza pensarci una sola volta su. Il vecchio non si svegliò, rimase addormentato russando con la testa piegata sul petto.

Oggi che alcuni fantasmi delle BR sono tornati a farsi vivi l’ombrello m’è più indispensabile che mai per veder montare lo sbigottimento sui volti degl’assassini. Ma il problema vero non sono tanto i brigatisti rossi, che tutt’al più riescono a far fuori un povero disgraziato, e mai uno statista della grandezza del fu Aldo Moro; bisogna invece guardarsi le spalle dai tanti pazzi in circolazione che t’accoppano punto e basta, perché il cervello calato nell’ecstasy e nell’alcol gl’ha suggerito che far fuori uno sconosciuto è un bel modo d’ammazzare la noia. Non sai mai quando uno svitato o un ultrà filofascista o filostalinista ha per la testa di far fuori qualcuno, uno a caso. L’ombrello m’ha riparato, dai proiettili volanti di questa perversa stagione, non so più neanch’io quante volte. Come ho già spiegato, con o senza ombrello, non mi si può far fuori. L’ombrello serve per tirar fuori un po’ di merda dalle budella degli svitati. Un diavolo che non dia un po’ di spettacolo non viene granché tenuto da conto né viene temuto nella giusta misura, questa è stata la prima lezione che ho ricevuto quando sono uscito già bell’e fatto dall’utero di Persefone.

Fin tanto che ci sarà un uomo in piedi su questa dannata Terra io continuerò a portare i miei passi avanti armato del mio ombrello nero, sotto la pioggia, sotto i proiettili, nei rigagnoli gravidi di sangue che in meno d’un momento si vuotano in anonimi tombini. Fin tanto che ci saranno funerali, vittime delle BR e dei fondamentalismi d’ogni genere, io non mancherò mai d’aprire l’ombrello.


Cesare Battisti. Il fascista rosso – Giorgio Napolitano: “Non è accettabile che crimini come quelli commessi da Cesare Battisti siano dimenticati o peggio ancora assolti in considerazione di una loro indefinita e inesistente natura politica”.

Oggi Cesare Battisti è uccel di bosco in Brasile. Perché? Chi lo ha aiutato? Tra i suoi sostenitori in Italia: Valerio Evangelisti, Wu Ming, Sandrone Dazieri, Erri De Luca, Tiziano Scarpa, Loredana Lipperini, Pino Cacucci, Guido Chiesa, Christian Raimo… Perché queste persone difendono il fascista rosso a spada tratta? Credono sul serio nella sua innocenza? Parrebbe di sì. Quali sono i loro interessi in questa vicenda? A questi e a molti altri interrogativi qui si cerca di dare una risposta.

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Il caso Marrazzo. Molte ombre e poca luce – Sono trascorsi due anni da quella notte brava (di via Gradioli) per l’ex governatore del Lazio Piero Marrazzo. Oggi 15 agosto 2011 Marrazzo rilascia una intervista fiume a Concita De Gregorio, subìto pubblicata dal quotidiano La Repubblica. L’ex governatore del Lazio cerca di giustificarsi. Marrazzo ammette d’aver sbagliato e chiede scusa: “Sconto il mio errore come è giusto”. Ma, sinceramente, non è abbastanza: chiedere scusa è facile, troppo facile sia in qualità di ex governatore del Lazio sia da uomo pubblico.

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A BREVE…

IL PRIMO FILOSOFO – un romanzo completo di Iannozzi Giuseppe

Incipit del romanzo

Un breve estratto

1mo capitolo bonus

2ndo capitolo bonus

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Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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3 risposte a L’ombrello nero

  1. cinzia stregaccia ha detto:

    cambiano ” i fanatismi” con “l’evolversi”.. dell’umanità ,cambiano i simboli che li rappresentano ma in fondo sempre una caccia alle streghe rimane…
    ciao
    cinzia
    (per vender montare )

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    E’ un invito a non lasciarsi paralizzare dalla paura, da quella che seminano i brigatisti rossi o neri che siano; un invito a non seguire e a non lasciarsi falcidiare dai fondamentalismi. Siamo sempre in stato d’allerta, oggi, in questa società che va alla deriva.

    beppaccio

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  3. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Grazie, Mamma Orsa. 😉

    Un bacione

    beppaccio

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