“Il primo filosofo” romanzo di Iannozzi Giuseppe – Disponibile a breve

Il primo filosofo

romanzo di Iannozzi Giuseppe

Disponibile a breve

Ma quanti di Voi sono realmente interessati a leggere un mio romanzo completo? Quanti? E’ importante saperlo, perché non sia vana la fatica di correggere le bozze, di mandarlo in stampa, etc. etc. E’ una gran noia la pubblicazione per chi come me scrive credendo nelle proprie virtù e nei propri difetti.

L’incipit: “Ho ancora memoria degli anni sciupati a ricordare la mia imago di fanciullo: la rivedo in uno specchio che si specchia nell’azzurro d’uno specchio d’acqua, così pienamente vivida, così pienamente evanescente, un paradosso, uno scherzo dell’anima che si diverte a gittar scompiglio nel mio cervello. Eppure, io ricordo, serenità d’animo e disgrazia d’avere una anima da filosofo, Ecce Homo!”

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Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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26 risposte a “Il primo filosofo” romanzo di Iannozzi Giuseppe – Disponibile a breve

  1. vanessa ha detto:

    L’incipit sembra carino e interessante bisognerà per forza leggere le curiosità del dopo che sicuramente sarà sorprendente e particolare ….;)
    Contane una copia per me..
    Buonanotte ♥ vany

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    alla nostra 4mani, come sempre fantastica.

    E ricordate sempre, questa poesia è 50 e 50, per cui i complimenti vanno a Vany e un po' ma solo un po' all'orsetto.


    Ero certo che tu almeno mi avresti letto. "Il primo filosofo" è un romanzo delicato, scritto con un certo stile, niente di sconvolgente: è la storia di un ragazzino che diventa uomo e che incontra diversi personaggi sulla sua strada, alcuni bizzarri, altri un po' meno. E' anche una storia d'amore ambientata a Torino. Ma di più non ti dico. ^__^

    Grazie, Agnellina. Vedo che hai lasciato tantiSSImi commenti ai miei post. SEI UNIKA E RARA E TI ADORO MA TI ADORO MA TI ADORO COSI' TANTO CHE NON E' POSSIBILE DIRLO CON LE PAROLE SOLAMENTE

    orsetto di VaNY che ti LOVVA ♥ ♥ ♥

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  3. cinzia stregaccia ha detto:

    ma tu non eri in ferie??? beh li ho letti tutti vuoi che non legga anche questo che oltretutto incuriosisce molto?
    buongiorno
    cinzia

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  4. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Infatti. Ma il wi-fi, sai cos’è? ^___^ Vado di corsissima, tanto più che sono in direzione Alba, la città.

    Questo è un romanzo, un romanzo, un romanzo. Non sono racconti. E’ proprio un romanzo dall’inzio alla fine. Una storia di circa 200 pagine.

    E’ una bella storia, te lo assicuro. Scritta con uno stile un po’ ricercato, come puoi ben leggere dall’incipit. Spero piacerà ai miei quattro lettori manzoniani.

    Bacioni

    beppe

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  5. cinzia stregaccia ha detto:

    un romanzo romnzo??!!! caspita beppaccio è tanto che ci lavori mi sa allora !!!! un beppaccio “diverso” da quello che capisco ohhhhhhhhhhhhhh sei mio ahahahahaha ;))) dai rilassati e pensa solo a te ora goditi queste brevi ferie 🙂 e poi non ci far aspettare troppo per leggere questo nuovo tuo :))))
    bacione
    cinzia

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  6. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Un romanzo romanzo. Al cento per cento. Una storia che ho scritto, in prima bozza, nel 2000 e che ho poi accantonato, perché non era il tempo giusto. I romanzi autobiografici o semiautobiografici, investiti di fiction, non erano ben visti da nessuno. Ma come hai potuto ben vedere, e forse leggere, il premio Strega quest’anno è andato a un romanzo che è praticamente un diario: più autobiografico di così si muore.

    Il romanzo è dunque in parte autobiografico con tante commistioni di fantasia. Ma è facile riconoscere quelle parti che mi riguardano da vicino. 😉 Hai una ragione in più per accaparrartelo, perché sì, non lo nego, è anche autobiografico, almeno al 50 %. Si parla, tra l’altro, del mio apprendistato in qualità di giornalista, della notte che scoppiò il fuoco alla Cappella del Guarini rischiando di bruciare la Sacra Sindone; si parla di primi amori sui banchi di scuola; di amici andati, purtroppo persi nella droga e nell’Aids; si parla anche di filosofia, di tanta filosofia, di me in veste di indagatore dell’occulto… ecc. ecc. Direi che ci sono tanti tanti ingredienti ghiotti. Ma niente sesso. Eh Eh Eh Al massimo molto casti baci e figure di cacca da parte del sottoscritto, imbranatissimo con le donne. 😉 E il tutto sullo sfondo di una Torino inedita, di quella che si dice essere la capitale dei satanisti, delle masche (cioè delle streghe)… e ancora inquisizioni, flashback che riportano il lettore ai tempi di fra Dolcino… di Nostradamus…

    Sto rivedendo le bozze. Datemi un po’ di tempo. In settimana ci sarà. Contaci. Oramai il lavoro è a ottimo punto e sono quasi soddisfatto. Lo stile è piuttosto aulico, così come hai potuto leggere dall’incipit.

    Non vorrei peccar di presunzione, ma è questa una ghiotta occasione per leggere un romanzo di Iannozzi che parla anche di Iannozzi. Insomma, una vera ghiottoneria per i miei quattro lettori manzoniani. ^__^

    Bacione, e grazie infinite della tua squisita attenzione.

    beppe

    P.S.: Avrai notato che antepongo il cognome al nome quando dovrebbe essere il contrario. Ti spiego il perché: ci sono altre persone che si firmano Giuseppe Iannozzi. Non so dire se siano casi di omonimia, o se sono dei pagliacci. Ecco perché mi firmo Iannozzi Giuseppe da un po’ di tempo a questa parte anche mettendo il mio nick King Lear in taluni casi. In ogni modo i miei commenti li lascio sempre firmati, inconfondibili, perché comprovati dal mio avatar qui sul blog, su FB, sui forum, sulle mailing list, su Splinder, e sui blog, per cui non temete. Però per Google cercare Iannozzi Giuseppe è una cosa, mentre cercare Giuseppe Iannozzi restituisce risultati un po’ così e così. Ecco spiegato il motivo per cui metto il cognome prima del nome. Per necessità. Forse è diventato anche un vezzo. Ma soprattutto per non essere confuso con persone che con me non hanno niente a che fare. Era giusto dare questa precisazione.

    P.S. 2: Non ti preoccupare, le mie vacanze sono sempre un po’ strane, a balzelli. AH AH AH Spero in serata di riuscire a collegarmi a FB, per vedere che stai combinando, Stregaccia. ^__*

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  7. Emma Saponaro ha detto:

    Zitto, lavora, concludi, e pubblica! Signor Giuseppe Talet… tze..

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  8. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Ma io cerco di stare zitto e lavorare, però devo anche rispondere. Vuoi forse farmi capire che t’interessa il mio lavoro? ^__^

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  9. Emma Saponaro ha detto:

    Secondo te? Certo che sì

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  10. cinzia stregaccia ha detto:

    ehi da quello che mi hai scritto sono ancora più curiosa di leggerlo ma sbrigati che max parte e poi mi tocca aspettare!!!! su su segui consiglio di Emma :))))))))))))))))
    ma io dico…ora uno non può manco mettere nome e cognome come giusto sia…mah :(((((
    bacione
    cinzia
    p.s. ho letto il racconto di Emma mi è molto piaciuto.incalzante..sai che amo i racconti incalzanti..che ti incollano.

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  11. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Cinzietta, so di darti un dolore, ma io ho detto “a breve”, il che significa che non prima di questo fine settimana. Il romanzo è complesso e le bozze le devo rivedere per bene.

    Eh, purtroppo è così. In ogni modo antepongo il cognome al nome e vadano al diavolo.

    bacione

    P.S.: Sono felice che ti sia piaciuto il racconto di Emma Saponaro. E’ brava. Ti conviene seguirla. Ha molti racconti sul suo blog e tutti belli.

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  24. Angelica ha detto:

    ma qual’è il tuo lavoro e cos’è questo “romanzo” non capisco!!!!

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  25. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    E’ un post promozionale. Trattasi di un romanzo.
    Quando uscirà leggerai, forse che sì forse che no.

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I commenti sono chiusi.