La zingara

La zingara

di Iannozzi Giuseppe

La zingara che gli aveva letto la mano non era stata né affabile né positiva: “Per te, nessuna fortuna.”
L’uomo adesso si guardava la mano: stringeva un guanto bianco, e si domandava dove fosse lei, la sua amata. L’immaginava a gambe aperte, a ridere e ad orgasmare insieme a qualche sconosciuto. Faceva bene, lei: la vita se la godeva. Mica come lui! Lasciò cadere a terra il guanto: avrebbe trovato un postribolo e un cuore dove riposare la mano.

Quel giorno non ci fu alcun duello: solo un morto d’infarto sul corpo d’una pollastrella pagata per una notte di bianca sfortuna.

Fu sepolto insieme a decine di paia di guanti bianchi. La vedova vestiva in nero un’allegria di vergini mutandine.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, giornalista, scrittore, critico letterario
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5 risposte a La zingara

  1. cinzia stregaccia ha detto:

    che amaro questo racconto..ma anche molto reale…
    cinzia

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  2. vanessa ha detto:

    Tu non ci crederai, ma da ieri non ho avuto il tempo di leggerti.
    Spero domani.

    1 morsetto ♥ vany

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  3. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    La realtà è amara, per questo è bello viverla finché ce n’è.

    beppe

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  4. vanessa ha detto:

    Ecco questo non l’avevo letto.
    Un no senso, il povero aveva l’unica certezza e che nulla era certo…solo il guanto a quel punto.
    Musetti ♥ vany

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  5. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Alle volte accade che qualcuno per colpa o destino non abbia fortuna, ed allora cerca di rimediare alla solitudine come puo’, anche in maniera sporca, proprio come il personaggio della Zingara.

    SMAAACKKK

    orsetto di VaNY

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