Maledetto Geppetto!

Maledetto Geppetto!

di Iannozzi Giuseppe

Come al suo solito, Geppetto avrà fumato troppo, eppur lo sa che alla sua età i neuroni bruciano che è una bellezza. Dovrebbe proprio smettere, ma è ostinato. Tanto ostinato. Un giorno l’ho sorpreso che si fumava l’abbecedario di Pinocchio. Quel povero burattino c’è rimasto secco: mai più avrebbe immaginato il suo caro nonnetto in quello stato  così tanto sconcio, gli sono praticamente mancate le parole in bocca. Ha cercato indarno di tirare una smorfia sulla faccia di legno, ma niente, nemmeno l’accenno d’un’ombra. Triste quanto può esserlo solo un burattino cui son stati tagliati i fili, s’è accasciato a terra ed è rimasto davanti al suo creatore tutto avvolto dal fumo.

Non è servito né il Grillo Parlante né la Fatina a farlo rialzare. Esasperato il Grillo Parlante ha gettato la spugna, ha polemizzato con Geppetto saltandogli sul naso, puntandogli subito una zampetta contro, perché l’accusa venisse così sottolineata in maniera inappellabile: “Tu, Geppetto, non hai forse visto che hai fatto a questo burattino?” E quello, senza scomporsi, tirando bene il fumo e sputandolo fuori in una nuvola grigia e grassa, ha parlato e ha quasi messo al tappeto il Grillo: “Quel pezzo di legno! Meglio sarebbe stato se mai l’avessi pensato. E’ il frutto del Diavolo, d’un momento brutto di sbandamento che anch’io mi son creduto Dio. E invece ero sotto il possesso di chissà quali infernali forze.”
E il Grillo, rattristato e senza argomenti: “Ma è pur sempre quel figlio che tu hai creato. Che importa allora che sia venuto dal Bene o dal Male? Che importa più, ora che è tuo e ti chiama nonnetto?”
“Importa, eccome. Posso forse dire che sia il frutto dei miei lombi? Ho forse giaciuto con una donna, ho forse atteso nove mesi la sua nascita? Ha forse ricevuto la prima poppata dalla madre? No. E’ solo un pezzo di legno e io ho ogni diritto su di lui, anche quello di spinellarmi il suo abbecedario.”
La Fatina ha tentato di guardare negli occhi di Geppetto, ma subito ha dovuto distogliere lo sguardo tanto forte era l’odio covato in quel vecchio volto scavato.
Reggendosi l’un l’altro sono usciti, lasciandosi alle spalle la bottega del falegname con dentro un Pinocchio più morto che vivo e quel povero diavolo di Geppetto.
Fuori trovarono ad aspettarli il Gatto e la Volpe.
Si salutarono con un impercettibile segno del capo e tutti insieme, senza fiatare, s’avviarono lungo la strada in cerca d’un’altra favola.


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Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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4 risposte a Maledetto Geppetto!

  1. cinzia stregaccia ha detto:

    e se Pinocchio fossi tu e ci stessi raccontando un’altra bugia? ;)))))))))
    cinzia

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    In realtà questo seppur breve racconto vuole evidenziare che i genitori, o meglio i padri non sono esenti da difetti: e purtroppo lo vediamo in tantissimi e disparati casi di cronaca nera. 😥 Ecco perché maledetto Geppetto!

    Sono una persona piuttosto sincera, anzi troppo: se fossi un po’ più bugiardo eviterei tante grane, avrei molti più amici e sarei un arrampicatore sociale. Ma odio la falsità e rimango Don Chisciotte. 😉

    beppaccio

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  3. cinzia stregaccia ha detto:

    i difetti son una cosa e chi ne è esente? quello che spesso leggiamo non li chiamerei proprio difetti…..Eh lo so io e te quanto a sincerità meriteremmo il nobel ahahahahahah
    cinzia

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  4. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Nessuno. Neanche un ipotetico Dio ne sarebbe esente.

    Mi sa proprio di sì: dovrebbero istituirlo il Nobel per la sincerità, lo vinceremmo di certo ;-)))

    Smaaackkk

    beppaccio

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