Cesare Battisti il terrorista mostro rosso libero. L’italia contro il Charles Manson nostrano

Cesare Battisti il terrorista mostro rosso libero

Ma per la Storia oggi e per sempre uno spietato assassino

L’italia contro il Charles Manson nostrano

di Iannozzi Giuseppe

Valter Mazzetti, segretario generale del sindacato Ugl Polizia: “La sentenza è una vergogna e un oltraggio ai nostri colleghi e alle altre persone uccise per mano terrorista”.

Franco Maccari, segretario generale del sindacato Coisp, chiede che “si interrompa immediatamente ogni rapporto di natura economica con un Paese che non rispetta le vittime innocenti di un altro Stato rendendosi così complice di un assassino”.

Una “decisione deplorevole”, commenta con sicura e più che mai giusta durezza il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Il capo dello Stato è pronto ad “appoggiare ogni passo che l’Italia vorrà compiere, avvalendosi di tutte le istanze giurisdizionali cui compete assicurare il pieno rispetto delle convenzioni internazionali”.

Il Quirinale spiega in una nota: “La pronuncia del tribunale supremo del Brasile assume un significato gravemente lesivo del rispetto dovuto sia agli accordi sottoscritti in materia tra l’Italia e il Brasile sia alle ragioni della lotta contro il terrorismo condotta in Italia – in difesa delle libertà e istituzioni democratiche – nella rigorosa osservanza delle regole dello stato di diritto. Per questo, il presidente della Repubblica deplora la decisione, che contrasta con gli storici rapporti di consanguineità e amicizia tra i due paesi, e rinnova l’espressione della sua vicinanza e solidarietà ai famigliari delle vittime degli orrendi delitti commessi da Cesare Battisti”.

Per il momento il pluriassassino Cesare Battisti, oramai paragonabile al più efferato Charles Manson – che però è al sicuro in carcere – è libero; ma per la Storia oggi e per sempre sarà soltanto uno spietato assassino, un vigliacco della peggior specie, un brigatista rosso che ha trovato in Lula e in Dilma Rousseff, attuale presidente del Brasile ed ex terrorista, due alleati della peggior specie. La Storia, quella con la S maiuscola, per Cesare Battisti non avrà alcuna pietà. Battisti un posto nella Storia ce l’ha già da oggi, accanto a Joseph Mengele, Charles Manson, Andrei Chikatilo, il reverendo Jim Jones, Aleister Crowley, il cannibale Idi Amin Dad, Albert Fish, William Tecumseh Sherman.

Franco Frattini prende atto “con profondo rammarico della decisione con la quale, contraddicendo la sua stessa precedente pronuncia, il Supremo Tribunale Federale del Brasile ha oggi convalidato il diniego dell’estradizione in Italia di Cesare Battisti permettendone la scarcerazione”.

Ora si pensa a un ricorso alla Corte Internazionale di Giustizia dell’Aja per perseguire la revisione di una decisione che ritenuta coerente con i principi generali del diritto e con gli obblighi previsti dal diritto internazionale. Frattini spiega che “ha prevalso la politica sul diritto… Il primo tempo lo ha vinto il terrorismo e lo ha perso la comunità di paesi che ritengono che il mondo non dovrebbe aiutare un terrorista, ma la partita non finisce qui”.

E il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi: “Apprendo con vivo rammarico dell’ultima pronuncia del Tribunale Supremo Federale del Brasile che conferma il diniego all’estradizione di Cesare Battisti. La decisione non tiene conto delle legittime aspettative di giustizia del popolo italiano ed in particolare dei familiari delle vittime di Battisti”.

Olga D’Antona (deputato Pd) si chiede “quale sia l’immagine della giustizia italiana all’estero. Prima il rifiuto dell’estradizione di Marina Petrella da parte della Francia, con l’accusa di inidoneità al sistema carcerario italiano, oggi il diniego di estradizione da parte del Brasile per Cesare Battisti, nonostante l’impegno delle maggiori figure istituzionali italiane”. E la vedova del giuslavorista Massimo D’Antona, ucciso dalle Brigate rosse nel 1999, dichiara senza termini: “Mi sento offesa sia come familiare di vittima del terrorismo che come cittadina italiana per il mancato rispetto degli accordi internazionali e per la evidente disistima dimostrata nei confronti delle istituzioni democratiche del mio Paese”.

Il quotidiano Folha di San Paolo riporta la notizia che i giudici che hanno votato contro l’ammissibilità del ricorso italiano sono: Luiz Fux, Carmen Lucia, Ricardo Lewandowski, Joaquim Barbosa, Carlos Ayres Britto e Marco Aurelio Mello. In pratica per questi spalleggiatori del terrorismo rosso, la decisione presa a suo tempo da Lula di tenere Battisti in Brasile è una questione di sovranità nazionale, ovvero di competenza del potere esecutivo e non di quello giudiziario.

“Mio fratello l’hanno ucciso per la terza volta”, così Maurizio Campagna, fratello dell’agente Andrea Campagna, ucciso in un agguato rivendicato dai Proletari armati per il comunismo: “La prima nel 1979 per mano di Battisti; la seconda in trent’anni di oblio; la terza, infine, con il verdetto della Corte suprema brasiliana. Andrea aveva 25 anni quando venne ammazzato. Era ‘reo’ di esser stato visto in tv mentre arrestava dei terroristi coinvolti nell’agguato di Torregiani. Era un proletario, un semplice poliziotto: eppure è stato ammazzato dai Proletari armati per il comunismo. Andrò a mettere un mazzo di fiori sul posto dove lo hanno ucciso, in via Modica a Milano”.

“E’ una decisione assurda che va oltre ogni limite di ragionevolezza”, dice Alberto Torregiani, figlio del gioielliere ucciso nel 1979 a Milano dai Proletari armati per il comunismo, e rimasto a sua volta paralizzato nell’agguato: “Mi consulterò con gli avvocati, sono pronto a rivolgermi anche alla Corte internazionale di giustizia dell’Aia. Stanotte non ho chiuso occhio, sono confuso e sconvolto. Non mi fermerò, andrò avanti affinché venga fatta giustizia. La decisione della Corte Suprema brasiliana me l’aspettavo, ma ora che è arrivata è molto più amara di quanto temessi”.

Adriano Sabbadin, figlio di Lino Sabbadin ucciso il 16 febbraio 1979 a Mestre da un commando dei Proletari armati per il comunismo: “La scarcerazione di Battisti è l’ennesimo schiaffo in faccia che prendiamo noi parenti delle vittime del terrorismo. Secondo la sentenza italiana, Battisti fece da copertura armata al killer Diego Giacomini. Domenica vogliamo ricordare le vittime di quegli anni con l’intitolazione della piazza di Caltana, vicino Venezia, a mio padre e agli altri caduti delle stragi”.
Alessandro Santoro, figlio di Antonio Santoro, il direttore delle carceri di Udine assassinato il 6 giugno 1978 da Battisti: “E’ un atto di forza e di potere di un Paese crescente, che rende legittimo un atto di forza e di violenza del passato. Il tribunale dell’Aia può solo dichiarare una versione autentica di interpretazione del trattato bilaterale. Forse si poteva cercare una soluzione politica prima della discussione. Non so perché non ci sia stato prima un incontro tra Italia e Brasile”.
Bruno Berardi, figlio del maresciallo di polizia Rosario Berardi, ucciso dalle Br nel 1978 ed esponente della Fiamma Tricolore, lancia il suo appello: “Il governo ritiri la partecipazione della Nazionale di calcio ai mondiali del 2014 e da altre manifestazioni organizzate in Brasile, compreso lo stop commerciale da e per quella nazione”.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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8 risposte a Cesare Battisti il terrorista mostro rosso libero. L’italia contro il Charles Manson nostrano

  1. cinzia stregaccia ha detto:

    condivido su fb
    cinzia

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  2. cinzia stregaccia ha detto:

    ops ora per farmelo condividere con questi nuovi “commenti” mi chiede delle cose che a me non va…vado su fb e condivido da lì
    ciao
    cinzia

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  3. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Adesso si può condividere in maniera tranquilla. Ho anche aggiornato l’articolo.

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  4. Silvana Pauletto ha detto:

    caro Iannozzi Giuseppe
    È con dolore nel mio cuore e molta vergogna che ti scrivo. Trovo che sono pocchi in Brasile. coloro che sono daccordo con la decisione di questo strano governo e di questi giudici che forse diffenderebbero anche Osama Bin Laden. La sovranità nazionale dello sbaglio ….forse leggendo Elogio della Follia di Erasmo da Rotterdam si possa capire un pò cosa sucede in Brasile, purtroppo sarà così ancora per molto tempo.
    Mi dispiace davvero. Trovo che il governo italiano debba fare di tutto per cambiare questa follia brasiliana e sono sicura che così come io penso anche pensano tutti i brasiliani che se potessero chiederebbero scuse al popolo italiano. Un abbraccio dal Brasile. Quello Brasile ancora verde, giallo e blu, non roso, come vogliono dipintarlo.

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  5. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Ciao Silvana,

    penso anche io siano pochi, molto pochi i sostenitori di Cesare Battisti in Brasile. Anche in Italia i sostenitori di questo pluriassassino sono un pugno di mosche.

    L’affaire Battisti è stato condotto male dal nostro paese: si è sottovalutato Battisti e il Brasile di Dilma e Lula. In ogni caso non penso ci saranno ripercussioni economiche. Diplomatiche sì, ma economiche no. Il caso è politico.

    Battisti temo non si riuscirà più a riportarlo in Italia ma per l’Italia e per la Storia è soltanto un assassino, verrà ricordato solo per essere stato uno dei peggiori e più vigliacchi brigatisti degli anni di piombo.

    Il Brasile non è quello di Lula né di Dilma, non ho mai pensato che sia uno stato totalitario. E’ una fase storica, che spero per voi passerà.

    Un abbraccio dagli italiani che ancora credono nella giustizia

    giuseppe

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  6. cinzia stregaccia ha detto:

    Beppe mi unisco a questo tuo ultimo commento e saluto con simpatia Silvana
    Buona giornata
    cinzia

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  7. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Di persone giuste come Silvana, che saluto caramente, il Brasile è pieno, sono la maggior parte. Anche chi di sinistra non ha digerito l’affaire Battisti. Purtroppo le teste calde ci sono qui in Italia come in Brasile e nel resto del mondo. Il Brasile finché rimarrà sotto il governo di Dilma vivrà purtroppo il regime che è quello che vige in Venezuela ad esempio e ad opera di Chavez.

    beppe

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