Naipaul contro le scrittrici in rosa. Ma ha dannatamente ragione – di Iannozzi Giuseppe

Naipaul contro le scrittrici in rosa
Ma ha dannatamente ragione

di Iannozzi Giuseppe

Precisiamo subito: a me la Austen sta sullo stomaco da sempre. Non la reggo. Riuscire a leggerla è stata impresa non da poco. La metto sullo stesso piano di una Liala qualunque, niente di più niente di meno. Di A.S. Byatt posso dire che c’ho provato, ma ha avuto sù di me lo stesso effetto lassativo della Austen, per cui ho rinunciato dopo Possessione. Mai fatto mistero che odio Emily Dickinson, grande sì, ma sin tanto che restava confinata nella sua bella cameretta. Michela Murgia mi fa ridere e molto, di sicuro molto di più di Silvia Avallone, che perlomeno è onesta con sé stessa: scrittura commerciale adatta agli italioti, che sono la maggioranza cancerosa del nostro paese.

Le dichiarazioni delle scrittrici italiane mi fanno sbellicare, pretendono infatti di sapere chi i più grandi poeti americani e scrittori americani e giapponesi, e dimenticano Yukio Mishima, Yasunari Kawabata, Walt Whitman, Edgar Lee Masters… e via dicendo. Mi sorge allora il sospetto che i grandi scrittori non li abbiano mai letti sul serio. D’altro canto Dacia Maraini è riuscita a sponsorizzare la Avallone e il suo Acciaio definendo il romanzetto un capolavoro contemporaneo; ma per farlo ha chiuso entrambi gli occhi sù tutti i bestiali anacronismi che ci sono e sù molto altro ancora. Ahinoi, ciò la dice lunga.

Sir Vidiadhar Surajprasad Naipaul non ha tutti i torti, tutt’altro. Il Premio Nobel ha avuto modo di dichiarare: “Io leggo un brano in prosa e nel giro di uno o due paragrafi capisco subito se è di una donna o no. Non è alla mia altezza”.

Naipaul un ego ipertrofico? Forse che sì forse che no. Ma uno come Naipaul si può permettere questo e altro. Ha forse una sola colpa, quella d’aver sparato sulla Croce Rossa, scegliendosi bersagli un po’ troppo all’acqua di rosa.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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7 risposte a Naipaul contro le scrittrici in rosa. Ma ha dannatamente ragione – di Iannozzi Giuseppe

  1. vanessa ha detto:

    Naipaul, scrittore di origine trinidadense e vincitore del Premio Nobel per la Letteratura, ha recentemente affermato in un’intervista per la Royal Geographic Society che nessuna scrittrice donna, neanche Jane Austen, può considerasi alla pari con lui. Le donne, secondo V.S. Naipaul, scrivono “spazzatura sentimentale”, in quantità così grande che lui, dopo un paragrafo o due, è già in grado di individuare il sesso dell’autore. Nel tritacarne del controverso autore de “La Maschera dell’Africa” è finita anche la sua ex redattrice, Diana Athill, che quando è passata dal leggere i libri in via di pubblicazione allo scriverli ha perso la stima di Naipaul. Noto per le sue dichiarazioni poco politically correct e per i suoi giudizi lapidari sugli scrittori di mezzo mondo, V.S. Naipaul è stato anche al centro di numerose faide tra scrittori ed è anche noto per considerarsi ormai da decenni il più grande scrittore di lingua inglese. Il talento non gli manca, questo sembra scontato dirlo, ma la modestia e il tatto, nonché il buon senso, questa è un’altra cosa.

    Non è l’unica notizia recente per quanto riguarda le donne e la scrittura. Esquire, una rivista on-line per uomini, ha compilato una lista di libri che tutti gli uomini dovrebbero leggere, l’ennesima. Tra questi 75 libri non ce n’é nessuno scritto da una donna, tranne uno scritto da tale Flannery O’Connor. Joyland, che si occupa principalmente di “short fiction”, si è divertito a postare una lista dei 250 libri scritti da una donna che ogni uomo dovrebbe leggere. Ormai non bado più a queste liste: sono molto spesso discutibili e inutili. Non ho voglia di fare l’ennesima conta, ma sono sicura, per esempio, che sia nella lista di Esquire che in quella di Joyland la stragrande maggioranza degli autori e delle autrici, scrivono in inglese. Quel che sembra certo, ad ogni modo, è che gli uomini non leggono e non stimano abbastanza i libri scritti dalle donne. Sarà per pregiudizio oppure le donne veramente non sanno scrivere.

    1 LeKKatina ♥ vany

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Naipaul ha le sue idiosincrasie, come tutti gli scrittori del resto. Lui è un grande scrittore, per cui quando parla subito si apre una polemica. Un genio non conosce la modestia, per gli artisti grandi davvero è così. Potranno poi risultarti antipatici, ma se guardi indietro nel tempo nessun grande artista ha coltivato la modestia. Nemmeno il più cattolico e romantico Tolstoj, che era di carattere molto ma molto bizzoso.

    Le liste sono inutili. Esquire è un giornale di cacca per tromboni maschilisti e basta. Che vuoi che ne sappia di letteratura. Meno di niente. E’ un po’ come se Novella 2000 compilasse una lista delle scrittrici da leggere. Voglio dire, né Esquire né Novella 2000 sono riviste in grado di parlare di letteratura, perché non è mai stato il loro argomento principe.

    Non ne sarei così sicuro. Gli uomini leggono e le cacchiate le scrivono tanto le donne quanto gli uomini, in egual misura. Ce ne a bidonate di cacchiate immani pubblicate e che manco sei mesi e sono morte e dimenticate per nostra somma fortuna. A me ad esempio piace molto Oriana Fallaci. Non sono d’accordo su parecchie sue idee, ma ciò non toglie che trovo la sua scrittura molto accattivante, e per questo non può che ricevere la mia stima.

    Bacione e leKKatina, Piccolina ♥ ♥ ♥

    orsetto di VaNY

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  3. Emma Saponaro ha detto:

    Siuramente non leggerò nulla di Naipaul. E già una persona che dice “non è alla mia altezza” non è abbastanza umile per i miei gusti, nè meritevole di un Nobel, visto che l’arroganza e la presunzione sono due caratteristiche inutile e anche dannose.
    Avrei ammesso e forse anche riconosciuto un giudizio più ristretto come ad esempio che gli uomini sono più bravi delle donne nello scrivere thriller. Ma generalizzare credo dimostri scarsa sensibilità e intelligenza.
    Ecco le mie scrittrici preferite:
    partire da Saffo mi sembra eccessivo, quindi partirò con la Dickinson che se anche non viene apprezzata da te, beh, a me sconvolge il cuore e mi occlude il condotto nasale. Seguono: Wirginia Woolf, George Sand, George Eliot, Elsa Morante, Isabel Allende, Agatha Christie, Banana Yoshimoto, Patricia Cornwell, Dacia Maraini, Amelie Nothomb, Simon de Beauvoir, Marlo Morgan, Fred Vargas, Matilde Serao, Azar Nafisi…
    TI ho scritto quelle che mi sono venute in mente impulsivamente. Riconosco di prediligere la scrittura inglese (femminile o maschile) e anche quella francese. E se non fossi presbide, leggerei molti più classici. A tal proposito, ogni consiglio su pubblicazioni di classici con font superiore ai 9 pt è ben accetto!
    Buona serata, oggi mi hai colpito un nervo scoperto, quindi vieni a leggermi e ad apprezzarmi! ^__^

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  4. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Suvvia, tutti gli scrittori (al maschile e femminile) hanno le loro idiosincrasie. Io non reggo la Dickinson ma non reggo neppure Leopardi. Per dirla in maniera spicciola, con linguaggio da taverna, me lo ammosciano. ^__^

    Dacia Maraini mi ha deluso dopo aver osannato la Avallone. Come abbia fatto lo sa solo lei. Chiudendo gli occhi mi vien da pensare, altrimenti si sarebbe accorta di tutti gli errori che ci sono. Bisogna essere ciechi per non accorgersene. Purtroppo l’editoria italiana è così, non buona e mafiosetta quando non massonica.

    Direi che ti mancano un po’ di classici nel tuo bagaglio culturale. ^__^ Io non lo nego, utilizzo anche una lente d’ingrandimento per leggere. Sono astigmatico, ma il piacere della lettura non me lo faccio mancare, solo che troppe volte mi trovo davanti delle vere e proprie ciofeche. Non hai nemmeno idea quante sono mio malgrado costretto a leggerne.

    Allora vengo.. Vediamo di curare questo nervo scoperto… 😉

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  5. Emma Saponaro ha detto:

    Parole sante! (sull’editoria)
    NOn è detto mica che non leggo. SOlo che la presbiopia mi ha costretta ad abbandonare Goethe, che adoro, ed altri classici scritti con carattere minuscolo. Stesso problema con le edizioni economiche.
    Ultimamente ho letto Capote. Una nuova riedizione con copertina rigida e stampa a caratteri cubitali! Una goduria.

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  6. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Saranno pure parole sante, ma purtroppo sono inascoltate da chi dovrebbe ascoltarle. Sin tanto che si andrà avanti così l’editoria italiana non farà mai il salto di qualità di cui ha disperatamente bisogno.

    I classici sono perlopiù scritti con carattere piccolo. Tuttavia non posso farne davvero a meno. Astigmatico lo sono da una vita, per cui al limite uso la lente di ingrandimento. Mi fa un po’ topo di biblioteca ma ci sono piaceri a cui non posso proprio rinunciare.

    Capote è un mostro, nel senso più buono. Io lo adoro.

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  7. Emma Saponaro ha detto:

    ti riporto il commento che avevo lasciato da me:
    Non solo non ho letto On Writing, ma nessun altro suo libro. Mi inibisce la folle lunghezza dei suoi libri… sì sì lo confesso… ok, hai ragione, domani lo compro… ma quante pagine sono?
    Wilde è nato un secolo prima di Naipaul e, comunque, dava o doveva dare scandalo su tutto. Cosa ci si aspetta da un uomo che dice che la donna va amata e non capita? Un uomo che disprezza la scrittura delle donne essendo figlio di una poetessa, beh… che Freud avesse ragione?
    e aggiungo oggi: se funziona, mi interesserebbe la tua lente. Potresti darmi altri dettagli?

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