impressionistica 5 & 6

impressionistica 5 & 6

di Iannozzi Giuseppe

RIEMERGERO’

non sprecare tempo, tutti hanno il loro
solo prendi il tuo e continua a passare avanti
ti hanno detto che la verginità è suicida
hanno fatto di tutto per farti credere di sotto
come un povero diavolo
hanno fatto l’appello caricandoti addosso l’arma bianca
gesù sulle acque, l’ultima cena e il sorriso di monnalisa
non ascoltare oltre il loro inferno, solo prendi il tuo
o la mia mano
se vuoi un tetto sotto cui riparare, un pugno allo stomaco

passano in fila a salutarti, passano tutti, tutti hanno il loro
stanno con le mani in mano o vanno per il saluto romano
ti vorrebbero in fila di sotto
come un condannato a vivere fumo
non rispondere al miracolo, al pane spezzato, al sorriso impossibile
hanno già preso ogni briciola avanzata e tutto il possibile
così solo prendi il tuo poco così poco e avanti, solo prendi il tuo
o la mia mano
se credi che l’amore faccia male, avanti!

chiedo solo il mio, chiedo di essere vivo, vivo!
sarò un woody allen, così giovane e già ebreo
perché portavo una pallottola nel taschino, all’altezza del cuore
e quando mi spararono una Bibbia, la pallottola mi salvò la vita *
chiedo solo il mio, bianca biancheria intima e il sorriso di Dio

passato e presente s’incontrano in un punto unico
nel fumo d’una sigaretta, in un tramonto, nella prima luce dell’alba
l’immortalità è vivere il momento al momento giusto e non dopo
così non camminerò sulle acque né berrò il loro sale

inciamperò, in una pozzanghera mi troverò sdraiato
ma non camminerò a piedi nudi nel suo breve spazio
solo a forza di braccia riemergerò
riemergerò, un pugno allo stomaco

non sprecare tempo, tutti hanno il loro
solo prendi il tuo e continua a passare avanti, avanti!
ti hanno detto solo bugie da maometto a cristo
ti hanno detto solo bugie dalla montagna al golgota
ma io ti guarderò negli occhi
ti insegnerò che non ho se e ma da insegnarti
se vuoi un tetto sotto cui riparare, un pugno allo stomaco
se vuoi una mano che non lavi l’altra, un pugno allo stomaco
ma sincero
se non vuoi più stare sotto

* Riadattamento d’una famosa battuta di Woody Allen

DALL’OGGI AL DOMANI

il cavallino a dondolo, le onde del mare
e questa gloria da coglioni
sopravvissuto, solo sopravvissuto al terrore dannunziano
contraddizioni fanno ressa nei rissosi gorghi del passato
bisogna che non ci pensi, bisogna che impariate a guardarmi
con occhio diverso

cambiato ma non dall’oggi al domani
ma ogni meraviglia è nell’occhio che vedi, nella cataratta
che ho preso quando ero ancora bambino, bella gioia!

la contraddizione e i puntini di sospensione non reggono
il discorso
è ancora una questione irrisolta fra me e me, bella gioia!

ma ogni meraviglia è nell’occhio che mi dirai domani
in fondo alla bottega dei giocattoli
ma ogni occhio è nell’occhio che mi oscurerai domani
sul fondo del mare trascurato

sì, sono cambiato, però non sai immaginare come
non dall’oggi al domani

ALBATROS

le parole non fanno le promesse né gli uomini
le parole fanno le parole vuote
solo affondano nel loro significato
solo mutano coi tempi ma rimanendo uguali
e che ne sai tu del sole che è in alto?
e che ne sai tu della luna che è in alto?

alzo le mani, celebro tutto questo
resto in volo, lontano da te, nel mio spazio vitale
che è almeno almeno una conquista pacifica

come un albatros spiego le grandi ali
seguo le navi e la loro scia di spuma, l’oceano
lascio ai poveri di spirito il lombrosiano

e che ne sai tu del sole che è al tramonto?
e che ne sai tu della luna che appare e scompare?

spiego le ali, celebro tutto questo
come un albatros conosco la libertà

UBRIACO DI VITA

troppe facce mi sconvolgono le fantasie
mi fanno sentire il peso dei loro difetti
così resterò ancora un po’ qui, tra me e me
giocando a chi regge meglio l’ennesima sbronza
fumando un’altra sigaretta per essere normale

sempre e per sempre diverso da voi
sfidando il gioco quando si fa duro
e le multinazionali incalzano minacce di morte
fumando un’altra sigaretta per essere mortale
ubriaco di vita, tra me e voi grande la differenza

UN PO’ DI TE

dentro alla pelle mia questa tua crisi di realtà
e tu sorridi, e tu piangi, e tu dici che è l’età…
che vivrai un po’ di te in questo frammento
di poesia

TUTTO IL TUO AMORE

bambina, usciamo allo scoperto
ancora, ancora un altro momento
dammi tutto il tuo amore
in questa notte figa e fredda

lasciamoci andare, lasciamoci andare
facciamolo!

l’amore è comico, l’amore è uno
l’amore non aspetta che la notte passi
l’amore è duro

dammi amore, prendimi fra le tue braccia
sarò al tuo fianco in questa notte figa e fredda
bambina, per te sarò ali di un angelo

resta con me
nessuno può vivere in solitudine come un cane
resta con me
nessuno può vivere in solitudine come un cane

inviami tutto il tuo amore
e sarò al tuo fianco come una colomba

crocifiggimi nell’intimo più intimo del tuo petto
ma è ancora notte, è ancora notte fonda
e solo ti chiedo di prendere ogni mio fiato sul tuo seno
perché nessuno può vivere in solitudine come un cane
perché nessuno può vivere in solitudine come un cane

* Originariamente pensata in inglese

A TARDA SERA

così viene e va, così, e si sa
che l’amore da solo se ne sta

io continuo a cercare risposta
sa il vento dove l’ha disposta

è forse in lontananza persa nel sole
che muore

o forse è tanto tanto in alto
quando la luna si fa alticcia
a tarda sera

LA NOTIZIA

il postino ha la notizia a portata di mano
dice che la guerra è iniziata

il destino ha la nequizia a portata di mano
spiega che ogni lettera è perduta

DAVANTI ALL’ALTARE

lascia che l’inizio rimanga fermo all’inizio
lascia che si morda la coda da solo come un dannato
non avrai mie notizie utili, al di là del bene e del male
non asciugherò la tua tristezza né prenderò il pianto di Dio
non darò per scontato che tu abbia un amante anche se c’è Chi dice di sì
davanti all’altare e tocca il Cielo con un dito, con un dito

mi hai scritto che gli angeli sono piovuti dal cielo ma abbattuti
mi hai offerto la tua bocca e la consolazione d’una tua foto ma nera
mi hai sofferto così, nel modo sbagliato dall’inizio, iniziando a respirare
davanti all’altare
davanti all’altare la profondità dei tuoi occhi e del mare in sé affogato

lascia che l’amore sia bello come all’inizio, la canna d’una pistola in bocca
e tutte le nostre mute parole sparate senza pietà, al di là del bene e del male
al di là del cielo e del mare, questo amore, questo altare sacrificale

la tua caviglia e il tatuaggio che ho amato non fanno più male
voglio solo essere la Fortuna più bella al di là di Tutto, un perfetto Niente
lascia che l’amore sia bello come all’inizio
lascia che l’inizio trovi riposo nell’incontro delle lancette della pendola

fermo all’inizio, davanti all’altare
fermo dall’inizio, sepolto nel Cielo di Dio e Chi
davanti all’altare la profondità affogata in troppa profondità
e i miei giochi che ti facevano bella ma solo ai miei occhi

e i miei giochi che ti facevano bella ma solo ai miei occhi
lasciami andare lontano da te e che l’inizio rimanga fermo all’inizio
perché sempre sono stato via
dove gli angeli non esistono, dove l’uomo è solo uno che dissoda la terra
dove ognuno è libero di credere nella propria libertà

LA CADUTA DI MAJAKOVSKIJ

majakovskij l’ho dimenticato
nella sua pallottola
era troppo simile ad una statua caduta
col càpo conficcato nella terra
era troppo vergine come la bianca materia
perché lo potessi amare
d’un amore profondo fino in fondo

resto e non resto qui ad osservare la caduta
resto qui di fronte all’accaduto
cercando la forza migliore utile a metter a posto
il torto subito e sottoposto all’inquisizione della vita
perché le mani sono la viva terra d’un golem
perché il cuore è statuario sapore, sale di vidal
ma in rivolta

qualcuno dice che abbia dato via la passione a baal
qualcuno dice e dice alle spalle dell’enfant terrible

la bianca materia andata in frantumi
io la raccolgo per un bacio nuovo
la gioia è tutta nel costruire da capo
dimenticando il càpo conficcato nella caduta

musa, dammi un’altra rivoluzione d’ottobre
se credi si possa volare e cadere senza sprofondare
nel male, nella materia che sono i nostri fragili corpi

qualcuno dice che abbia dato via la passione a baal
qualcuno dice e dice alle spalle dell’enfant terrible

musa, dammi un’altra vita e un rosso sogno sverginato
se credi si possa volare oltre la fragilità della poesia
per un amore a portata di mano
per un amore in rivolta

L’ORIZZONTE DI VLADIMIR

in memoria di Vladimir Vladimirovic Majakovskij

constatare che è rosso il sangue e ogni quartiere
quando si fa la sera e si scioglie sui candelabri la cera
la materia dell’orrore quotidiano
la teoria del terrore proiettato nel grido vano

nel mio teatro
sotto la neve
si ammanta di fiamme ogni fiera
ci si ammala di umbratile follia
perché rosso è il sangue
perché mai bianca rimane la neve

nel mio animo
schiacciato da mille umbratili spoglie
si spoglia la carne del suo peso
della materia e della teoria
si scioglie in un orizzonte insano
nel vuoto lasciato da una pallottola

UMILIATO E OFFESO

in memoria di Fëdor Michailovic Dostoevskij

l’effetto dostoevskij si svegliò come memoria del sottosuolo
fu un colpo, un’allucinazione, un ballo russo ma epilettico
fra demoni, idioti e fratelli karamazov
fu morire in un conflitto spirituale, in un dramma individuale

condannato a morte
quando correva la primavera pietroburghese
il patto socialista contro la maggioranza zarista
condannato a morte
in dicembre, l’offesa di cinque anni ai lavori forzati
condannato a morte
in dicembre, fucilato nel fuoco dell’epilessia
nel freddo della siberia

umiliato e offeso, fuoco e freddo, gemella emarginazione
ti risvegliasti nella posa del caffè, memoria del sottosuolo
condannato a morte, fuoco e freddo, gemella ispirazione

se ci fu colpa
se ci fu colpa, fu un colpo epilettico, il bacio di dio


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Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
Questa voce è stata pubblicata in arte, arte e cultura, cultura, i miei romanzi su Lulu, Iannozzi Giuseppe, libri, promo culturale, segnalazioni e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

6 risposte a impressionistica 5 & 6

  1. vanessa ha detto:

    Uffy… sono tante e troppe e come quando vai al ristorante che ti portano 10 antipasti di pesce in tavola tu li guardi e ti va via la fame e dici in questo ristorante sarà difficile che ci ritorni.
    Le poesie sono come le portate devi gustarle piano assaporarle e sentirle dentro.
    Domani provo scegliere.
    LeKKatina .
    Buonanotte! ♥ vany

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  2. Alberto Carollo ha detto:

    Un fiume in piena, come giustamente rileva Vany; eppur val la pena di prendersi il tempo per leggerti. Tra tanti versi ho isolato:

    “non sprecare tempo, tutti hanno il loro
    solo prendi il tuo e continua a passare avanti, avanti!
    ti hanno detto solo bugie da maometto a cristo
    ti hanno detto solo bugie dalla montagna al golgota
    ma io ti guarderò negli occhi
    ti insegnerò che non ho se e ma da insegnarti
    se vuoi un tetto sotto cui riparare, un pugno allo stomaco
    se vuoi una mano che non lavi l’altra, un pugno allo stomaco
    ma sincero
    se non vuoi più stare sotto”

    Mi sembra fotografi appieno la situazione politica e sociale contemporanea… e non solo. Di più: è un monito, un exemplum, uno stile di vita semplice ed efficace, ma solo se ti si imprime nel cervello e non riesci a schiodarlo: “Prendi il tuo tempo e continua a passare avanti!”
    Complimenti Giuseppe.

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  3. vanessa ha detto:

    L’eleborazione di tutte queste tue in sintesi è la dimensione che il tuo essere, il tuo vivere, il tuo vedere, il tuo condividere e sopratutto non condividere con chi ti vive accanto offre a noi il tuo pensiero umano.
    Elaborazione che diventa :” riflessione, ascolto, esercizio, arte, privilegio,arrabbiatura. Una dimensione che nella civiltà del rumore e dell’aggressione acustica e visiva l’uomo non trova più se stesso e volendo anche uno stile di vita evolutivo. Così nasce da il desiderio, l’intuizione di rendere la tua voce il tuo scrivere ….concreto e dissacrante.

    Insomma in parole povere tu sai alterare i parametri fisici, sei simile ad un animale scontento; cerchi di dare di te un’immagine di forza e grandezza, rendendo più massiccio il tuo aspetto( vedi foto), più grosso il tuo profilo. Gli orsi, ad esempio rizzano il pelo per sembrare più alti e più grandi; altri animali si gonfiano, come certi pesci; altri inarcano la schiena come i gatti; altri ancora, come i volatili, innalzano un ventaglio di piume.
    Però a me non fai paura anzi mi fai sorridere.
    Ciao ♥ vany

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  4. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Povera la mia bimba. ^___^ Troppe poesie ti fanno fare indigestione. Ed io che credevo le amassi più di ogni altra cosa che scrivo. 😉

    LeKKatineee… ♥

    Orsetto di VaNY

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  5. vanessa ha detto:

    LeKKatiSSima ♥ vany

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  6. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Vorrei un tuo abbraccio, solo un abbraccio forte, mia piccola Principessa ♥ ♥ ♥

    orsetto di VaNY

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